Vescovi USA: la politica serva la dignità di ogni uomo

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Mons. Joseph E. Kurtz, arcivescovo di Louisville (Kentucky), e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (USCCB), ha rilasciato ieri – mercoledì 9 novembre – una dichiarazione a seguito dell’elezione di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti intitolata Insieme come cittadini credenti per il bene comune (Coming Together as Faithful Citizens for the Common Good; qui nell’originale inglese dal sito ufficiale della USCCB).

Insieme per il bene comune

Il popolo americano ha preso la sua decisione sul prossimo presidente degli Stati Uniti, sui membri del Congresso, nonché sui funzionari statali e locali. Mi congratulo con il signor Trump e con tutti gli eletti di ieri. Ora è il momento di volgersi alla responsabilità di governare per il bene comune di tutti i cittadini. Cerchiamo di non guardarci alla luce divisiva dell’appartenenza democratica, o repubblicana o ad altro partito politico. Vediamo piuttosto il volto di Cristo nel nostro prossimo, in particolare in coloro che soffrono o con i quali possiamo non essere d’accordo.

Noi cittadini, insieme ai nostri rappresentanti eletti, faremo bene a ricordare le parole che papa Francesco ha rivolto al Congresso degli Stati Uniti lo scorso anno: «Qualsiasi attività politica deve servire e promuovere il bene della persona umana ed essere basata sul rispetto per la dignità di ciascuno». Ieri, milioni di americani che lottano per trovare opportunità economiche per le loro famiglie, hanno votato per essere ascoltati. La nostra risposta dovrebbe essere semplice: noi vi ascoltiamo. La responsabilità di aiutare le famiglie a rafforzarsi è di ciascuno di noi.

Accogliere migranti e rifugiati non minaccia la sicurezza

La Conferenza episcopale desidera lavorare con il presidente eletto Trump per proteggere la vita umana, dal suo inizio più vulnerabile alla sua fine naturale. Sosterremo politiche che offrono opportunità a tutte le persone, di tutte le fedi e di tutte le condizioni sociali. Siamo fermi nella nostra risoluzione che i fratelli e le sorelle migranti e rifugiati possono essere accolti con umanità, senza per questo sacrificare la nostra sicurezza. Richiamiamo l’attenzione sulla persecuzione violenta che minaccia i nostri fratelli cristiani e persone di altre fedi in tutto il mondo, soprattutto in Medio Oriente. Attendiamo l’impegno della nuova amministrazione per la libertà religiosa negli Stati Uniti, affinché sia garantita ai credenti la libertà di proclamare la verità sull’uomo e sulla donna e sul legame unico che essi possono formare nel matrimonio, e sia possibile vivere la propria vita in adesione a essa.

Ogni elezione comporta un nuovo inizio. Alcuni potrebbero chiedersi se è possibile che il paese si riconcili, se è possibile lavorare insieme e mantenere la promessa di un’unità più perfetta. Attraverso la speranza che Cristo ci offre, credo che Dio ci darà la forza di guarire e di fare unità.

Preghiamo affinché coloro che hanno compiti di guida nella vita pubblica possano essere all’altezza delle responsabilità loro affidate, con grazia e coraggio. E preghiamo affinché tutti noi, come cattolici, ci aiutiamo a vicenda a essere testimoni fedeli e gioiosi dell’amore sanante di Gesù.

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