Jihadismo nello Sahel

di: Rivista Africa

Si è aggravato il bilancio delle vittime degli scontri tra miliziani jihadisti e forze armate al confine tra Burkina Faso e Mali. Ne ha dato notizia il ministro della difesa, Dahirou Dembele, citato da media locali. Secondo l’esponente del governo, sono sono almeno 38 i morti e 33 i dispersi.

Nel precedente bilancio, fornito due giorni fa, il governo aveva parlato di 25 morti e 60 dispersi.

La dinamica dei fatti non è chiara. Si sa che i miliziani hanno assaltato le postazioni militari nella regione centrale del Paese vicino al confine con il Burkina Faso. Al momento però nessuno ha rivendicato l’azione, avvenuta nella notte fra domenica e lunedì.

I principali sospetti si concentrano sul gruppo Ansar al Islam, formazione legata ad al-Qaida. Secondo Dembele, si tratta del più micidiale attacco subito dalla forza antiterrorismo costituita nel 2017 da cinque Paesi della regione del Sahel, i cosiddetti G5.

La regione saheliana rimane una delle più instabili del continente africano. Qui si intrecciano le azioni delle formazioni terroristiche islamiche agli affari delle bande di malviventi che in questa area contrabbandano droga, sigarette e controllano le rotte dell’immigrazione verso l’Europa.

Informazione ripresa dalla rivista missionaria dei padri bianchi Africa.

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