Africa: il potere (cinese) dell’informazione

di: Raffaele Masto

agenzia stampa

Come cambia il mondo. O, più precisamente, come cambia il sistema dell’informazione. O, meglio, come il sistema di informazione si adatta agli equilibri geopolitici o, più precisamente come influisce l’economia sull’informazione.

Un tempo l’intero sistema dell’informazione mondiale per parlare di Africa faceva riferimento alle grandi agenzie di informazione occidentali, meglio, europee: AFP e BBC. Poi nel passato c’era anche la TASS, sovietica, che dopo il 1989 è tramontata di pari passo con il peso economico e politico della Russia nel mondo post-guerra fredda.

Oggi molte cose sono cambiate. Certo, AFP, REUTERS e BBC restano importanti agenzie, ma fra loro si è inserita XINHUA, cioè l’agenzia di stampa ufficiale della Cina. Non si è solo inserita, ha conquistato un ruolo di rilievo e lo ha fatto man mano che gli investimenti cinesi nel continente crescevano.

Per capire, basta fare un piccolo esperimento: guardare le principali agenzie italiane (ANSA, ADN KRONOS, AGI) per capire quanto pesa la XINHUA. In una schermata a caso di ciascuna di queste agenzie le notizie provenienti dall’Africa tradotte dalla Xinhua sono un buon quaranta per cento. Le altre provengono dalle tradizionali AFP e BBC e dai loro corrispondenti e, una buona parte, dai corrispondenti di reti televisive come Al Jazeera, Al Arabiya, CNN. Ovviamente questo sondaggio non ha nessun valore statistico. Le schermate prese in esame sono del tutto casuali, ma dimostrano che il modo di vedere l’Africa oggi è pesantemente influenzato dal sistema d’informazione cinese.

Una volta si diceva che il potere delle agenzie sull’informazione era enorme. Se queste si fossero coalizzate e avessero voluto “cancellare” una notizia, o addirittura un Paese o un personaggio, lo avrebbero potuto fare. Oggi farlo è impossibile, ma il potere delle agenzie resta enorme. E comunque non si può non constatare che nel sistema mondiale dell’informazione se c’è una “grande potenza” questa ha la propria “fonte”. Cioè le grandi potenze vogliono diffondere il proprio modo di vedere il mondo.

La XINHUA per l’Africa è diventata onnipresente. Dunque si può dire che l’Africa che conosciamo oggi e di cui abbiamo notizia è in buona parte ciò che la Cina desidera si conosca di questo continente. BBC, AFP, REUTERS non hanno più un potere di monopolio.

XINHUA ha una grande capacità di intercettare e diffondere notizie in Africa. Innanzitutto ha uffici in ben trentadue Paesi del continente. In totale XINHUA ha uffici in 107 Paesi del mondo e pubblica informazioni in inglese, francese, spagnolo, russo, cinese, arabo e giapponese.

Per la sua mancanza di indipendenza (è infatti subordinata direttamente al Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese) è stata criticata da Reporter Senza Frontiere, che l’ha definita «la più grande agenzia di propaganda del mondo». Nonostante le critiche XINHUA è comunque usata in tutto il mondo da giornali, reti televisive e radiofoniche e anche da grandi imprese e multinazionali.

Rivista Africa, 30 agosto 2019.

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