Giustizia riparativa a Chicago

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Il “Precious Blood Ministry of Reconciliation” (PBMR) è un promotore di lunga data nell’area di Chicago della giustizia riparativa, un approccio alla giustizia penale che incoraggia la riconciliazione tra vittima e colpevole. Il ministero “raggiunge, sostiene e accompagna le persone colpite dalla violenza e dal carcere” – ha detto p. David Kelly, direttore esecutivo e fondatore dell’organizzazione.

Padre Kelly ha fondato PBMR dopo 40 anni di esperienza nel ministero carcerario a Chicago, compresi 35 anni alla Kolbe House, un’attività pastorale della diocesi di Chicago che serve i detenuti della prigione della contea di Cook. “Ciò che ha dato inizio a questo ministero è l’incapacità o la mancanza di volontà dei tribunali e del sistema di giustizia penale di lavorare sulla guarigione e sulla riparazione”.

Vedendo che il sistema giudiziario si concentra sull’isolamento e la punizione invece che sulla responsabilità e sostegno, p. Kelly si è reso conto che si poteva fare meglio. Così è partito il PBMR come un mezzo per sostenere sia le vittime sia i colpevoli e, quando possibile, per riunirli per sostenere la loro stessa guarigione.

Ospitalità, riconciliazione, speranza

Il suo approccio alla giustizia riparativa ha tre principi centrali: ospitalità radicale, accogliendo tutte le persone in relazione in modo che il PBMR possa accompagnarle e sostenerle; guarigione, riportando la vittima e il colpevole insieme in vista della riconciliazione; e speranza, dotando i membri del programma delle abilità e delle opportunità necessarie per costruire un futuro migliore.

Con programmi che vanno dal supporto abitativo, allo sviluppo del posto di lavoro e alla terapia attraverso l’arte, il PBMR serve persone precedentemente incarcerate, le loro famiglie e coloro che lottano contro il crimine o la vittimizzazione. La sede si trova nel South Side di Chicago, che ha dovuto far fronte a cicli ricorrenti di povertà e criminalità. Fondata nel 2002, l’organizzazione celebra il suo 20° anno di servizio. È stata insignita per la sua attività di riconciliazione con il secondo premio annuale Berrigan-McAlister per la nonviolenza cristiana.

Il premio, conferito dalla DePaul University, commemora i defunti pacifisti cattolici Daniel e Philip Berrigan ed Elizabeth McAlister, moglie e collaboratrice di Philip Berrigan. I tre erano noti per i loro sforzi contro la guerra ai tempi del Vietnam e i loro anni di disobbedienza civile e protesta nonviolenta contro la guerra, il terrore nucleare e l’industria delle armi.

Il premio Berrigan-McAlister riconosce coloro che praticano la nonviolenza cristiana e “resistendo all’ingiustizia, trasformano il conflitto, promuovono la riconciliazione e cercano la giustizia e la pace per tutti”.

Al centro di tutto ciò che fa il PBMR c’è l’idea delle relazioni: “Siamo prima relazionali e poi programmatici” – ha detto padre Kelly. Per poter aiutare qualcuno bisogna prima capire da dove viene e di cosa ha bisogno. E, per guarire una comunità ferita dal crimine, bisogna riunire i membri della comunità dopo che la vittimizzazione li ha divisi.

“La giustizia riparativa è una filosofia di relazioni e di costruzione di relazioni e di sapere che siamo interconnessi gli uni con gli altri. E così da quella relazione, quando c’è un danno fatto, allora ci si sforza di riparare quel danno”.

Giustizia riparativa e dignità

La giustizia riparativa è un modo di rispondere al crimine che enfatizza la dignità del colpevole e della vittima. Il sistema di giustizia penale si concentra sull’isolamento e sulla punizione dei trasgressori, senza alcun sostegno per gli ex carcerati una volta usciti di prigione. La giustizia riparativa si concentra invece su come reintegrare i criminali nella comunità, sostenendo sia loro sia le loro vittime nel periodo successivo alla carcerazione.

Uno dei primi programmi lanciati dal PBMR sono stati i gruppi di riconciliazione vittima-colpevole, che riuniscono coloro che hanno commesso un crimine e coloro che ne sono stati colpiti. I gruppi aiutano a creare una maggiore comprensione di ciò che ha spinto il colpevole a commettere il crimine e di come ha ferito la vittima e la comunità.

Offre all’autore del crimine la possibilità di imparare dai propri errori e di comprendere il danno che ha causato, ma anche l’opportunità di esprimere i propri bisogni insoddisfatti o le proprie lotte – la mancanza di una casa, la pressione a unirsi alle bande, la disperazione. I gruppi riuniscono la comunità e portano una maggiore attenzione alle forze strutturali del razzismo, della povertà e dell’emarginazione che causano il crimine, ha detto padre Kelly, incoraggiando anche la responsabilità individuale.

Altre iniziative del PBMR mirano a creare un futuro migliore per coloro che sono coinvolti nel sistema di giustizia penale. Il ministero offre alloggi gratuiti per coloro che vengono rilasciati dalla prigione, un posto sicuro dove stare mentre si adattano al rientro e iniziano il difficile processo di trovare lavoro. Un programma di sviluppo del posto di lavoro prepara i suoi membri non solo a trovare lavoro, ma anche a sviluppare una carriera a lungo termine in grado di sostenere una famiglia.

Giovani e prevenzione

Il ministero lavora anche con i giovani in un programma di preparazione al lavoro attraverso laboratori artistici. Inoltre, ci sono programmi di serigrafia, falegnameria e giardinaggio urbano, che danno ai giovani uno sbocco per esprimere i loro sentimenti, così come un’opportunità di esperienza lavorativa nella gestione dei laboratori. Questo è il programma più recente per il ministero.

I laboratori artistici non sono stati un’idea di padre Kelly, ma una risposta ai bisogni espressi dai giovani del quartiere. La terapia mediante l’arte può essere un modo efficace di elaborare il trauma e una potente fonte di sostegno, secondo padre Kelly. Istituire i laboratori artistici aiuta ad amplificare le voci dei giovani, dando loro gli strumenti per superare le loro lotte.

Accoppiato con il mentoring e il supporto educativo per ottenere un diploma di scuola superiore, il PBMR aiuta i giovani a costruire il loro futuro e a evitare il sistema giudiziario, il tutto lavorando anche con i criminali che ritornano alla comunità e alle loro vite.

Ma la sfida più grande per il PBMR è ancora più difficile che fornire posti di lavoro, alloggi, mentoring o altre opportunità. Sta lottando per cambiare completamente la narrativa intorno all’incarcerazione e alla giustizia. “Questa città deve cominciare a vedere che le comunità devono essere coinvolte nel loro benessere. Spendiamo miliardi di dollari per l’incarcerazione e questo aumenta il danno. E non abbiamo a che fare con persone che tornano a casa”.

Cambiare il sistema: le relazioni

Per cambiare il sistema giudiziario, il PBMR lavora non solo per coinvolgere le comunità, ma anche per spronare i tribunali a trovare soluzioni migliori per trattare con i criminali.

“In qualche modo, dobbiamo cambiare la narrazione e permettere alle persone con potere di capire davvero cos’è la giustizia riparativa e qual è l’impatto della giustizia riparativa. Se il cambiamento avverrà, sarà a causa della comunità, non a causa dei sistemi. I sistemi non hanno le relazioni; la comunità sì”.

  • Pubblicato sulla rivista dei gesuiti statunitensi America.
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Un commento

  1. Fabio Cittadini 15 maggio 2022

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