Roger Etchegaray: «Ho sentito battere il cuore del mondo»

di: Francesco Strazzari

etchegaray

«Ho sentito battere il cuore del mondo». È il titolo del fortunato libro di Bernard Lecomte de La Croix (Fayard, 2007). Risponde al vero perché il cardinal Roger Etchegaray, nato in Espelette, diocesi di Bayonne, il 25 settembre 1922 e morto il 4 settembre 2019, dal 1979 al 2007 ha effettuato decine di viaggi, alcuni molto difficili, agendo spesso a fianco della diplomazia vaticana, soprattutto quando fu nominato Presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio consiglio «Cor Unum» (8 aprile 1984).

Vescovo ausiliare di Parigi nel 1969, divenne arcivescovo di Marsiglia il 22 dicembre 1970. Nel 1971 era già presidente del Consiglio delle conferenze episcopali di Europa. Il 30 giugno 1979 venne creato cardinale da Giovanni Paolo II. Ricordo di averlo incontrato la prima volta a Marsiglia, nel 1984, quando diede alle stampa un simpatico e umoristico volumetto: J’avance comme un ane (Fayard).

Inizia i grandi viaggi a partire dal Senegal (22-23 maggio 1964) in occasione del centenario della Chiesa. Nel luglio 1965 è a Kinshasa. Nel 1967, in marzo, visita l’Ungheria (Budapest, Eger, Pecs) e in luglio è in Olanda per partecipare al 1° simposio dei vescovi europei. Dal 6 al 14 aprile 1968 è in Cecoslovacchia. E’ il tempo della «primavera di Praga». In luglio è in Tanzania e Zanzibar per il centenario della evangelizzazione.

Nel luglio 1969 è in Svizzera per il II Simposio dei vescovi europei. Poi vola in Africa, a Kampala, per il simposio dei vescovi africani. Nell’agosto 1969 effettua il primo viaggio negli USA, da New York a San Francisco. Nel maggio 1970 è a Malta per una conferenza sul clero. In luglio visita Beirut, Teheran, Nuova Delhi, Hong Kong. In agosto partecipa a Hiroshima alla celebrazione del XXV anniversario dell’esplosione dell’atomica.

Nel 1972 è in Siria e in Armenia. Nel luglio 1975 visita la Grecia e sale al Monte Athos. Nel maggio 1976 è in Polonia e visita le città di Katowice e Stettino. In luglio è in URSS e visita Mosca, Zagorsk, Kiev, Leningrado. In agosto è a Filadelfia per il Congresso eucaristico internazionale. Nel giugno 1979 è a Cracovia per la visita di Giovanni Paolo II. Nel gennaio 1980 è a Patrasso in Grecia. Dal 26 febbraio al 14 marzo 1980 compie il primo viaggio in Cina.

Nel 1982 è prima in Guinea e poi a Gerusalemme. Dal 30 giugno al 6 luglio 1983 è a Monaco di Baviera come membro della Commissione internazionale cattolico-ortodossa. Poi, in agosto, di nuovo in Africa, in Congo Brazzaville. Nel 1984 ( maggio- giugno) è a Creta per partecipare alla Commissione internazionale cattolico-ortodossa.

L’Africa lo affascina. Nel settembre 1984 è in Burkina Faso e nel febbraio 1985 in Togo. Nel marzo 1985 intraprende un viaggio a Hong Kong, dove fa visita ai rifugiati del Vietnam. Nel giugno 1985 è in Cile e in Libano. Dal 23 dicembre 1985 al 4 gennaio 1986 è in Iran e in Iraq e visita i prigionieri di guerra. Nel febbraio 1986 è in Niger e in settembre a Bogotà. Dal 17 al 19 marzo 1987 è ad Haiti come presidente di Cor Unum. In aprile è in Costa Rica e in agosto in Mozambico.

Nel gennaio 1988 è in Etiopia ( gennaio), in marzo in Lesotho, in maggio in Angola,(Luanda, Huambo, Benguela), in giugno a Mosca per le celebrazioni del millennio della Russia, in Finlandia per partecipare ai lavori della Commissione internazionale cattolico-ortodossa, e quindi visita la Namibia. In ottobre è a Bangkok per un seminario su «Giustizia e pace» in Asia. Seguono due viaggi importantissimi: Cuba ( 23 dicembre 1988 – 3 gennaio 1989) e Vietnam (1-14 luglio).

Nel settembre 1989 è prima a Varsavia per il cinquantesimo della Seconda guerra mondiale e poi a New York per partecipare alla conferenza dell’ONU sul razzismo. In ottobre partecipa al Congresso eucaristico internazionale nella Corea del Sud. Dal 23 dicembre 1989 al 6 gennaio 1990 visita il Guatemala, Honduras, Nicaragua, El Salvador. Il 23 maggio 1990 è ancora in Vietnam per partecipare alle esequie del cardinale di Hanoi. In luglio è in Togo. In novembre vola ancora in Vietnam.

Nel 1991 è in Sudan, Namibia , Libano per preparare il sinodo speciale , in Ungheria, a Mosca per un colloquio sui movimenti sociali. In novembre è in Croazia Osijek, Belgrado. Nel gennaio 1992 è in Myanmar, Turchia, Polonia, Bosnia-Erzegovina, Sarajevo, Croazia, Mostar, e dal 9 al 13 ottobre è a Santo Domingo per il 500° anniversario della scoperta dell’America. In dicembre è a Cuba.

Nel 1993 è in Togo, all’ONU, in Liberia, Ruanda, Zaire, Goma, Libano per la Conferenza internazionale cattolico-ortodossa, Bosnia- Erzegovina, Banja Luka, Pechino, Sarajevo per le giornate di preghiera per la pace e la fine di dicembre è in Burundi. Nel 1994 in gennaio è all’ONU, quindi a Belgrado, in Sudafrica, Ruanda, Brasilia, Cuba, Ginevra. Nel 1995 è a Davos al Word Economic Forum e quindi ad Haiti In luglio è in America centrale, a Sarajevo, a Gerusalemme, Nuova Zelanda, Grecia Iugoslavia, Burundi.

Nel 1996 è in Indonesia, Zimbabwe, Oslo, Australia, Kenya. Nel 1997 è in Ucraina, Macedonia, Austria, Thailandia, Pretoria, Rio de Janeiro, Monaco di Baviera. Nel 1998 è a Mosca , poi a Bagdad per la Conferenza delle Chiese arabe sulla pace, infine a Bucarest. Nel marzo 1999 è in Terra santa per preparare il giubileo del 2000; incontra in Libano i vescovi e i patriarchi del Medio Oriente. In luglio è in California.

Nel 2000 accompagna Giovanni Paolo II in pellegrinaggio in Terra santa. Dal 13 al 21 settembre del 2000 visita Pechino e Shanghai. Nel 2001 è in Ruanda per le celebrazioni del centenario dell’evangelizzazione. Nel 2002 è di nuovo in Terra santa. Nel febbraio 2003 si incontra a Bagdad con Saddam Hussein e visita Mosul. Va ad Haiti, Atene e in Ucraina. Dal 22 settembre al 7 ottobre 2003 è ancora in Cina. Nel 2004 è in Albania, Georgia, Egitto, Turchia.

Nel 2006 è in Brasile, Libano, Kazakistan. Nel 2007 è in Turchia con papa Benedetto XVI. Dal 1° al 15 agosto 2007 è in Russia: Mosca, Novosibirsk, Irkutsk.

Un giorno chiesi al card. Etchegaray: lei come si definisce? «Un asino», rispose. «Vado avanti come un asino…Un asino portò Gesù di Nazareth, il giorno delle palme. Non so grandi cose, ma so che porto il Cristo sul mio dorso e ne sono fiero più che essere basco. Vado avanti a piccoli passi, in silenzio, con gioia». Etchegaray come Casaroli, Silvestrini, Lékai…

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