
Attivisti del Vishwa Hindu Parishad, organizzazione nazionalista indù (Foto: Manish Swarup/AP)
Lo scorso 4 gennaio, nello Stato orientale indiano dell’Odisha, un gruppo di aggressori ha costretto il pastore protestante Bipin Bihari Naik a mangiare sterco di vacca e a inchinarsi davanti a un tempio indù accusandolo di proselitismo. L’episodio è divenuto di dominio pubblico solo pochi giorni fa, grazie a un rapporto della polizia che ha fatto seguito − oltre quindici giorni dopo − alla denuncia presentata dalla moglie del pastore.
Il pastore e la sua famiglia stavano partecipando a una riunione di preghiera in una residenza privata, insieme ad altre famiglie, nel villaggio di Parjang, nel distretto di Dhenkanal, quando un gruppo di una ventina di persone ha fatto irruzione nella casa e lo ha aggredito, colpendo anche coloro che hanno tentato di soccorrerlo.
Successivamente, il pastore è stato sottoposto a una pubblica umiliazione: costretto a mangiare sterco di vacca, a inchinarsi davanti a un tempio e a gridare Jai Shree Ram («Ave al Signore Ram»). Poi, cosparso di un pigmento rosso, è stato costretto a sfilare per il villaggio con una ghirlanda di fiori al collo e in pantofole.
La polizia, giunta quasi un’ora dopo sul posto, ha resistito a registrare l’accaduto. È stato necessario l’intervento di un sovrintendente perché la denuncia della moglie del pastore Naik fosse accolta. Nel frattempo, gli aggressori avevano depositato una loro denuncia contro il pastore, accusandolo di praticare conversioni forzate. Nove persone sono state in seguito arrestate dalla polizia il 21 gennaio e altre ricerche sono in corso.
***
Condannando l’attacco, la Conferenza Episcopale Cattolica dell’India (CBCI) ha chiesto un’azione immediata contro i responsabili e giustizia per la vittima. Si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale:
«La Conferenza Episcopale Cattolica (CBCI) dell’India condanna con fermezza il brutale attacco contro un pastore cristiano avvenuto in Odisha, definendo l’episodio un grave atto di violenza e umiliazione che colpisce al cuore la dignità umana e la libertà religiosa.
La CBCI esprime profonda angoscia per le notizie secondo cui il pastore sarebbe stato costretto con la forza a mangiare sterco di vacca, definendo tale gesto un atto disumano che non solo degrada una persona, ma prende di mira anche la sua fede. Azioni di questo tipo non hanno posto in una società civile e democratica.
Chiedendo un intervento immediato e severo, la CBCI esorta le autorità a identificare e punire senza indugio i responsabili e a garantire giustizia alla vittima. La CBCI esprime la propria solidarietà al pastore e ribadisce il suo impegno a stare al fianco di tutte le vittime di violenza e discriminazione».
L’episodio è stato stigmazzato anche da Conrad K. Sangma, primo ministro dello Stato Nord-Orientale del Meghalaya e cattolico praticante, che ha definito l’accaduto una macchia sul tessuto pluralista dell’India. «Non si può permettere che la violenza di massa sostituisca lo Stato di diritto. Prendere di mira le persone per la loro fede corrode il tessuto sociale pluralistico che è essenziale per il nostro ordine costituzionale», ha affermato Sangma, auspicando che il governo dell’Odisha «continui ad assicurare la giustizia e lo Stato di diritto»
Il partito di opposizione Congress ha attribuito l’attacco alla «politica dell’odio e della divisione» del Bharatiya Janata Party del primo ministro Narendra Modi, definendolo una vergogna per l’umanità e per una società civile.
***
Da quando lo Stato dell’Odisha è passato sotto il controllo del Bharatiya Janata Party (BJP), nel giugno 2024, si è registrato un aumento degli attacchi contro i cristiani, inclusi episodi di sepoltura negata – atto che rappresenta un profondo disonore sociale e religioso per chi lo patisce – da parte di gruppi indù di estrema destra.
Secondo il «Report 2025: Hate Speech Events in India» pubblicato dall’India Hate Lab (IHL), un’agenzia del Centre for the Study of Organised Hate con sede a Washington DC, nel 2025 si sono verificati 1.318 episodi di incitamento all’odio (hate speech) − in presenza − contro musulmani e cristiani in tutta l’India. Una media di quattro al giorno.
«Il 2025 ha inaugurato una fase molto preoccupante nella traiettoria della retorica anti-minoranze in India, riflettendo una nuova soglia di tolleranza nei confronti dell’espressione pubblica dell’odio», si legge nella introduzione del rapporto, il quale «documenta e analizza casi verificati di incitamento all’odio in tutto il paese nel 2025, inclusi comizi politici, processioni religiose, marce di protesta e raduni nazionalisti».
Dopo l’impennata di discorsi di incitamento all’odio osservata nel 2024, il «volume totale di episodi di incitamento all’odio nel 2025 è ulteriormente aumentato, indicando il profondo radicamento della retorica settaria come caratteristica abituale del panorama politico e sociale. Il numero di episodi di incitamento all’odio registrati nel 2025 contro le minoranze religiose ha superato i 1.165 casi del 2024. Questo aumento segnala un cambiamento significativo nel panorama politico indiano, in cui la retorica incendiaria si è evoluta da tattica specifica della campagna elettorale a meccanismo normalizzato e continuamente utilizzato di governance politica».
Tale retorica sembra funzionare ora come strumento permanente per la mobilitazione dell’estrema destra indù in tutto il Paese. Il crescere dell’intensità del fenomeno nel 2025 è uno sviluppo del progetto ideologico maggioritario del partito al potere Bharatiya Janata Party (BJP) e delle organizzazioni nazionaliste indù ad esso alleate.
***
Alcuni dati del rapporto di India Hate Lab:
- Nel 2025 sono stati documentati 1.318 episodi di incitamento all’odio contro le minoranze religiose, in particolare musulmani e cristiani, nel 2025 in 21 stati, un territorio dell’Unione e il Territorio della Capitale Nazionale (NCT) di Delhi. In media, si sono verificati quattro episodi di incitamento all’odio al giorno. Ciò rappresenta un aumento del 13% rispetto al 2024 e del 97% rispetto al 2023 (668 episodi di questo tipo).
- Un totale di 1.289 di episodi, pari al 98%, erano rivolti ai musulmani, in modo esplicito in 1.156 casi, o insieme ai cristiani in 133 casi. Che significa un aumento di quasi il 12% rispetto ai 1.147 casi registrati nel 2024.
- Sono stati registrati 162 episodi di incitamento all’odio contro i cristiani, pari al 12% del totale, in 29 casi in modo esplicito e in 133 casi insieme ai musulmani. Ciò rappresenta un aumento di quasi il 41% rispetto ai 115 episodi di incitamento all’odio contro i cristiani documentati nel 2024.
- Uttar Pradesh (266), Maharashtra (193), Madhya Pradesh (172), Uttarakhand (155) e Delhi (76) hanno registrato il numero più alto di episodi di incitamento all’odio. Nei 23 Stati e territori dell’Unione analizzati, il BJP ha avuto il potere, da solo o in coalizione, in 16 giurisdizioni per la maggior parte dell’anno.
- L’88 per cento degli episodi di incitamento all’odio (1.164) si sono verificati negli Stati governati dal BJP, direttamente o con partner di coalizione, nonché nei territori dell’Unione amministrati dal BJP, con un aumento del 25% rispetto ai 931 episodi registrati nel 2024.





Le differenze di religione sono in assoluto i motivi di odio più stupidi.