Inghilterra: perché le elezioni anticipate?

di: Peter Moran

Caro don Francesco Strazzari,

elezioni, che sorpresa!

Presento qui sotto alcune mie convinzioni, ma bisogna dire che cominciamo a domandarci se questa decisione non mostri che la Signora May non sa più dove e come andare avanti…  Credo veramente che nessuno avesse previsto questa decisione di Theresa May.

Bisogna ricordarsi che, prima del referendum dello scorso giugno, essa non si era pronunciata a favore del “Brexit”, e che si è trovata quasi all’improvviso obbligata a promuoverlo come primo ministro! È costretta quindi a lottare dentro di sé, accettando la responsabilità pubblica di seguire “la volontà del popolo britannico” (la maggioranza ha prevalso solo del 52% contro il 48% !), e sforzandosi di mantenere un atteggiamento di “lealtà”.

Inoltre, essa scopre che anche nel suo partito presente in parlamento (con una maggioranza parlamentare di soli diciassette voci) ci sono membri “meno leali” che le impediscono di prendere certe decisioni, rendendo così ancora più difficili le negoziazioni con l’UE!

Il primo motivo (almeno pubblicamente dichiarato) dell’annuncio delle elezioni è il bisogno che la Signora May sente di un appoggio più forte e più chiaro alla Camera, mentre chiede all’UE condizioni e termini favorevoli.

Il secondo motivo (non dichiarato): la Signora May spera – e suppone – che, dopo le elezioni, il suo partito rafforzerà la sua rappresentanza parlamentare.

 Il Labour ha sostenuto la decisione di elezioni anticipate perché vede (o piuttosto immagina) una possibilità di vittoria!

Invece i deputati del partito nazionalista scozzese presenti a Westminster e che rappresentano 56 su 59 delle circoscrizioni scozzesi sono rimasti neutrali – cioè non hanno votato – pro o contro la decisione di indire le elezioni.

Ricordiamo che, nel referendum dello scorso giugno, gli scozzesi hanno votato 62% a 38% contro il “Brexit”.

Non è azzardato pensare che un buon numero di persone considererà queste elezioni westminsteriane come un secondo referendum “Brexit”…

Da ultimo, le confido che, leggendo molti giornali europei, lei troverà tutti gli argomenti dai più ragionevoli ai più pazzeschi ch’io possa presentarle… Quindi, fine della recita!

la Scozia e l’Europa

+ Peter Moran
vescovo emerito di Aberdeen (Scozia)

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