Teologia mariana

di: Roberto Mela

Teologia mariana, e non Mariologia, titola volutamente la sua monografia l’esegeta monfortano, docente alla Pontificia Facoltà Teologica Mariana e maestro riconosciuto nel suo campo di specializzazione.

Valentini affronta la sua fatica con un atto di fede e di coraggio (cf. p. 11). La riflessione su Maria non va infatti isolata dal più ampio campo teologico che abbraccia molti trattati (Trinità, Cristologia, Pneumatologia, Ecclesiologia, Antropologia teologica, Escatologia).

teologia marianaSecondo l’autore, la riflessione su Maria è il compendio dell’intero discorso teologico e potrebbe essere situata sia al termine che all’inizio del corso istituzionale degli studi. Il Concilio ricorda che «Maria […] per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza, riunisce per così dire e riverbera i massimi dati della fede» (LG 65). Se, a livello popolare, si è insistito nel dire Per Mariam ad Iesum, a livello teologico va asserito certamente il contrario, pur tenendo conto che l’accoglienza cordiale nella fede della figura e del ruolo di Maria è pedagogico ad un incontro profondo con la figura del suo Figlio Gesù, centro della storia della salvezza.

Nell’impossibilità di riassumere il contenuto del lavoro di Valentini, essendo inserito in una collana che comprende veri e propri “manuali” – la cui estrema maneggevolezza del formato richiede l’impiego di caratteri tipografici davvero minuscoli – ci limitiamo solamente a rilevare il filo espositivo seguito dallo studioso.

Valentini è convinto che Maria non occupa un posto marginale nei testi biblici. Seguendo una linea diacronica delle attestazioni neotestamentarie, si passa dagli accenni fugaci della letteratura paolina, alle attestazioni sempre più complete e profondamente teologiche presenti nei sinottici e nel cosiddetto Vangelo dell’infanzia di Luca, negli Atti che testimoniano la presenza di Maria nella vita della Chiesa mentre, in preghiera, attende il dono dello Spirito, per culminare infine nella letteratura giovannea. I testi mariologici riportati nelle pericopi del NT non sono molti, ma sono inseriti in luoghi strategici della narrazione sull’evento Cristo e sullo svilupparsi del camino della Chiesa e possiedono una grande valenza teologica. Valentini li esamina nei primi 5 dei 22 capitoli della sua monografia (pp. 21-98, con due appendici sull’AT e su altre attestazioni).

Le particolari testimonianze degli scritti apocrifi (pp. 99-116) precedono la presa di visione della ricca testimonianza patristica fino al concilio di Calcedonia (451 d.C., pp. 117-147). In un’appendice si esamina il periodo che intercorre tra Calcedonia fino alla fine della patristica (pp. 148-161), studiando soprattutto l’omiletica e le feste mariane.

Il capitolo riguardante il medioevo (“Tra monasteri e università’, pp. 161-180) precede quello destinato a illustrare la variegata cultura moderna (pp. 181-190).

Valentini giunge infine a illustrare la svolta conciliare (pp. 191-204), con il capitolo VIII della Lumen gentium e altri documenti conciliari. Il post-concilio (pp. 205-218) vede la pubblicazione di vari testi importanti: l’esortazione apostolica Marialis cultus (2/2/1974), l’enciclica Redemptoris mater (25/3/1987) e la lettera della Congregazione per l’educazione cattolica La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale (25/3/1988).

L’esposizione sistematica di Valentini circa la teologia mariana viene fatta nel c. 12 (pp. 219-244). La trattazione evidenzia la profonda connotazione trinitaria, cristologica, pneumatologica ed ecclesiale che caratterizza il pensiero teologico su Maria. La sua figura si inserisce nel progetto del Padre attuato in Gesù Cristo, nella potenza dello Spirito, all’interno del mistero della Chiesa.

La riflessione prosegue con l’esame della presenza della madre del Signore nella liturgia (pp. 245-257), nella pietà popolare (pp. 257-264) e con lo studio dell’esempio emblematico di inculturazione data alla teologia mariana con le assemblee di Medellin e di Peubla, che presentano al Sudamerica il volto misericordioso, materno e liberante della Vergine “meticcia”.

La via pulchritudinis (pp. 275-288) concorre anch’essa in ogni tempo alla celebrazione della Vergine tramite dipinti, sculture, inni, poesie, cantici ecc. (Efrem, Andrea di Creta, Dante, Ruperto di Deutz, Amedeo di Losanna, Luigi M. di Montfort, Pio IX, Pio XII…).

teologia marianaLa spiritualità cristiana (pp. 289-297) costituisce una vera e propria “nube di testimoni” che attesta come la teologia mariana sia una sua nota qualificante. Fra “consacrazione”, “affidamento” o donazione” (pp. 297-304) è da preferire il termine “affidamento” (cf. Direttorio su pietà popolare e liturgia), ricordando però che l’affidamento è innanzitutto quello attuato da Cristo (cf. Gv 19), il quale ci affida la madre, e non del credente che si affida a Maria.

Il dialogo ecumenico (pp. 305-316) è illustrato con riferimento separato alle confessioni evangeliche e con le Chiese ortodosse. La sottolineatura dell’opera preveniente della grazia può eliminare tanti ostacoli, incomprensioni e anche i pregiudizi veri e propri. All’inizio della Riforma le posizioni non erano ancora irrigidite nei rifiuti reciproci.

Dopo aver illustrato i “nuovi” dogmi mariani (pp. 317-322), Valentini si sofferma sulla questione attualissima della “mediazione” materna (pp. 323-332), sulla quale è intervenuto nel gennaio 2020 con toni decisi anche papa Francesco. L’autore ricorda l’unica mediazione di Cristo, alla quale collabora strettamente Maria. A lei ci si può rivolgere per ottenere l’intercessione.

Chiude il volume un capitolo sulla questione femminile (pp. 333-340) che sottolinea il volto nuovo e autentico di Maria e una valutazione del fenomeno delle apparizioni (pp. 341-352), che richiedono un complesso discernimento e sono da prendere in considerazione se illustrano e favoriscono una maggiore adesione a Cristo Gesù, centro della storia della salvezza.

A p. 353 viene riportato l’elenco dei 21 fuori testo che punteggiano il volume, chiarendo termini difficili, concetti o problematiche teologiche specifiche riguardanti la figura di Maria.

È da ricordare che ogni capitolo è corredato da una sintetica bibliografia per l’approfondimento delle varie tematiche.

Nella traslitterazione del greco, con molti altri preferisco la forma y al posto di u (es. kyrios) e l’indicazione esplicita dello iota sottoscritto: –ōi/-ēi/-ai.

Testo pregevole, equilibrato e aggiornato alla sensibilità teologica attuale, che integra correttamente il mistero di Maria in quello di Cristo e della Chiesa, esaltando in maniera “controllata” ma filiale colei che è la primizia che realizza il progetto di Dio previsto per tutti, nell’ambito del cammino del popolo di Dio verso il compimento escatologico del Regno di Dio.

ALBERTO VALENTINI, Teologia mariana (Fondamenta s.n.), EDB, Bologna 2019, pp. 368, € 32,00, ISBN 978-88-10-432228-0.

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