USA: primo vescovo transgender

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Il Sierra Pacific Synod (nord California e nord Nevada) della Chiesa evangelica luterana americana (ELCA) sabato 8 maggio ha eletto vescovo Megan Rohrer. Si tratta della prima nomina a un ministero episcopale di una persona transgender per quanto concerne tutte le denominazioni maggiori delle Chiese cristiane statunitensi.

In precedenza, Roher è stata la prima persona transgender a essere ordinata nell’ELCA (2006), e anche la prima a diventare pastore di una comunità parrocchiale – quando nel 2014 è stata chiamata alla guida della Grace Lutheran Church di San Francisco.

In una dichiarazione scritta dopo la nomina, Rohrer ha affermato: “è un onore essere chiamati a servire il Sierra Pacific Synod. In questi tempi, nei quali si pensa il peggio a riguardo delle persone transgender, i luterani hanno dichiarato una volta di più che le persone transgender sono splendide creature e figli di Dio. Nel momento in cui accetto la chiamata a questo ministero, ringrazio tutti coloro che hanno pregato per me e la mia famiglia”.

Negli anni di gioventù Rohrer ha conosciuto la stigmatizzazione da parte della sua comunità parrocchiale a Sioux Fall, venendo espulsa dal gruppo giovanile dopo aver dichiarato di essere lesbica. È stato durante gli anni dell’università (Lutheran Augustana University) che Rohrer ha trovato accoglienza, comprensione e accompagnamento da parte della comunità di fede. In questi anni sviluppa anche un interesse per la teologia, che studia prima a San Francisco e poi a Berkley. L’ordinazione avviene nel 2006 – celebrata in “circostanze straordinarie” è stata formalmente accettata e riconosciuta dall’ELCA nel 2010.

Nella piattaforma di programma, presentata al Sinodo in vista dell’elezione del nuovo vescovo, Rohrer ha rimarcato la necessità di unire comunicazione ed evangelizzazione; un impegno deciso per provvedere al fabbisogno abitativo di famiglie povere (in un’area del paese dove l’esplosione dei prezzi delle case sta producendo un incremento notevole dei senza tetto); e di istruire un sistema di controllo esterno dei processi sinodali della Chiesa per rivedere quelle decisioni che sono state o contestate o hanno condotto a posizioni preconcette.

Mentre i media si aspettavano che Rohrer galoppasse il fatto di essere la prima persona transgender a essere nominata vescovo, nei giorni seguenti all’elezione il nuovo vescovo si è soffermato soprattutto sul fascino e il legame della sua fede con forme tradizionali del cristianesimo e del luteranesimo.

Gli eventi di rottura avvengono sempre dentro una storia che ci porta tutti. Aver scelto di porre l’accento più su questo aspetto, che su una retorica emancipatrice della sua nomina, potrebbe aiutare a iscrivere questa apertura dell’ELCA nel solco della sua lunga tradizione ecclesiale. Almeno così sembrerebbe intendere Rohrer il suo nuovo ministero.

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Un commento

  1. Giovanni Di Simone 16 maggio 2021

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