Psicologia minima per la vita comune

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Proponiamo ai lettori e lettrici, in particolare a coloro che vivono in una comunità, l’estratto di un documento proposta dall’équipe sulla vita religiosa e sacerdotale dell’Unità clinica di psicologia (Uninpsi) dell’università pontificia Comillas di Madrid.

Attraversiamo tempi in cui per la maggioranza di noi vi è una nuova situazione che implica un cambiamento importante di abitudini, di lavoro, d’orario, d’attività e di indirizzo della missione. È necessario adattarci a una realtà che ci è imposta in maniera imprevista e non sempre facile da gestire; ma può essere vissuta, a partire dallo Spirito e dall’affidarsi, come un’opportunità di crescita e di creatività (…).

vita comune

Augurandoci di potere, in questo tempo, di continuare a prendersi cura gli uni degli altri con responsabilità per i vicini come per i lontani e che ciascuno possa sentirsi accompagnato nelle sue necessità mediche, psicologiche e spirituali.

Premesse
  1. Comprendere nella maniera più realistica la condizione che stai vivendo (…) senza allarmarsi in maniera infondata.
  2. Tenersi informato è bene e necessario. (…) Evita di saturarti e saturare, soprattutto attraverso informazioni e commenti non verificati e di dubbia affidabilità. Forse ti sarà utile decidere preventivamente i momenti della giornata (non più di tre) per informarti nel modo più veritiero possibile sull’attualità di quanto si vive.
  3. Segui le raccomandazione degli organismi ufficiali e i piani di azione elaborati dagli stessi (…).
La vita comune

Nelle prossime settimana dovrai trascorrere il tuo tempo e condividere gli spazi con i tuoi confratelli di comunità. La situazione è un’opportunità per vivere la fraternità. Ma essa richiede anche di essere attenti che il nuovo scenario di vita insieme sia nello stesso tempo un luogo di incontro, di tranquillità, di prossimità e di libertà.

  1. Anzitutto ricordati che non siamo tutti uguali e che non reagiamo nella stessa forma in situazione di tensione o in momenti di difficoltà. Cerca di capire le reazione degli altri e di accettare le proprie senza inutili colpevolizzazioni. Se è necessario, scegli i momenti più tranquilli e sereni per parlare con trasparenza di quello che succede.
  2. Proponi argomenti di conversazione diversi. Ci sono molti temi differenti di cui parlare. Indicali e proponili per farlo senza fretta e abitudinarietà. Allarga lo sguardo ad altre realtà e persone del nostro mondo. È anche un momento opportuno per prendersi cura della conversazione spirituale. Così anche per offrire spazi gratuiti di ascolto e di riflessione. Senza mai abbandonare il senso dell’umorismo.
  3. Collaborare alla pianificazione della nuova situazione della comunità o della gente con cui vivi. Stabilire un ritmo ordinato, sia a livello di vita comune che di vita personale, favorisce il benessere psichico. È un tempo di creatività: pensa a forme possibili di celebrazione, di preghiera in comune, di divertimenti condivisi (film, giochi di società, condivisione di letture ecc.) che favoriscono uno spazio positivo e una certa distrazione. La cucina e altre attività domestiche possono essere un aiuto prezioso.
  4. Cerca di mantenere orari comunitari che favoriscano lo scambio e la conversazione, rispettando sempre le raccomandazioni sanitarie. Un’organizzazione chiara e condivisa che favorisca la partecipazione dei giovani e degli anziani è benefica per tutti.
  5. Poni un’attenzione particolare ai compiti di cui sei responsabile nella comunità o nell’istituzione a cui appartieni. Sono momenti in cui la diligenza è una forma concreta di cura dell’altro e una chiave per il buon funzionamento del gruppo.
  6. Rispetta gli spazi comuni e i tempi di silenzio. Non è strano che tu sia ora più sensibile ai rumori, alle discussioni aspre o ad altri rumori perturbanti. Inoltre, ti percepisci più sensibile nell’utilizzo delle zone comuni. Ricordati che questo può succedere ad altri nella stessa forma.
  7. Ricevi e trasmetti i messaggi e l’informazione relativi alla pandemia, le limitazioni e altre circostanze relative al Covid-19 con prudenza e in maniera costruttiva. Evita le mormorazioni, le false informazioni e i commenti settari sul tema per non favorire tensioni inutili e situazioni comunitarie difficili. Palare sempre della cosa può ingrandire la paura e allontanarti dalla tranquillità e dalla calma. Datti un orario per ricevere notizie – al massimo due ore per giorno in tre momenti diversi – e, una volta passato il tempo, apri un’attività che ti sia benefica e che ami praticare.
La vita personale
  1. Anche se in maniera diversa, la vita continua ed è una buona cosa. Se questo ti è di aiuto, elabora un orario personale pianificato capace di generare abitudini e di incoraggiarti a mantenere un certo livello di attività. Potrai modificarlo in seguito quando lo riterrai necessario, in funzione di come ti sentirai e dell’evolversi degli eventi.
  2. Profitta del tempo attuale. Con ogni probabilità sei stato costretto a ridurre gli impegni personali e comunitari della missione. È possibile che questo ti lasci più tempo libero dell’ordinario. Utilizzalo per fare attività che aiutino a sviluppare i pensieri e le emozioni positive: letture, approfondimento di un argomento che ti interessa, annotazioni personali, riflessioni ecc.
  3. Esercizi fisici in casa. Se non sai come fare, esistono molte app e tutoraggi da cui prendere suggerimenti da adattare alle tue possibilità e capacità. Lo sport mette in moto il corpo, riduce i sintomi della tristezza e dell’ansia e aumenta la sensazione di benessere. Privilegia la luce naturale e continua a fare anche il lavoro manuale. Cura in particolare l’alimentazione: l’ansia attacca direttamente lo stomaco. Una seconda possibilità è di dedicare un po’ di tempo ad esercizi di rilassamento che possono essere utili per ridurre le conseguenze della clausura (…).
  4. Rispetta lo spazio e il tempo personale. Abbiamo tutti bisogno in misura diversificata di momenti di solitudine, di silenzio e di autonomia. Ancora una volta, non funzioniamo tutti alla stessa maniera e ciascuno ha bisogni propri: devi riconoscerli senza forzarli e senza forzare quelli degli altri. Per qualche persona, un certo livello di isolamento contribuisce all’equilibrio mentale.
  5. È un tempo per la pace. I conflitti sono presenti anche nei nostri conventi. Anche se auspichiamo che non sia vero, è una realtà che non possiamo ignorare. È il momento di elaborare la comprensione, l’amabilità, la pazienza e il perdono. È il tempo della Quaresima e non del conflitto. abbiamo bisogno gli uni degli altri. È quindi il momento di essere attenti alle richieste dei vicini, di allontanarsi dai rancori, dall’invidia, dalle dispute, dalle critiche e dalla disaffezione.
  6. Prenditi cura dei tuoi confratelli più fragili, in particolare delle persone anziane, dei malati che hanno bisogno di un’attenzione particolare. È possibile che essi si sentano vulnerabili, timorosi, che minimizzino il disagio per non allarmare e abbiano paura di esprimere le loro preoccupazioni. Non è il caso di destabilizzarli, mentre è possibile di essere attenti e disponibili, con umiltà e discrezione per quello di cui possono avere bisogno. Se fossi tu ad essere in questa situazione, non aver scrupolo di dirlo. Hai accanto a te certamente qualcuno pronto ad aiutarti. È un altro gesto di responsabilità per le persone con cui vivi.
La vita di preghiera e la celebrazione

Abituati a uno stile di vita comune dove il dinamismo, la rapidità e l’urgenza sono prioritari anche nella nostra vita religiosa, il tempo che stiamo vivendo può aiutarci a entrare in una dimensione differente. Siamo tutti soggetti a un blocco che ci permette una interiorizzazione più grande della vita e di quello che in essa succede.

  1. È un tempo in cui siamo forse di grande aiuto per guardare ciò che avviene con gli occhi della fede e di provare a considerare la realtà che abbiamo davanti come un tempo propizio.
  2. Siamo in Quaresima, il tempo liturgico che la Chiesa ci propone si lega a quello della quarantena di isolamento. La preghiera, il digiuno, la penitenza sono possibili e necessari e, come succede ad ogni epoca, sono soggetti alla creatività.
  3. Ci è data un’opportunità per sviluppare la lettura spirituale, la riflessione personale e la vita di preghiera. Viviamo un tempo favorevole per la lettura che è una delle maniere migliori per legare i sogni, i pensieri e i sentimenti. I libri ci aiutano ad andare al di là di noi stessi e a connettersi alle profondità di ciascuno. Tempo favorevole anche per fare una riflessione orante, personale e profonda della situazione particolare che viviamo. E perché no, tempo per pregare personalmente e comunitariamente in maniera forse più creativa: per raccomandare con una attenzione speciale la vita di coloro che soffrono più dolorosamente la malattia, intercedere per i loro familiari che forse non possono accompagnarli come vorrebbero e pregare per il personale addetto del mondo sanitario e affini che stanno dando il meglio di sé nel lavoro per il bene comune.
  4. Benché in alcuni istituti non sia possibile partecipare comunitariamente all’eucaristia o ad altri sacramenti, è il momento di pregare insieme e di assaporare in maniera nuova la liturgia delle ore.
  5. È anche il momento di avere spazi per la conversazione spirituale. Talvolta questa comunicazione si avvia semplicemente per una questione legata al nostro modo di vivere la nuova realtà. È un tempo, anche se siamo attorniati da molte meno persone, per sentirsi sostenuti e accompagnati dalla preghiera di tutta la Chiesa.
  6. Tempo favorevole che ci capita di vivere dove la penitenza e il digiuno hanno a che vedere in maniera particolare con la cura dell’altro che mi è vicino.
  7. Esistono anche piattaforme digitali, offerte da differenti istituzioni ecclesiastiche, che possono aiutare a vivere questo momento attraverso le reti dei social
La via verso l’esterno

La situazione di limitazione che stai vivendo non impedisce di continuare il tuo apostolato e la tua missione. Sarà necessario farlo in maniera differente dal modo abituale. E tuttavia, la tua presenza, anche solo virtuale, può essere molto importante per gente che non vive con te.

Ti proponiamo alcune semplici piste che possono aiutare:

  1. utilizzare la tecnologia per restare uniti a coloro che tu ami di più e hanno bisogno…;
  2. metti in atto delle chiamate video con cui incontrare altre persone; è un mezzo per compensare l’assenza fisica e di trasmettere serenità e calma;
  3. resta in contatto con le persone deboli, soprattutto con gli anziani che sono ora i più fragili a causa della solitudine e della debolezza fisica;
  4. cerca di mantenere il contatto con i collaboratori della missione apostolica.
Conclusione

Mentre attraversiamo questa quarantena e confinamento percorriamo anche il cammino della Quaresima. Dentro l’isolamento di queste settimane c’è molto di più che quaranta giorni di resistenza e clausura. In mezzo a tutto quello che può capitarci è ugualmente possibile avere l’intuizione della presenza – continua, misteriosa e perfino sconcertante – del nostro Dio che non chiude mai le porte a niente e nessuno.

Numerose sono le immagini bibliche che possiamo richiamare e diventano forti nella preghiera: deserto, combattimento, sete, desiderio, passione… Ma soprattutto vorremmo continuare a fissare lo sguardo verso Colui in cui abbiamo piena fiducia: il Signore Gesù, crocifisso e risorto per noi. È lui l’acqua che calma la nostra sete, la luce nel mezzo delle perplessità, la vita che – al fondo del non senso – lotta per germogliare.

Siamo parte di una Chiesa plurale in cui ciascuno di noi ha una missione che viene da Dio. Vogliamo continuare il nostro impegno di servizio e di aiuto. E, allo stesso tempo, dobbiamo capire che non possiamo farlo senza la cura degli altri. La vita contemplativa possiede forze e intuizioni molto profonde che possono chiarire tutto questo…

Siamo consapevoli che gli orientamenti offerti non danno risposta a tutte le inquietudini che possono sorgere dalla concretezza della vita. Ma possono servire come una modesta guida che apporta qualche luce. È la nostra speranza.

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