“Liberi dentro – Eduradio”: la radio entra in carcere

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Può una radio contribuire alla didattica, alla rieducazione, ma soprattutto a mitigare l’isolamento delle persone detenute, ai tempi di Covid-19? È con questa proposta che si presenta “Liberi dentro – Eduradio” il programma radiofonico con frequenza “quasi quotidiana” (dal lunedì al venerdì), di informazione, didattica e cultura per il carcere e la cittadinanza, nato per rivolgersi anzitutto ai detenuti della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna.

Tutto è partito all’indomani del blocco delle attività didattiche, rieducative e di assistenza spirituale in carcere, il 23 febbraio scorso, quando Ignazio De Francesco, islamologo e monaco della comunità di Montesole, e Maria Caterina Bombarda, curatrice del blog omonimo “Liberi dentro”, entrambi volontari dell’Associazione volontari per il carcere (AVoC), hanno inviato una lettera aperta alle istituzioni per proporre l’idea di usare il canale della radio al fine di mantenere quella «vicinanza a distanza indispensabile in questo momento per mitigare l’isolamento, la paura e la frustrazione dei detenuti». Uno stimolo che non è rimasto inascoltato ma che, anzi, ha fatto scattare subito una cordata di solidarietà e partecipazione attiva di una rete bolognese formata da alcune realtà che da tempo operano in carcere.

Attorno a questo appello la volontà è stata così forte, da diventare un progetto condiviso di queste realtà: il programma unisce infatti le voci di tutti gli insegnanti del Centro per l’istruzione adulti del carcere (CPIA metropolitano), le associazioni di volontariato AVoC, Il Poggeschi per il carcere e i diversi rappresentanti delle fedi (Cappellania del carcere, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia – UCOII Yassine Lafram e l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi).

Il programma ha quindi il merito – in sintonia con gli obiettivi inclusivi – di unire e raccogliere tutte queste voci a cui hanno voluto aggiungersi anche quelle dei garanti regionale e comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, rispettivamente Marcello Marighelli e Antonio Ianniello, nonché la collaborazione del Consiglio di Zona Soci di Coop Alleanza 3.0 per la donazione del materiale didattico (quaderni, penne, matite, gomme, calcolatrici…) grazie al quale i detenuti iscritti alla scuola e interessati alla didattica potranno effettivamente prendere in mano carta e penna per fare esercizio e ricominciare a studiare. Il progetto ha anche ottenuto il beneplacito dell’amministrazione penitenziaria.

La trasmissione “Liberi dentro – Eduradio”, già in onda da 13 aprile, proseguirà fino al 30 giugno per mezzo’ora, dalle 9.00 alle 9.30 sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103.1.

Mentre aziende, scuole, privati si sono buttati sul web dopo l’insorgere della pandemia, la peculiarità del carcere e le limitazioni insuperabili hanno costretto i promotori a diventare ancora più creativi. L’utilizzo dello strumento radiofonico è stato scelto proprio perché è l’unico mezzo in grado di “far tornare” idealmente gli insegnanti e i volontari in carcere e, anche in questo momento, farli sentire quanto più prossimi alle persone detenute loro studenti.

È quindi rilevante, nel taglio scelto per questo progetto a distanza, non solo la parte della scuola, la cui presenza in carcere è sempre stata determinante nel processo di rieducazione e risocializzazione, ma lo è anche il ruolo dei numerosi volontari e delle figure spirituali che con la loro presenza nel corso degli anni – non senza fatica – hanno saputo pazientemente costruire ponti invisibili di vicinanza con le persone detenute. Da qui l’idealità ampia di questa proposta di comunicazione da “fuori” a “dentro” via etere che in un momento come questo rappresenta il tentativo di dare una “risposta d’emergenza” a un’emergenza che, oltre quelle mura, è anche profondamente umana e sociale.

Dunque, ad arricchire il cartellone di questo programma radiofonico oltre alle “pillole di didattica” fornite dagli insegnati carcerari della durata di 10 minuti, rivolte prioritariamente agli oltre 150 studenti detenuti iscritti ai percorsi scolastici del CPIA metropolitano di Bologna, anche rubriche fisse di cultura araba, laboratori di diritto costituzionale, letteratura dal mondo, letture, nonché spazi di riflessione spirituale mirati e in grado di parlare a tutto il mondo carcerario che, come sappiamo è si riconosce in fedi diverse.

Ulteriore utilissima sorpresa è stata la disponibilità del canale televisivo 292 R.T.R sul digitale terrestre; il direttore Giovanni Mazzoni ha compreso subito il valore dell’iniziativa e gentilmente si è offerto di offrire i suoi spazi per trasmettere il programma in differita, arricchito di slide e materiale didattico, alle 10.15, 14.30 e 21.00. Non tutti dentro al carcere dispongono di una radio personale, mentre in tutte le celle è installato un apparecchio televisivo in grado – ora – di sintonizzarsi su tutti i canali del digitale terrestre. Il programma sarà così in grado di raggiungere quante più persone possibile e di colmare il vuoto creatosi, almeno in via provvisoria, finché non sarà possibile ripristinare le varie attività dentro il carcere.

La trasmissione, curata dalle giornaliste Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda, con la collaborazione dell’autrice Serena Dibiase, non si limita alla zona del bolognese. Ovunque è possibile ascoltarla in podcast sulla pagina dedicata del blog omonimo “Liberi dentro”. Sono benvenuti i messaggi degli ascoltatori, indirizzati a Chiesa ss.ma Annunziata, Via San Mamolo 2, 40136 Bologna, oppure  alla email liberidentro.eduradio@gmail.com. Li leggeremo insieme!

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