
Papa Leone XIV ha parlato del Venezuela nell’Angelus di domenica 4 gennaio. Ha utilizzato frasi precise:
Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica. Per questo prego e vi invito a pregare, affidando la nostra preghiera all’intercessione della Madonna di Coromoto e dei Santi José Gregorio Hernández e Suor Carmen Rendiles.
In questo contesto, spicca il silenzio di tutti gli altri.
A tre giorni dall’intervento militare, la Conferenza episcopale venezuelana non ha detto una parola (qui).
Fa eccezione mons. Juan Carlos Bravo Salazar, vescovo di Petare a Ovest di Caracas. In una dichiarazione rilasciata tramite l’account Instagram della sua diocesi (qui), il vescovo scrive: «Stiamo vivendo momenti di confusione, incertezza e dolore, in cui non comprendiamo chiaramente cosa sta accadendo. La nostra forza e la nostra speranza sono nel Signore della Vita e della Pace». «È necessario, anche se difficile, mantenere la serenità, la pace e, soprattutto, un clima di preghiera».
La Conferenza episcopale statunitense è in completo silenzio (qui).
Il Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), tace (qui).
Plaudono all’intervento alcuni siti dei conservatori cattolici e gli opinionisti collegati, che citano Tommaso d’Aquino, come si esprime nel De Regno, libro I, capitolo 7, in cui peraltro sottolinea la necessità che sia un’autorità superiore a rimuovere un tiranno.
E qualche giorno il National Catholic Register, del gruppo conservatore EWTN, ha pubblicato un lungo articolo (qui) dell’ex-diplomatico Alberto M. Fernandez, che si chiedeva cosa potrebbero fare gli USA verso Venezuela, Cuba, Nicaragua, i tre principali regimi di sinistra e dittatoriali dell’America Latina. Afferma Fernandez:
Mi inchino davanti ai sapienti cattolici che mi dicono che Trump, un non cattolico, rischia di scatenare una guerra ingiusta, o che lo sta già facendo, nei Caraibi. Ma penso anche ai cattolici (e ai non cattolici) di Cuba, Venezuela e Nicaragua, che sopportano decenni di miseria e oppressione per mano di questi regimi ingiusti, di queste bande criminali al potere, condannati a un’esistenza miserabile, senza speranza, disarmati e sconvolti. Questi tiranni hanno affinato la loro malvagia capacità di usare la violenza, la propaganda e di manipolare i capricci del sistema internazionale per perpetuare il loro potere. Chi libererà il popolo da questa ingiustizia?






Si bisognerebbe dire ai nostri fratelli nella fede, statunitensi, che San Tommaso sta in paradiso, non facciamolo rivoltare come fosse all’ inferno travisando le sue parole, senza contare che 1 il regime in Venezuela non è caduto, hanno solo cambiato nome, 2 che depredare un paese delle sue risorse non è rimuovere un dittatore ma è un furto, per non parlare della città bombardata… nessuno piange Maduro, ma i civili a che pro bombardarli? 3 A Trump frega solo arricchirsi, non gli importa neppure degli americani, gli importa solo essere il padrone assoluto. Cari cattolici d’ america bisogna che vi diate una svegliata.
L’azione di un dittatore quale è Trump non può che essere negativa, sta facendo esattamente quello che Putin fa da anni con i paesi dell’area ex sovietica, si sta riprendendo la sua zona d’influenza e lo stesso intende fare Trump per sfruttare il petrolio e tutto lo sfruttabile. Queste azioni arbitrarie e da vero tiranno rappresentano uno dei peggior segnali, non una democrazia che cerca di aiutare i popoli oppressi ma una democrazia guidata da un dittatore che cerca di incentrare su di sé tutto il potere sfruttando tutte le risorse dei paesi che lui ha deciso che debbano stare al suo gioco.
Anche il silenzio sa essere eloquente, soprattutto verso aspettative fameliche, che non vedono l’ora di mettere zizzania. Meglio dunque che uno parli per tutti… proprio come è successo, e dalla sede più autorevole
Chi ha deciso che Trump sia il superiore di Maduro, l’autorità a cui deve rispondere? Può forse un tiranno scacciare un altro tiranno? In base a quale diritto e quale principio, se non quello di un mero esercizio di potenza? Allora vale veramente il principio Homo homini lupus…
https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-01/venezuela-vescovi-usa-attacchi-pace-popolo.html
Mi sembra che abbia parlato il presidente della conferenza episcopale venezuelana.
Meglio consultare i siti ufficiale già la confusione regna sovrana di suo..