Schiarita nella politica francese

di: Hugues Derycke
Juppé, Fillon, Sarkozy

Juppé, Fillon e Sarkozy, erano i tre candidati alle primarie del centro destra in Francia

Il risultato delle primarie della destra e del centro destra è una felice sorpresa nel clima attuale dei dibattiti politici e democratici.

L’ex presidente, Nicolas Sarkozy, è risultato terzo con il 20% dei voti; il favorito nei sondaggi, Alain Juppé, è giunto secondo con il 29% dei voti e, primo, un inatteso François Fillon, che si trova in testa con il 44% dei voti. Il risultato “inatteso” esprime un forte coinvolgimento dei votanti, più di quattro milioni, ovvero il doppio delle previsioni.

Non è questo il luogo per un commento sulle diverse personalità; vorrei commentare questa sorpresa.

La democrazia stanca

Il clima democratico è per lo meno uggioso in questo inizio di XXI secolo. Partiti nazionalisti rinascono e spuntano nei dibattiti democratici per impadronirsi in maniera demagogica del potere. Sempre di più questi partiti tendono ad annunciare ritorni a “dittature” illuminate e a poteri forti. Il Venezuela, la Turchia, l’Ungheria, la Russia conoscono situazioni del genere. L’Austria e la Danimarca sono sottoposte a queste pressioni. L’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti lascia intravvedere un rischio simile per la democrazia americana.

La tradizione occidentale della democrazia appare malata proprio alla base dei propri ideali, che non appaiono più un orizzonte proponibile a tutti e un cammino verso una “mondializzazione” della pace e della giustizia. La globalizzazione del sistema economico liberale non sembra in grado di coabitare con un ideale simile di democrazia. Peggio: la coscienza dei popoli sembra indicare che essi sono pronti a consegnarsi a poteri forti, nazionalisti, ostili ai fenomeni migratori cui assistiamo oggi, siano essi politici o economici. I discorsi politici, ma anche i dibattiti mediatici, si rifanno all’antagonismo delle invettive e alla riduzione degli argomenti dentro un discorso populista o demagogico. Le nostre democrazie sembrano malate di questa mancanza di qualità nei dibattiti.

Ritorno di saggezza?

Domenica 20 novembre ha portato una schiarita inattesa: il popolo di destra come quello di sinistra hanno colto l’occasione di un suffragio parziale nelle primarie per dare un’altra indicazione, per inviare un messaggio alto e ambizioso in vista del governo della nazione e della sfida delle elezioni presidenziali. Poiché non tutti gli elettori che hanno votato domenica si riconoscono nel partito organizzatore.

La situazione politica in Francia “impone” un secondo turno delle presidenziali in cui la presenza di una candidatura dell’estrema destra nazionalista appare ineluttabile. I partiti della sinistra democratica ed ecologica non sono in grado, nella situazione attuale, di far nascere attraverso primarie comuni un candidato in grado di emergere al secondo turno. Questa è l’analisi che hanno fatto coloro che hanno votato domenica scorsa, destra e sinistra mescolate.

Domenica 20 novembre, le coscienze politiche della destra come quelle della sinistra si sono pronunciate per indicare la loro preferenza per un candidato capace di imporsi al secondo turno e di vincere le presidenziali. È una forma collettiva d’intelligenza politica e di discernimento del funzionamento delle istituzioni francesi e specialmente del ruolo maggiore del presidente della Repubblica eletto a suffragio universale.

Il vero senso della politica

Le primarie della destra e del centro non sono state un sondaggio. Si sono trasformate in una “leva democratica” che quattro milioni di cittadini di destra come di sinistra hanno colto per indicare una preferenza presidenziale. Essi hanno detto “no” a un ex presidente, ma soprattutto “sì” a due uomini di esperienza: due ex primi ministri, visti come persone sagge e realiste. Due uomini che hanno fatto una campagna degna. Un “sì” inatteso nella sua ampiezza per il più giovane, per molto tempo terzo o quarto nei sondaggi.

Possiamo di nuovo credere alla saggezza della gente? I vescovi di Francia hanno pubblicato, nell’ottobre scorso, un richiamo alla coscienza politica e civica dei francesi: «In un mondo che cambia occorre ritrovare il vero senso della politica» (qui il testo integrale francese in pdf). Bene: sono stati ascoltati.

Testo a cura di Francesco Strazzari

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