Anche le stelle possono cadere

di: Francesco Strazzari
arabia saudita

Mohammed bin Nayef, re Salman e Mohammed bin Salman in un murales nella città di Taif

A partire dal 1744

Prima del 1932, l’Arabia Saudita era suddivisa in vari regni e tribù. Nel 1744 Muhammad ibn Saud, il tribale capo della città ad-Dir’yyah, vicino a Riyad, si associò con il capo religioso Muhammad ibn Abd al-Wahhab, il fondatore del movimento wahhabita, un’espressione rigidamente puritana dell’islam sunnita, e, incominciando da Najd (al centro dell’attuale Arabia Saudita), iniziò a conquistare il Hijaz e fondò il suo regno. Ma tale regno non ebbe lunga vita. Cadde nel 1818 con l’occupazione di Dir’yyah da parte dell’Egitto, che agiva in nome dell’impero ottomano. La prima stella cadde.

Ci fu una fragile rinascita che iniziò nel 1824, ma anche questa seconda stella cadde, nel 1891. Abd al-Rahman Saud, figlio di Muhammad ibn Saud, fu vinto da Muhammad ibn Rashid. Il figlio di Abd al-Rahman, Abd al-Aziz (conosciuto come Ibn Saud) si rifugiò in Kuwait.

Riyad rimase sotto l’autorità degli emiri Rashid fino al 1902, quando Abd al-Aziz, figlio di Abd al-Rahman, ritornò dall’esilio in Kuwait, uccise il Governatore Rashidi di Riyad e proclamò se stesso emiro di Riyad. Continuò le sue guerre di conquista e, nel 1932, annunciò l’inizio del regno di Arabia Saudita. È il terzo regno e dura fino ad oggi. Alla sua morte (1953) gli successe suo figlio Saud, nominato suo successore già dal 1933.

Da allora fino ad oggi, hanno regnato in Arabia Saudita i figli di Abd al-Aziz, quindi la successione é stata da fratello a fratello. Tuttavia, non sempre questa successione è stata priva di tensioni.

Nel 1964 il re Saud abdica in favore del fratello Faisal, il quale venne ucciso nel 1975 da un suo nipote, il principe Faisal ibn Musà id. Ma ci sono stati anche importanti sviluppi: nel 1986 l’allora re, Fahd, si dà il titolo di “Custode delle due sante moschee”; nel 2007 il re Abdullah rende visita a papa Benedetto XVI in Vaticano.

Muhammad bin Nayef

Il 23 gennaio 2015 muore il re Abdullah e, nello stesso giorno, gli succede il suo fratellastro Salman ibn Abd al-Aziz (nato nel 1935). In aprile 2015 Muhammad bin Nayef, nipote del re Salman (figlio di suo fratellol Nayef), e suo figlio Muhammad bin Salman (conosciuto come MbS) diventano rispettivamente principe ereditario e vice-principe ereditario.

Si innalza sempre di più la stella di MbS, che era entrato in politica nel dicembre 2009, all’età di 24 anni. Il 25 aprile 2014 divenne ministro di Stato. Nel 2015 divenne ministro della difesa e segretario generale della corte reale.

Nel marzo 2015 l’Arabia Saudita si fa capo di una coalizione di Paesi alleati contro i ribelli Houti dello Yemen, sostenuti dall’Iran. In dicembre dello stesso anno MbS annuncia un’alleanza militare anti-terrorista con 41 Paesi islamici, alcuni dei quali non erano neanche stati consultati.

Muhammad bin Salman

Gli analisti si chiedevano chi sarebbe stato il prossimo re: Muhammad bin Nayef (nipote del regnate re Salman) oppure Muhammad bin Salman, figlio del re Salman, appunto MbS, e concludevano che si sapeva solo una cosa, cioè che il primo nome del prossimo re sarebbe stato Muhammad. Questo faceva capire come MbS stesse remando per arrivare ad essere lui l’unico principe ereditario.

E infatti sono bastati due anni e il 21 giugno 2017 Muhammad bin Nayef veniva deposto e MbS divenne l’unico principe ereditario. MbS si recò a fare visita a Muhammad bin Nayef a casa sua e i giornali pubblicarono la foto di MbS che bacia le mani di Muhammad bin Nayef. “Bacio di Giuda” commentarono gli analisti.

La sua stella divenne sempre più brillante. Dovrebbe essere lui il primo re che non é fratello dei figli del re fondatore Abd Al-Aziz ma solo suo nipote. La successione non sarà più di fratello in fratello ma dal nipote MbS ai suoi discendenti (ha 4 figli).

Deciso a ristrutturare l’economia dell’Arabia Saudita, annuncia la sua visione del 2030, anno in cui nessuno straniero dovrebbe trovarsi più in Arabia Saudita. La cosiddetta saudizzazione iniziò subito. Nessuno straniero può più lavorare nei negozi di cellulari. Ogni persona dipendente straniera deve pagare una tassa di circa 25 euro al mese, che saranno 50 l’anno seguente e 75 in seguito. Moltissimi stranieri hanno mandato a casa moglie e figli, diminuendo in tal modo i consumi drasticamente.

muhammad bin salman

Muhammad bin Salman

In ottobre 2017 MbS annuncia la creazione di una zona economica di 500 bilioni di dollari per un’estensione di 34.000 kmq nella laguna di 50 isole dell’Arabia Saudita sul Mar Rosso, destinata ad attirare turismo a livello internazionale (comprendente anche alcol?). Nel mese successivo annuncia che sarà possibile avere un visto turistico per l’Arabia Saudita. Nel settembre 2018 inaugura il tratto ad alta velocità (a 300 km orari) che collega la Mecca con Medina, le due città sacre dell’islam, 450 Km.

Riguardo alle riforme interne, ridusse di molto i poteri della famigerata polizia religiosa. Nel dicembre 2017 ci fu il primo concerto per cantanti donne. In gennaio 2018 uno stadio di sport a Jeddah poté accogliere donne. Nel febbraio 2018 viene data la possibilità alle donne di avere una propria attività commerciale senza il permesso di un uomo. In aprile 2018 viene aperto il primo cinema in Arabia Saudita, dopo 35 anni di proibizione; più di 2.000 cinema saranno aperti entro il 2030. Dal giugno 2018 le donne possono guidare la macchina, fino ad allora proibito. Tuttavia, a tutt’oggi, non si vede nessuna donna guidare la macchina, si dice che abbiano paura di esporsi.

Sta cadendo anche l’ultima stella?

Ma anche questa stella ha iniziato a cadere. Nel maggio 2017 MbS annuncia che nessuno potrà sopravvivere se accusato di corruzione. Il 4 novembre fa arrestare 200 principi e ministri, tra cui il bilionario Al-Waleed bin Talal, nipote del re fondatore, Abd Al-Aziz. In seguito altri 11 saranno arrestati.

Secondo gli analisti, questi arresti sembrano essere stati l’ultima mossa di MbS per consolidare la sua autorità. Infatti, il re aveva decretato la costituzione di un comitato contro la corruzione, capeggiato da MbS, solo poche ore prima che avvenissero gli arresti. Essi furono rilasciati solo dopo aver versato bilioni di dollari.

In politica estera, gli viene rimproverato di aver distrutto le infrastrutture in Yemen causando decine di bilioni di dollari di danni. Più di 50.000 bambini sono morti di fame nello Yemen nel 2017. La crisi con il Qatar e il suo isolamento vedono in MbS uno degli attori principali. Nel novembre 2017 MbS obbligò il primo ministro libanese Saad Hariri a dimettersi. Il 2 agosto 2018 Mbs rispose al Canada, che aveva espresso le sue dimostranze all’arresto dell’attivista per i diritti umani, Samar Badawi, espellendo l’ambasciatore del Canada.

In ottobre 2018 viene ucciso nel consolato saudita di Istanbul il giornalista critico Kashoggi (letteralmente Khashoqgi) del Washington Post. MbS dice che i responsabili saranno puniti e le foto mostrano MbS che bacia i familiari di Kashoggi: un altro bacio di Giuda?

Il trono in Arabia Saudita non è più così stabile, dicono gli analisti. Una prova è il ritorno dall’esilio volontario in Inghilterra del principe Ahmed ibn Abd al-Aziz (nato nel 1040). Questi sarebbe una persona molto più moderata. Il suo ritorno in Arabia Saudita avrebbe come scopo di fermare la distruzione dello Yemen ed esaminare la crisi con il Qatar. Voci dicono che sarebbe stato chiesto a MbS di dimettersi, ma questi avrebbe risposto che resterà per tutta la vita.

Riuscirà la stella di MbS a restare nel firmamento saudita? Non si sa, però si sa, come lo dimostra la storia dell’Arabia Saudita, che anche le stelle possono cadere.

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