I 90 anni di Jean Vanier

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Il 10 settembre scorso Jean Vanier ha compiuto 90 anni. Filosofo,  scrittore e umanista riconosciuto, è il fondatore di due organizzazioni internazionali dedicate alle persone con deficienza mentale: l’Arca e il Movimento Fede e Luce (Foi et Lumière). Le 152 comunità dell’Arca in 37 paesi e le 1.450 comunità di Foi et Lumière in 83 paesi sono dei veri laboratori di trasformazione umana. In effetti, coloro che fanno l’esperienza di vivere con persone disabili ne escono profondamente trasformate per ciò che vi hanno ricevuto e per la ricchezza di relazioni umane vissute. Vivendo da oltre 50 anni con queste persone, Jean Vanier è diventato un ardente difensore dei più vulnerabili ed emarginati della nostra società, un uomo della compassione. Egli ci invita a riconoscere i doni e gli insegnamenti preziosi che offrono queste persone quando sono accolte e amate.

Quando Jean Vanier fondò in Francia, 54 anni fa, la prima Arca, diede inizio al sorgere di comunità per persone con o senza disabilità mentali in tutto il mondo.

A Natale del 1963 egli si recò a visitare il suo direttore spirituale, il padre domenicano Thomas Philippe che aveva allora iniziato il suo servizio come cappellano in Val Fleuri, una casa per persone con disabilità mentale a Trosly-Breuil, nei pressi di Parigi. Qui l’ex ufficiale della marina entrò in stretto contatto con persone disabili: «Rimasi profondamente colpito dalle persone che erano diventate amici di p. Thomas. Ciascuna di esse era piena di vita, aveva sofferto molto e era grandemente assetata di amicizia. Con ogni loro gesto e ogni parola mi chiesero: “tornerai?” “mi vuoi bene?”».

P. Thomas suggerì a Vanier, che fin dal tempo del suo servizio in marina, stava cercando il suo posto nella vita, che avrebbe potuto forse “iniziare qualcosa” in quel luogo. Ed in effetti ritornò, allora 35enne, mezzo anno dopo, invitando tre uomini di un’istituzione per persone con disabilità mentale a vivere con lui, e fondò così la prima Arca.

“Volevo seguire Gesù”

Jean Vanier è nato nel 1928, quarto di cinque figli, e è cresciuto come figlio di un diplomatico canadese in Svizzera, Francia e Inghilterra. Frequentò il College della British Navy a Dartmouth. Alla scuola seguì una carriera di otto anni nella marina britannica e canadese. Ma s’accorse che la sua vocazione stava piuttosto nella vita spirituale. Seguirono anni di studio presso “Eau vive”, un centro di formazione teologica e spirituale per laici a Parigi, dove conobbe la sua guida spirituale, p. Thomas e soggiornando presso diversi monasteri sentì il desiderio di diventare sacerdote. Poi decise in senso contrario e optò per il dottorato in filosofia. Furono lunghi anni di ricerca spirituale. Soltanto dopo la visita a Natale a p. Thomas nel 1963 e vedendo istituti deprimenti di persone mentalmente disabili, costrette a vivere in grandi saloni in condizioni caotiche e violente, Vanier maturò l’idea di fondare l’Arca. «Ero aperto e disponibile; volevo seguire Gesù e la via del Vangelo» disse, spiegando le ragioni che accompagnarono in quell’epoca la sua decisione.

Inizialmente si proponeva semplicemente di aiutare persone con disabilità, ma, vivendo insieme ad esse, s’accorse quanto lui stesso aveva da imparare da loro. Né nella sua famiglia né in marina la capacità di relazioni e la crescita emotiva erano al centro della loro attenzione. Nei deboli e poveri “disabili” Jean Vanier imparò cosa significa l’amicizia. Il loro schietto modo di comunicazione e la loro sincera tenerezza lo impressionarono, lui che fino ad allora era abituato a comandare e a impartire insegnamenti. Imparò che «amare qualcuno vuol dire essere disposti a perdere del tempo con lui».

Già allora, oltre 50 anni fa, iniziò l’Arca, per attuare un’idea inclusiva che oggi è diventata un principio guida nell’assistenza ai disabili: le persone con disabilità partecipano e condividono a pari diritto la loro vita e la loro esperienza e coloro che hanno delle disabilità mentali devono essere egualmente coinvolti nelle decisioni della comunità.

La dimensione multireligiosa

Il numero delle persone che trovarono accoglienza nell’Arca aumentò rapidamente. Come aumentarono rapidamente gli aiutanti volontari che venivano da tutto il mondo a Trosly per collaborare e imparare a conoscere la vita dell’Arca. Molti di essi fondarono poi un’Arca tornando nel loro paese. Sorsero così delle comunità dell’Arca in Canada, India, Danimarca, Costa d’Avorio, e in numerosi altri paesi. La prima Arca in Germania fu aperta nel 1985.

All’inizio, l’Arca era una comunità soltanto cattolica. Ma, quando vennero anche protestanti e anglicani come collaboratori, il cattolico Vanier imparò a vedere i membri delle altre confessioni come dei fratelli e sorelle in Cristo con cui si trovava in cammino insieme.

In India vennero all’Arca, oltre ai cristiani, anche musulmani e induisti. Anche qui furono trovati dei modi per sottolineare ciò che vi era di comune, per pregare e celebrare insieme le feste di tutte le religioni .

Nel 1971 Vanier, insieme all’educatrice francese Marie-Hélène Matthieu, fondò il movimento internazionale Foi et Lumière in cui le persone con disabilità mentale si incontrano ogni mese con i loro familiari e i loro amici per far crescere la loro amicizia nella preghiera, nello scambio e nelle attività comuni. Attualmente esistono 1.500 gruppi in 79 paesi.

Jean Vanier ha fondato anche le Comunità dell’incontro “Katimavic”, le giornate di incontri ecumenici con persone con o senza disabilità, che si tengono regolarmente nel sud della Germania e in Svizzera nelle zone germanofone. L’Arca è attualmente rappresentata da oltre 150 comunità in 37 paesi del mondo (tra cui anche l’Italia).

Jean Vanier è stato membro del Pontificio consiglio per i laici e, nel 2014, ha ricevuto il Premio Templeton.

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