Corano: un testo, molte interpretazioni

di: Mélinée Le Priol (a cura)

Il nuovo sito «Coran 12-21», che si rivolge sia a specialisti sia a semplici interessati, presenta diverse versioni del Corano (in arabo, latino e francese) dal XII secolo fino ai nostri giorni. L’islamologo Pierre Lory, direttore di ricerca presso l’École Pratique des Hautes Études, ha contribuito alla sua elaborazione. Proponiamo, in nostra traduzione dal francese, un’intervista con il prof. Lory apparsa su La Croix del 22 ottobre.

Prof. Lory, la prima traduzione del Corano proposta da questo nuovo sito, in latino, è del XII secolo. L’interesse per la tradizione musulmana è dunque antico in Europa?

Esattamente. A volte, a torto, si crede che l’Occidente abbia cominciato a interessarsi all’islam solo in epoca coloniale. Mentre già nel XII secolo l’abate di Cluny, Pierre le Vénérable, ha pensato che non bisognava solo combattere i musulmani con le Crociate, ma che era anche necessario capire in cosa essi fossero diversi dai cristiani. Precedendo la sua epoca, aveva ordinato una traduzione del Corano in latino che è stata la base della conoscenza del Corano per tutto il Medioevo.

Nel 1550 il protestante Theodore Bibliander ha fatto stampare e pubblicare questa traduzione latina. Infatti, a partire dal XVI secolo, l’Occidente ha conosciuto una specie di «proto-orientalismo», quando gli intellettuali e gli eruditi del Rinascimento iniziarono a interessarsi da vicino all’islam.

All’epoca di Francesco I si insegnava l’arabo! In seguito si sviluppò un’intera letteratura sull’Oriente: alcuni viaggiatori manifestavano una simpatia per l’islam; altri lo rifiutavano; mentre altri ancora avevano una posizione ambivalente. Voltaire, per esempio, difendeva l’islam in nome dell’anticlericalismo e del rifiuto del cattolicesimo.

Per quanto riguarda lo studio del Corano e dell’islam, attraverso fonti online, qual è la qualità della documentazione ottenibile?

Molti siti sono mediocri. Oggi, quando ci si vuole interessare dell’islam, il problema non è la povertà della documentazione, ma piuttosto la perplessità di fronte alla sua abbondanza.

Questo nuovo sito internet permette, potendo comparare facilmente le traduzioni, di vedere le diverse interpretazioni nel corso delle varie epoche. Ad esempio, la traduzione di Régis Blachère del 1957 rientra nella tradizione erudita: si tratta di un francese difficile, ma con il merito della precisione lessicale. La traduzione di Muhammad Hamidullah (2000) è quella che gode del maggiore riconoscimento nell’islam francese, quella più letta.

Anche in arabo esistono diverse versioni del Corano?

Il Corano è stato stampato molto tardi dai musulmani: nel 1924 a Il Cairo. Fino a quella data, il testo esisteva solo nella forma manoscritta e comprendeva numerose piccole varianti. Tradizionalmente esistevano quattordici letture possibili!

Nel 1924 l’edizione de Il Cairo, preparata per iniziativa del re d’Egitto, è stata diffusa su larga scala estendendosi praticamente a tutto il mondo musulmano. Oggi, nove lettori del Corano su dieci lo leggono in questa versione.

Ciò che noto è che molti non sanno che fino al 1924 esistevano diverse versioni del testo. Siccome la grande maggioranza dei musulmani considera che il Corano sia stato dettato al profeta Maometto dall’angelo Gabriele, riconoscere queste varianti vorrebbe dire che non c’è stata un’unica dettatura.

I musulmani hanno paura delle diverse interpretazioni del loro testo sacro?

A dire il vero, molti vorrebbero che il Corano fosse un discorso unico, valido per tutti. In confronto l’islam del Medioevo era invece molto aperto alle diverse interpretazioni. Interpretazioni che potevano anche contraddirsi, ma questo non era sentito allora come un problema.

Oggi, molti musulmani pensano che interpretazioni diverse, che non vanno tutte nella medesima direzione, siano qualcosa di pericoloso. Per me questo è un  atteggiamento globalmente difensivo di fronte alla modernità.

Spesso mi chiedono che «cosa dice veramente il Corano?». Ma è illusorio pensare di poter rispondere a questa domanda. Come ogni testo, anche il Corano non presenta un significato unico, ma solo delle interpretazioni.

Le traduzioni attualmente presenti sul sito «Coran 12-21» sono altrettante interpretazioni possibili del testo.

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