Gesuiti: da sempre verso “le periferie”

di: Maria Teresa Pontara Pederiva

Alla vigilia della 36ma Congregazione generale, che si aprirà con la celebrazione di domenica 2 ottobre (e che vede all’ordine del giorno anche l’elezione del nuovo generale), l’editrice Ancora ha chiesto a Civiltà Cattolica di riprendere e pubblicare un saggio di padre Giuseppe De Rosa, uscito una decina di anni fa e ormai esaurito.

Un invito preciso era stato formulato da padre De Rosa (1921-2011), gesuita e scrittore, storica firma della rivista per ben 52 anni,  a quanti si accingevano alla lettura della storia dell’Ordine, insieme al racconto della vita del Fondatore: mettere da parte ogni prevenzione e pregiudizio e leggere con spirito «aperto e sereno».

Il testo, lineare e sistematico, a conferma della grande abilità comunicativa e didattica dell’Autore, racconta le origini e le alterne vicende di un Ordine che si è intrecciato con la storia della Chiesa: solo alcuni aggiornamenti si sono resi necessari per riattualizzare un testo che ormai viene considerato un classico per informarsi sulla Compagnia tra le cui fila è stato eletto – per la prima volta dalla sua istituzione – l’attuale pontefice Francesco.

Insieme al saggio di padre De Rosa vengono pubblicati tre articoli apparsi su Civiltà Cattolica negli scorsi mesi: un’intervista di Spadaro all’attuale generale, padre Adolfo Nicolàs, quasi un bilancio degli ultimi 8 anni dell’Ordine, e della Chiesa; una riflessione di padre Elias Royon sulla figura di Bergoglio, gesuita e papa, e uno scritto del cardinal Carlo Maria Martini, che è stato uno dei membri più autorevoli della Compagnia, sul servizio specifico che i gesuiti sono chiamati a prestare nel mondo di oggi.

Si aggiunge poi una prefazione di padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, che prende le mosse da un passo del discorso pronunciato da papa Paolo VI in occasione della 32ma Congregazione generale il 3 dicembre 1974 (un’espressione di apprezzamento confermata successivamente da Benedetto XVI e da papa Francesco): «Ovunque nella Chiesa, anche nei campi più difficili e di punta, nei crocevia delle ideologie, nelle trincee sociali, vi è stato e vi è il confronto tra le esigenze brucianti dell’uomo e il perenne messaggio del Vangelo, là vi sono stati e vi sono i gesuiti».

Con 16.740 membri nel 2015 i gesuiti sono l’istituto di vita consacrata maschile più numeroso, superando i salesiani e i frati minori, tra le loro fila si annoverano almeno 50 “santi” (oltre al fondatore Ignazio di Loyola, due su tutti, Francesco Saverio e Pietro Claver) e 150 “beati”. Il loro specifico carisma è indicato con precisione proprio dal direttore Spadaro: «Nelle viscere della spiritualità della Compagnia c’è l’intuizione di un oltre, di un “di più”, di un magis, come si dice in latino. Si cresce nella lode della gloria di Dio, nel bene, nell’azione positiva, nel volere un mondo più giusto, migliore … Per questo si esprime la militanza “sotto il vessillo della Croce”. La Compagnia ha, sin dall’inizio, il germe di una “uscita”, di un cammino in avanti».

Papa Francesco li ha indicati come «uomini di frontiera, di dialogo e di discernimento», «un Ordine di contemplativi nell’azione e di amici nel Signore» spiega Spadaro che, nella sua famosa intervista a papa Bergoglio dell’agosto 2013, si era sentito rispondere così riguardo ai gesuiti: «La Compagnia è un’istituzione in tensione, sempre radicalmente in tensione. Il gesuita è un decentrato. La Compagnia è in se stessa decentrata».  Un ordine religioso che conta più di 450 anni, fondato da un gruppo di «maestri in arti», con titoli in filosofia e teologia alla Sorbona di Parigi. Già dal 27 settembre 1540 – anno dell’approvazione papale – appare chiaro che lo scopo non era quello di occuparsi di un’opera particolare (assistenza ai malati o l’educazione dei bisognosi) bensì «occuparsi del progresso delle anime nella vita e nella dottrina cristiane e della difesa e propagazione della fede» i cui membri hanno sempre condiviso l’avventura spirituale di Ignazio che invitava a “contemplare” anzitutto il Cristo “povero”, “apostolo” e “sofferente”.

Il testo costituisce anche un utile strumento per comprendere appieno parole e comportamenti di papa Francesco, il cui pontificato è all’insegna dell’uscita verso le periferie, che poi si scopre essere proprio la missione proposta dal fondatore, sant’Ignazio.

Giuseppe De Rosa, Gesuiti. La Compagnia di Gesù ieri e oggi. Prefazione di Antonio Spadaro, Ancora-Civiltà Cattolica 2016, pp. 144, € 14,00.

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