Modello economico e tratta delle persone

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tratta persone

Sicuramente sul tema della tratta c’è molta ignoranza. Ma a volte pare ci sia anche poca volontà di comprendere la portata del problema. Perché? Perché tocca da vicino le nostre coscienze, perché è scabroso, perché ci fa vergognare. C’è poi chi, pur conoscendolo, non ne vuole parlare perché si trova alla fine della “filiera del consumo”, quale utilizzatore dei “servizi” che vengono offerti sulla strada o su internet. C’è, infine, chi non vuole che se ne parli, in quanto coinvolto direttamente nelle organizzazioni criminali che dalla tratta traggono lauti profitti (Francesco, incontro del 12 febbraio 2018 con i partecipanti alla IV Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone).

Promossa da Talitha Kum (la rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone), in collaborazione con l’ATWG (Anti-Trafficking Working Group), il Dicastero pontificio per la vita consacrata, il Dicastero pontificio per il Servizio dello sviluppo umano integrale, la Pontificia Accademia delle scienze, la Caritas internationalis, sarà celebrata il prossimo 8 febbraio la settima “Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone” (GMPT).

 L’Immagine ispiratrice della VII GMPT è di Timothy Schmalz, l’artista che ha creato la scultura di Santa Bakhita “Let the Oppressed go free”.

Giuseppina Bakita

Significativa la data scelta per questo ormai tradizionale e significativo appuntamento, istituito nel 2014 a seguito di un forte appello di papa Francesco: 8 febbraio, memoria, nella Chiesa cattolica, di santa Giuseppina Bakita, deceduta l’8 febbraio 1947 e canonizzata da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

Nata nel 1869 in un villaggio situato nella regione del Darfur nel Sudan, a soli sette anni Giuseppina viene rapita da alcuni mercanti di schiavi arabi e venduta a vari padroni nei mercati di El Obeid e di Kartum. Subisce violenze fisiche e psicologiche tali da non ricordare più le sue origini e il suo vero nome, mantenendo quindi quello datole dai suoi rapitori, Bakita, che significa “Fortunata”.

Una delle peggiori violenze è quella che le viene inflitta da un padrone turco, che le pratica un rito tribale, tatuando il braccio, il ventre e il petto con 114 tagli di rasoio, poi ricoperti di sale per formare altrettante scarnificazioni permanenti. «Sono stata in mezzo al fango ma non mi sono imbrattata», scriverà più tardi in un suo manoscritto.

Nel 1882 viene venduta per la quinta e ultima volta a Kartum ed è acquistata da un cittadino italiano, intenzionato a renderle la libertà che non arriva subito, ma solo dopo lunghe traversie. Libertà coronata dalla sua scelta di dedicare la vita al servizio del prossimo, come “figlia della carità” nella congregazione religiosa femminile delle “suore Canossiane”.

Come disse Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000, in occasione della canonizzazione, «nel mondo di oggi, innumerevoli donne continuano a essere rese vittime, anche nelle società moderne più sviluppate. In santa Giuseppina Bakhita troviamo un’avvocata luminosa di emancipazione autentica. La storia della sua vita non ispira l’accettazione passiva, ma la ferma determinazione a operare efficacemente per liberare ragazze e donne dall’oppressione e dalla violenza e restituire loro dignità nel pieno esercizio dei loro diritti».

Per papa Francesco, che non ha mai nascosto la sua grande preoccupazione verso il fenomeno della tratta di persone, «questa grande sudanese è anche oggi testimone esemplare di speranza per le numerose vittime della schiavitù e può sostenere gli sforzi di tutti coloro che si dedicano alla lotta contro questa piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo» (papa Francesco, incontro con i partecipanti alla IV Giornata mondiale di preghiera e di riflessione contro la tratta di persone, 12 febbraio 2018).

Le prime sei edizioni della GMPT

Le prime due edizione della GMPT – 2015 e 2016 – furono caratterizzate dall’invito rivolto alle comunità cristiane a riflettere sul dramma della tratta degli esseri umani. Obiettivo dello slogan Accendi una luce contro la tratta fu proprio quello di invitare tutte le comunità ad “aprire gli occhi” sulle nuove forme di schiavitù che – come ebbe a dire papa Francesco il 18 aprile 2015 ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze sociali – «sono in certo modo peggiori e più disumane di quelle del passato. Ancora di più oggi, quindi, seguendo il messaggio di redenzione del Signore, siamo chiamati a denunciarle e a combatterle. Innanzitutto, dobbiamo far prendere più consapevolezza di questo nuovo male che, nel mondo globale, si vuole occultare perché scandaloso e politicamente scorretto. A nessuno piace riconoscere che nella propria città, nel proprio quartiere pure, nella propria regione o nazione ci sono nuove forme di schiavitù, mentre sappiamo che questa piaga riguarda quasi tutti i Paesi».

L’edizione 2017 introdusse un elemento di novità e cercò di equilibrare la proposta di preghiera e di riflessione mettendo a fuoco un aspetto specifico del vasto e complesso mondo della tratta di persone costituito dalla tratta di bambini, bambine e adolescenti. Questo lo slogan specifico: Sono bambini! Non schiavi! Lo stesso tema, cioè, presente nel messaggio di Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato celebratasi domenica 15 gennaio 2017 (Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce).

L’edizione 2018 ebbe come filo conduttore e come slogan: Migrazione senza tratta: Sì alla libertà, No alla schiavitù.

Il 7 febbraio 2018, nel corso dell’udienza generale, Francesco affermò: «Avendo poche possibilità di canali regolari, molti migranti decidono di avventurarsi per altre vie, dove spesso li attendono abusi di ogni genere, sfruttamento e riduzione in schiavitù. Le organizzazioni criminali, dedite alla tratta di persone, usano queste rotte migratorie per nascondere le proprie vittime tra i migranti e i profughi. Invito pertanto tutti, cittadini e istituzioni, a unire le forze per prevenire la tratta e garantire protezione e assistenza alle vittime. Preghiamo, tutti, affinché il Signore converta il cuore dei trafficanti – è brutta parola questa, trafficanti di persone – e dia la speranza di riacquistare la libertà a quanti soffrono per questa piaga vergognosa».

Le edizioni del 2019 e del 2020 si sono svolte all’insegna dello slogan Insieme contro la tratta! Come disse il 10 febbraio 2019 Francesco, Insieme contro la tratta sta a significare che, per vincere questa sfida, bisogna “unire le forze”. «Ringrazio tutti coloro che combattono su questo fronte, in particolare tante religiose. Faccio appello specialmente ai governi, perché siano affrontate con decisione le cause di tale piaga e siano protette le vittime. Tutti però possiamo e dobbiamo collaborare denunciando i casi di sfruttamento e schiavitù di uomini, donne e bambini. La preghiera è la forza che sostiene il nostro impegno comune». Contro la tratta bisogna lottare “insieme”: è un «lavoro immenso, che chiede coraggio, pazienza e perseveranza» e che «ha bisogno di uno sforzo comune e globale da parte dei diversi attori che compongono la società. Anche le Chiese devono dedicare a questo il loro impegno» (Francesco, videomessaggio del 7 maggio 2018 ai partecipanti al Forum internazionale sulla schiavitù moderna).

Preghiera per le vittime della tratta, inserita nella parte finale del documento “Orientamenti pastorali sulla tratta di persone” pubblicato il 17/1/2019 dal Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale.

Padre onnipotente,
ti ringraziamo per l’esempio di santa Giuseppina Bakhita.
Santa Giuseppina Bakhita,
ti hanno ridotto in schiavitù da bambina;
ti hanno venduta e comprata;
ti hanno trattato con brutalità.
Intercedi, ti imploriamo, per tutti quelli che sono prigionieri della tratta e della schiavitù, affinché gli aguzzini restituiscano loro la libertà e questo male sia cancellato dalla faccia della terra.
Santa Giuseppina Bakhita,
quando ti è stata ridata la libertà, non hai permesso alle tribolazioni patite di definire la tua vita.
Hai scelto, invece, la via della bontà e della generosità.
Aiuta quanti sono accecati dall’avidità e dalla lussuria e calpestano i diritti umani e la dignità dei loro fratelli e sorelle.
Aiutali a spezzare le catene dell’odio, a ritrovare la propria umanità, e a imitare la tua bontà e generosità.
Carissima santa Giuseppina Bakhita,
la tua libertà ti ha condotto a Cristo e alla Chiesa. Dio ti ha poi chiamata alla vita religiosa come religiosa canossiana. Sei stata un esempio di carità, misericordia e gioiosa mitezza nella tua vocazione.
Aiutaci a imitare il tuo esempio, specialmente quando siamo tentati d’ignorare gli altri, di non andare in loro aiuto, di respingerli o addirittura di maltrattarli e sfruttarli. Intercedi per noi affinché la presenza gioiosa di Cristo riempia i nostri cuori come riempì il tuo.
O Dio d’amore, fa’ risplendere su questo mondo afflitto la luce della tua misericordia. Fa’ che irrompa dove le tenebre sono più fitte.
Porta la salvezza agli innocenti che patiscono violazioni e abusi. Converti i malvagi che li opprimono e li tengono prigionieri.
Dona a tutti noi la forza di crescere nella vera libertà dell’amore per te, per il prossimo e per la nostra casa comune.
Amen.

Il tema dell’edizione 2021 della GMPT

La Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone dell’anno 2021 accende i riflettori su una delle principali cause della tratta di persone: il modello economico oggi dominante, i cui limiti e contraddizioni sono acuiti dalla pandemia. Conseguentemente lo slogan è: Economia senza tratta di persone.

Il principale promotore della tratta di persone è il neoliberalismo, il modello economico dominante del nostro tempo, secondo il quale a favorire le fasce di popolazione disagiate sarà lo scivolamento verso il basso della ricchezza creata da imprese e individui che sono già benestanti. Più e più volte si è rivelato falso. Mentre i ricchi godono di lucri immensi, per i poveri aumentano le probabilità contrarie. Con questo modello, attualmente ci sono più persone trafficate e in schiavitù rispetto ad ogni altro periodo storico. E i profitti derivanti dalla tratta di persone sono enormi, specialmente nei settori dell’estrazione mineraria, dell’agricoltura, del turismo, dell’industria manifatturiera, dell’edilizia, dei lavori domestici, della prostituzione e dei trapianti di organi.

Come scrive Francesco al n. 24 dell’enciclica Fratelli tutti, «oggi come ieri, alla radice della schiavitù si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilità di trattarla come un oggetto. La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l’inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libertà, mercificata, ridotta a proprietà di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine… Tutto ciò fa sì che la tratta di persone e altre forme di schiavitù diventino un problema mondiale, che esige di essere preso sul serio dall’umanità nel suo insieme, perché, come le organizzazioni criminali utilizzano reti globali per raggiungere i loro scopi, così l’azione per sconfiggere questo fenomeno richiede uno sforzo comune e altrettanto globale da parte dei diversi attori che compongono la società».

Come partecipare alla “maratona di preghiera” online promossa da Talitha Kum

Come da tradizione, ogni realtà ecclesiale locale organizza la Giornata di preghiera e di riflessione contro la tratta come meglio crede, utilizzando eventualmente il materiale preparato a livello nazionale e reperibile in www.preghieracontrotratta.org.

È possibile anche partecipare alla “maratona di preghiera” organizzata a livello internazionale da Talitha Kum con modalità online a causa della pandemia da covid-19.

Lunedì 8 febbraio 2021, dalle ore 10 alle ore 17 (fuso orario Central European Time-CET) , tutte le reti di Talitha Kum nel mondo, suddivise in blocchi sulla base della provenienza geografica, parteciperanno alla maratona, con un momento di preghiera collettiva alle ore 13 (1pmCET).

La maratona sarà trasmessa in diretta sul canale Youtube (qui).

Per tutti gli aggiornamenti, è possibile seguire l’account ufficiale su:
Facebook https://www.facebook.com/preghieracontrotratta/
Per maggiori informazioni https://preghieracontrotratta.org/

 

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