Per una teologia dal basso

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Pubblichiamo il report finale di un seminario su cristianesimo, religioni e contesti che si è svolto presso l’ISSR della Toscana. Esperienza, nel suo piccolo, interessante per la ricerca di nuove modalità, stili e motivazioni nel praticare la teologia che sempre più fuoriesce dagli ambiti classici – e talora angusti – di coltivazione di un sapere teologico (e sociale) condiviso.[1]

«Quando la passione per qualcosa prende vita e il fuoco viene alimentato da persone qualificate – e attivanti il lavoro altrui – nascono esperienze come quella sorta intorno ad un gruppo di persone provenienti da diversi luoghi italiani, diverse età e formazione universitaria ma comunque tutti accomunati dallo stesso desiderio».

È nata da questa intuizione – espressa attraverso le parole di uno dei partecipanti – l’esperienza del nostro seminario di studi, un esperimento di vera e propria «teologia dal basso», come percorso di approfondimento aperto a tutti sul cristianesimo, sulle religioni ed evoluzioni della dimensione religiosa nei nostri contesti sociali.

Ma forse dovremmo dire che tutto è cominciato dall’incontro di alcuni studenti con alcuni dei loro maestri, che hanno saputo raccogliere la sfida più affascinante per la crescita – intellettuale e spirituale – di un essere umano: alimentare la curiositas e dare spazio alla ricerca e all’interrogazione.

Il progetto a cui abbiamo dato forma si è sviluppato all’interno dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana, durante le lezioni del corso sui Nuovi Movimenti Religiosi tenuto dal prof. Fabrizio Mandreoli – in collaborazioni con altri ricercatori – nell’a.a. 2020/2021.

La metodologia partecipativa e dialogata – nonostante le lezioni a distanza – ha fatto nascere nel piccolo gruppo di studenti la passione per l’approfondimento e la ricerca, in uno spazio che potesse allargare gli orizzonti. Durante la pausa estiva – all’ombra del monastero cistercense di Valserena, nella provincia di Pisa – l’idea di un seminario permanente ha preso “anima e corpo”, individuando luoghi/temi di interesse e focalizzandosi sull’area mediterranea, intesa come «spazio teologico-culturale» di particolare rilevanza nel contesto – geo-storico e spirituale – attuale.

A ottobre 2021, con la ripresa dell’anno accademico, l’ISSR della Toscana – grazie all’importante lavoro del prof. Marco Pietro Giovannoni e al sostegno del coordinatore Alfredo Jacopozzi e del direttore Stefano Grossi – ci ha offerto uno spazio di incontro virtuale, mettendo a disposizione sia un’aula della piattaforma online per il nostro progetto sia un sostegno dell’Istituto a questo seminario libero. Da quel momento, secondo un calendario prestabilito, il percorso si è snodato attraverso appuntamenti mensili, aperti a chiunque volesse partecipare.

La struttura degli incontri prevede tuttora una breve esposizione iniziale, spesso curata da un ospite qualificato esterno, ed un lavoro di confronto collettivo libero, preparato da alcune letture previe sul tema.

Come già accennato in precedenza, lo stile principale – nelle sue intenzioni originarie – vuole essere quello di una «teologia che parte dal basso» in un dialogo collettivo e paritario che si rapporta al contesto particolare (nel nostro caso il Mediterraneo è inteso come l’orizzonte di fondo dei nostri contesti locali) per affrontare le piccole e grandi questioni in gioco.

Questo comporta necessariamente la forma del dialogo, dell’interculturalità, dell’ascolto rispettoso, del lasciar spazio come ingredienti basilari nella prospettiva di una ricerca rigorosa e scientifica sul «fatto religioso» e sulle sue evoluzioni. Pluralismo e dialogo (ricordiamo qui alcuni temi: significati e forme della verità, il rapporto tra libertà religiosa e ordine sapienziale divino, «teologia e filosofia della nascita» con Michele Zanardi); Islam e modernità (con il contributo del prof. Ignazio De Francesco); l’esperienza della rete dei Monasteri coinvolti in Mediterraneo frontiera di Pace (con la testimonianza delle attente monache di Pennabilli); il perdono e la giustizia… sono state solo alcune delle questioni che hanno accompagnato il gruppo di lavoro fino al mese di maggio, terminato con un incontro in presenza sulle colline di Firenze per condividere un momento di verifica e di fraternità.

Dalle voci dei protagonisti emergono con chiarezza le motivazioni del percorso intrapreso. Si tratta di un’occasione unica per continuare, in luoghi extra universitari, le riflessioni maturate nello studio teologico (e non solo), per rileggere le proprie esperienze di vita e lavoro, in un contesto pluralista e multiculturale.

Ma è anche un’opportunità per mettere a frutto le competenze in ambiti diversi da quello dell’insegnamento scolastico, dentro un contenitore che raccoglie persone (e pensieri) diversi, «orizzontali» tra loro ma capaci di convergere in un punto catalizzatore o in quadri polari e dinamici.

Un elemento fecondo è anche il tenere insieme l’aspetto teorico-teoretico e la praxis, in uno scambio reciproco tra visione e azione, alto e basso, nonché la metodologia di fondo che porta il focus su piste tangibili nel concreto, a partire da un confronto libero, attento (ai temi e agli altri partecipanti del gruppo) e responsabile.

E nel futuro prossimo? La sfida è continuare il viaggio iniziato insieme e concentrare maggiormente l’attenzione sui contesti, provando a realizzare esplorazioni, ricerche e osservazioni partecipanti in micro-ambiti significativi. Nella prospettiva di offrire un contributo all’edificazione di un «mondo comune» e spinti dalla convinzione che «quando le mura delle proprie costruzioni interiori crollano perché esposte al vento del dialogo [inter- e intra-religioso] si può rimanere sepolti sotto le macerie… ma si può cominciare a costruire la propria dimora in modo che altri possano entrare e uscire»[2].

[1] Redattori e autori del report: Valentina Bandini, Daniele Ascani, Mirko Bueti, Alessandro Ranieri, Roberta Soldà, Emanuela Prina Mello, Neri Batisti. Membri del gruppo di lavoro: Valentina Bandini, Daniele Ascani, Mirko Bueti, Neri Batisti, Emanuela Prina Mello, Emanuela Provera, Giacomo Ceccolini, Michele Zanardi, Federica Neri, Hamdan Alzeqri, Simonetta Grementieri, Mariella Vaccaro, Alfredo Jacopozzi, Marco Giovannoni, Fabrizio Mandreoli.


[2] A. Rossi, Un artista del dialogo, in R. Panikkar, L’altro come esperienza di rivelazione. Dialogo con Achille Rossi, l’Altrapagina, Città di Castello 2008, p. 19.

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