Fatima: l’attualità del messaggio

di: António Marto

Fatima è davvero un fenomeno e un avvenimento che si è svelato e sviluppato lungo la storia ed è diventato un punto di riferimento e d’irradiazione imprescindibile per la storia della Chiesa e dell’umanità.

Allora – possiamo e dobbiamo interrogarci –, che cosa c’è di particolare nel messaggio di Fatima per giustificare l’attenzione che suscita, l’attrazione che esercita, la grande eco ottenuta?

In un primo momento e a prima vista sembrerebbe non esserci nulla di particolare, poiché è un messaggio affidato a dei bambini poveri e analfabeti, che parlano di una novità imprevista che li supera ma che li attrae e seduce: un messaggio adatto alla loro mentalità, al loro mondo semplice di molti anni fa, espresso in concetti che si riferiscono al linguaggio del tempo e che ci possono sembrare superati. Potrà dire ancora qualcosa al mondo attuale?

Proprio questo ci sorprende e ci impressiona, cioè il fatto che il contesto e il contenuto del messaggio non si restringe ad un cammino di fede personale dei piccoli veggenti, ad una circostanza particolare del loro paese o ad una determinata verità della fede in questione. Il suo orizzonte è di portata storica e mondiale: le due guerre mondiali e le sofferenze dell’umanità con la menzione specifica di nazioni come la Russia, le persecuzioni alla Chiesa citando i martiri del XX secolo (registrati in 26.685.000 dallo storico Andrea Riccardi) e lo stesso papa; la grande causa della pace tra i popoli. Tutto ciò accompagnato dalla chiamata molto forte a non rassegnarsi alla banalità e alla fatalità del male: è possibile vincere il male cominciando dalla conversione del cuore a Dio, dalla preghiera e dalla riparazione del peccato degli uomini.

Il messaggio ci aiuta inoltre a guardare più lontano, a mantenere lo sguardo aperto agli orizzonti dolorosi e oscuri del mondo e a scrutare in essi i segni della presenza/assenza di Dio e i suoi appelli.

Le parole di due papi

L’ombra luminosa di Fatima copre tutto il XX secolo, il secolo forse più crudele e sanguinario della storia. È in questa situazione tragica che la Vergine Maria compare a Fatima come una «visione di pace» e una luce di speranza per la Chiesa e il mondo. Probabilmente soltanto oggi, a distanza di quasi un secolo, siamo nella condizione di comprendere con maggior profondità la verità, la ricchezza e tutta la portata di questo messaggio.

Colui che maggiormente ha intuito e tradotto la dimensione storico-profetica di Fatima è stato senza dubbio il papa san Giovanni Paolo II, quando, in una memorabile pagina scritta in occasione dell’80° anniversario delle apparizioni, nel 1997, afferma: «Alle soglie del Terzo Millennio, osservando i segni dei tempi in questo XX secolo, quello di Fatima appare come uno dei più grandi, anche perché annuncia nel suo messaggio molti dei segni successivi e invita a vivere i loro appelli; segni come le due guerre mondiali, ma anche grandi assemblee di Nazioni e di popoli sotto il segno del dialogo e della pace; l’oppressione e le agitazioni vissute da diversi Paesi e popoli, ma anche la voce e le opportunità date a popolazioni e a genti che, nel frattempo, si levarono nell’Arena internazionale; le crisi, le diserzioni e le tante sofferenze dei membri della Chiesa, ma anche un rinnovato e intenso senso di solidarietà e di reciproca dipendenza nel Corpo Mistico di Cristo, che si sta consolidando in tutti i battezzati, conformemente alla loro vocazione e missione; l’allontanamento da Dio e il suo abbandono da parte degli individui e delle società, ma anche un’irruzione dello Spirito di verità nei cuori e nelle comunità fino a giungere all’immolazione e al martirio per salvare l’immagine e la somiglianza di Dio nell’uomo (cf. Gn 1,27), per salvare l’uomo dall’uomo. Fra questi e altri segni dei tempi – come ho detto – risalta Fatima, che ci aiuta a vedere la mano di Dio, guida provvidenziale e Padre paziente e misericordioso anche di questo XX secolo».

Allo stesso modo, papa Benedetto XVI non ha esitato a presentare Fatima come «la più profetica delle apparizioni moderne». La relazione con il contesto storico mondiale, ecclesiale e politico «permette di parlare di Fatima come di un avvenimento nella Chiesa e nel mondo».

Fatima è ancora attuale?

Naturalmente le apparizioni della Madonna a Fatima non costituiscono un quinto vangelo accanto ai quattro vangeli canonici. Sono però un’eco del Vangelo per aiutare la fede e sostenere la speranza della Chiesa e del mondo in un momento drammatico, com’è specifico di una rivelazione privata: sono inoltre un segno di Dio per la nostra generazione, una parola profetica per il nostro tempo, un intervento divino nella storia mediante il volto materno di Maria, una luce sulla storia del mondo.

Oggi ci interroghiamo sull’attualità permanente del messaggio di Fatima. Si è ormai esaurita o è ancora attuale? In che modo?

Il significato del messaggio rimane ancora oggi valido, esattamente in modo analogo alle profezie bibliche che sono state scritte per un determinato momento della storia, ma la cui ricchezza non si è esaurita in quel momento storico, piuttosto lo apre al futuro di Dio e della libertà umana. Per questo Fatima ha anche un significato permanente: è una realtà simbolo che sintetizza in sé, o meglio, in cui si riflettono tanto i pericoli e i rischi del XX secolo come quelli del XXI e anche il cammino per essere salvati da questi rischi e da questi pericoli. A questo proposito, Benedetto XVI disse a Fatima: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Qui rivive quel disegno di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi primordi: “Dov’è Abele, tuo fratello? […] La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!” (Gen 4,9)».

Nella visita ad limina dei vescovi portoghesi nel 2007, Benedetto XVI ha accentuato la dimensione evangelizzatrice del messaggio: «Mi piace pensare a Fatima come a una scuola di fede che ha la Vergine Maria come maestra; là, lei ha eretto la sua cattedra per insegnare ai piccoli veggenti, e in seguito alle moltitudini, le verità eterne e l’arte di pregare, credere e amare».

Il cuore del messaggio

In questa prospettiva, le pratiche devozionali caratteristiche di Fatima trovano un inquadramento teologico-spirituale e un filo logico unificatore. Vorrei accennare soltanto ad alcuni di questi aspetti e la loro attualità.

  1. In primo luogo, l’affermazione del primato di Dio, del suo amore trinitario, e l’adorazione come atteggiamento teologale di fede e di conversione di chi accoglie totalmente Dio e il suo amore nel cuore e si lascia trasformare da lui.
    A mio parere, questo è uno degli aspetti essenziali del messaggio: riportare al centro della vita della Chiesa e del mondo l’atto di adorazione a Dio. Questa è la grande priorità dell’evangelizzazione: aprire agli uomini l’accesso all’esperienza amorosa di Dio, vicino e intimo, fonte di gioia.
  2. Nella sequenza della manifestazione dell’amore trinitario di Dio si colloca l’annuncio di grazia, di misericordia, di speranza e di conforto per la Chiesa perseguitata e per l’umanità caduta nell’inferno dell’odio tra i popoli, delle guerre mondiali e dei genocidi. «Grazia e misericordia».
    La Grazia dell’amore misericordioso è la sintesi del messaggio di Fatima, dove Dio si rivela come Padre paziente e compassionevole e offre la sua misericordia come forza capace di porre un limite al potere devastante del male. C’è speranza di redenzione!
  3. A sua volta, questo messaggio è accompagnato dall’appello alla conversione e alla riparazione. È una chiamata a collaborare con i disegni di misericordia, a non rassegnarsi alla fatalità e alla banalizzazione del male e al male della banalizzazione. Non possiamo essere indifferenti al male e neanche cercare di eluderlo. Si tratta perciò di un messaggio di resistenza: è possibile vincere il male, i poteri infernali, a partire dalla conversione a Dio e dalla riparazione.
  4. Il mistero dell’amore misericordioso di Dio che celebriamo nell’eucaristia è al centro della spiritualità di Fatima sia nell’adorazione eucaristica sia nella comunione riparatrice per vivere l’offerta di se stessi con Cristo per gli altri.
  5. La preghiera e l’impegno per la pace sono una costante nel messaggio. La Madonna chiede la recita del rosario per la pace nel mondo, annuncia la fine della prima grande guerra, avverte sulla possibile catastrofe di una nuova guerra mondiale se gli uomini non si convertiranno e chiede la consacrazione del mondo e della Russia, perché ci sia un tempo di pace.
  6. La compassione riguardo alla sofferenza e a chi soffre: la Madonna è stata maestra di compassione per i pastorelli: con lei, hanno imparato ad «aprire il cuore all’universalità dell’amore» (Benedetto XVI), a partecipare all’amore compassionevole di Gesù per i poveri peccatori e per i sofferenti.
  7. La sollecitazione alla testimonianza coraggiosa della fede e della santità. La terza parte del segreto ci pone davanti alla testimonianza dell’immensa moltitudine dei martiri cristiani del secolo XX per la fede, la giustizia e la carità.
  8. La speranza escatologica è pure una nota dominante del messaggio, sia a livello collettivo sia individuale, come avvertimento alla libertà e responsabilità personale e all’orientamento della storia.
  9. Una delle eredità spirituali più preziose del messaggio è la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Essa conserva un’avvincente attualità, perché portatrice di una spiritualità mariana di carattere teocentrico e mistagogico. Maria ci offre occhi e cuore per contemplare la tenerezza di Dio e la sua misericordia come forza e limite divino contro il potere del male nel mondo. Con il «cuore coronato di spine» si mostra madre compassionevole, icona della misericordia divina, che sente il dolore dei figli e offre loro materna protezione. La fortezza della madre comunica la fortezza di Dio ai deboli cuori umani.
    Allo stesso tempo, lascia una promessa confortante: «Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà…»! Benedetto XVI, nel suo pellegrinaggio a Fatima, ha interpretato: «Alla fine, il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia». Si tratta della promessa del trionfo dell’amore nei drammi della storia.
  10. In questo contesto si situa la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e la devozione dei cinque sabati che concentra e nutre gli altri elementi della devozione al Cuore Immacolato di Maria, con la ricchezza e la bellezza dei contenuti fin qui esposti.
  11. L’apertura alla comunione cattolica attraverso l’unità intorno al papa.
  12. Nel messaggio della Madonna di Fatima vediamo riflesse le caratteristiche della Chiesa e della sua missione. Credo che possiamo presentare il messaggio come «un modello ecclesiale per l’evangelizzazione», con le parole di papa Francesco su Maria nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium: «Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Perché ogni volta che guardiamo a Maria, torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti… Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione» (n. 288).

Svegliare il cuore

Penso di aver mostrato alcuni aspetti dell’attualità di Fatima. I doni e le richieste della Vergine, nel loro contenuto, rimangono sempre validi: annuncio di grazia e misericordia, di speranza e conforto; richieste di conversione e preghiera, solidarietà spirituale e morale con gli altri, riparazione, non rassegnazione alla banalità e alla fatalità del male, abbandono totale in Dio attraverso la consacrazione al Cuore Immacolato, come espressione di consegna totale a Dio, costituiscono una fonte d’ispirazione per tutta la Chiesa e non solo per alcuni movimenti.

Infatti, Fatima ci offre un programma spirituale e pastorale per l’evangelizzazione del tempo presente in compagnia e sotto la protezione del Cuore Immacolato di Maria. Ha una forza d’irradiazione evangelizzatrice in mezzo alla potenza del male e ai dolori del mondo e della Chiesa del nostro tempo. Come dice Ratzinger: «Potrebbe appartenere alla devozione mariana svegliare il cuore e purificarlo nella fede»!

António Marto è vescovo di Leiria-Fatima.

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