
Si può chiedere nella preghiera la benedizione di Dio per una guerra che non risparmia civili indifesi e senza colpa alcuna? Il Segretario della Difesa Peter Hegseth, rinominato Segretario della Guerra dal desiderio di potenza dell’attuale amministrazione americana, ritiene non solo che sia possibile ma anche dovuto.
Il suo linguaggio ostensivamente violento si è rafforzato ulteriormente dall’inizio della guerra contro l’Iran, che gli Stati Uniti conducono insieme all’Israele di Netanyahu sostenuto dalla destra religiosa del paese. Ad ascoltare le parole di Hegseth, pronunciate con foga ed enfasi, sembra che «all’età della pietra» siano tornati gli Stati Uniti ben prima dell’Iran come auspicato dal presidente Trump.
E insieme all’America, il Segretario Hegseth sta facendo tornare all’età della pietra anche il Dio cristiano – coinvolgendolo in una guerra che non ha nulla a che fare con il Dio di Gesù così come ce lo raccontano i Vangeli. Hegseth invoca la «provvidenza di Dio» a proteggere le truppe americane e ingiunge a tutti i cittadini «di pregare ogni giorno in ginocchio, con le vostre famiglie, nelle vostre scuole, nelle vostre chiese, nel nome di Gesù».
Non ci potrebbe essere distanza più grande dalle parole di Gesù: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,43-45). Il cristianesimo di Gesù sta chiaramente agli antipodi di quello di Hegseth, anzi ne è la più radicale negazione.
Quello di Hegseth è un Dio fabbricato da mani d’uomo – l’idolo per eccellenza. E l’idolo si nutre di violenza, genera odio, impone l’eliminazione di tutto ciò che si frappone al suo desiderio vorace di potere incontrastato. A questo cattivo uso del nome di Dio si è opposto una volta per tutte il Dio di Gesù – proprio in questi giorni che stanno tra la Croce e la Risurrezione: quando Gesù si consegna, in nome del suo Dio, alla potenza mortale della violenza che scorre tra gli esseri umani, affinché ogni essere umano possa essere salvato da essa – anche quello che chiamiamo “nemico”: «Col suo gesto, infatti, Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto. Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore» (papa Leone, omelia in Coena Domini).
La Croce disattiva una volta per tutte esattamente la logica a cui il Segretario Hegseth vorrebbe piegare il nome cristiano di Dio: nessuno è nemico di Dio, nemmeno colui che lo mette a morte: «L’occupazione imperialistica del mondo è allora interrotta dall’interno, la violenza che fino a oggi si fa legge è smascherata. Il Messia povero, prigioniero, rifiutato, precipita nel buio della morte, ma così porta alla luce una creazione nuova» (papa Leone, omelia Messa crismale).
A questa logica della violenza giustificata nel nome di Dio si oppone dunque con forza anche il primo papa americano nella storia della Chiesa cattolica.
Sempre nella sua omelia, papa Leone ha detto: «Il cammino di Gesù ci rivela che la disponibilità a perdere, a svuotarsi, non è fine a sé stessa, ma condizione di incontro e di intimità. L’amore è vero soltanto se disarmato, ha bisogno di pochi ingombri, di nessuna ostentazione, custodisce delicatamente debolezza e nudità (…). Sappiamo che nel corso della storia la missione è stata non di rado stravolta da logiche di dominio, del tutto estranee alla via di Gesù Cristo (…). Di conseguenza, è ormai prioritario ricordare che né in ambito pastorale, né in ambito sociale e politico il bene può venire dalla prevaricazione».
Per papa Leone nessuna violenza, nessun odio, nessuna guerra, può essere giustificata in nome del Dio di Gesù – che smaschera l’idolo toccando sul proprio corpo la sua violenza e, così facendo, la dichiara indegna di Dio e di ogni essere umano.






Una lucida semplice spiegazione comprensibile da tutti ,letterati e semplici persone, del significato del sacrificio di Gesù e della riluttanza fi ogni cristiano per la violenza..Grazie Papa Leone e un grazie ai tuoi..
Sui cinturoni dei soldati tedeschi era inciso il motto ” Dio con noi”: con Hegseth più o meno siamo lì… D’altronde, quante nazioni cristiane del passato si sono fatte la guerra asserendo, ognuna, di avere Dio dalla sua parte? E, per quanto riguarda la nostra politica interna, esibire Rosari e statuine della Madonna durante i comizi non è un po’ la stessa cosa? Strumentalizzare Dio rende, evidentemente