
Riceviamo e pubblichiamo questa Lettera aperta di solidarietà con Linda Pocher sullo stile di comunicazione all’interno della Chiesa, firmata al momento da 530 persone. Il testo della Lettera viene postato anche dal blog “Come se non” di Andrea Grillo (qui).
Quando non si hanno argomenti efficaci nel dibattito pubblico si scredita la persona da cui si dissente – questo il tono con cui Silere non possum ha attaccato la professoressa suor Linda Pocher dopo la sua intervista a Repubblica in merito alla recente pubblicazione del documento della Commissione di studio vaticana sull’accesso delle donne al diaconato. Si tratta di uno strumento mondano, violento tra l’altro, che poco si addice a chi avanza la pretesa di voler difendere l’essenza del sacramento dell’ordine all’interno della Chiesa cattolica.
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La gratuità ingiustificata di questo attacco personale alla professoressa Pocher conferma, almeno in parte, quanto da lei osservato – ossia, che nel dibattito ecclesiale sul diaconato femminile gioca un ruolo non irrisorio un problema di sessismo, da cui sembra si faccia molta fatica a uscire con un minimo di stile.
L’intervento di Silere non possum non si limita a questo, perché è anche abusante. L’obbiettivo principale è di fatto papa Francesco e il suo pontificato – la professoressa Pocher è trattata come un mero mezzo per raggiungere uno scopo che, evidentemente, non si ha il coraggio di affrontare direttamente. Una vittima collaterale, insomma.
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A questa violenza della parola, il cattolicesimo che si riconosce rappresentato in questo intervento si sente autorizzato dai primi passi del ministero petrino di papa Leone XIV – immaginato come il grande riparatore della casa del Signore.
Eppure, proprio descrivendo il nocciolo duro di questo ministero, Leone XIV ha parlato di «confermare nella loro fede» ogni fratello e sorella. Chiedendo a tutti e tutte di apprendere quell’atteggiamento sinodale che dà ascolto alla sensibilità della fede degli altri – e impara da essa.
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Questo dovrebbe bastare per sentire l’esigenza di esprimere solidarietà alla persona della professoressa Linda Pocher, perché di questo si tratta, anche se non si condividono gli argomenti da lei presentati e le riflessioni sviluppate sul tema dell’accesso delle donne al diaconato nella Chiesa cattolica.
Segnalare questo tipo di solidarietà significa, al tempo stesso, impegnarsi a un confronto serrato e onesto, nel rispetto della persona, sulle questioni disputate all’interno della nostra comunità ecclesiale.
Questo non è solo un compito dei teologi e delle teologhe, ma di chiunque nella Chiesa – perché senza intelligenza degli argomenti rischiamo di svendere la nostra fede alle potenze mondane e alla loro forza di attrazione.
- Chi desidera sottoscrivere questa lettera di solidarietà è pregato/a di inviare una email a marcello_neri@yahoo.com
Vogliamo dire grazie a tutte/i coloro che hanno firmato questa Lettera aperta e a quanti si aggiungeranno nei prossimi giorni. Molte delle vostre email avrebbero meritato ben più di un “ricevuto, grazie” – per spaccati di vita, desideri di Chiesa, speranze di Vangelo, che anche in poche righe trovano viva espressione. Non ci è stato possibile e vi chiediamo scusa, perché opportunità come queste sono anche occasione di dare forma a una comunità cristiana trasversale, vivace e arricchita dalle molte differenze racchiuse nei nostri vissuti di fede. Marcello & Andrea.
Andrea Grillo; Marcello Neri; Giuseppe Guglielmi; Alberto Dal Maso; Stella Morra; Tonio Dell’Olio; Bartolomeo Puca; Gaia de Vecchi; Sergio Massironi; Cristina Simonelli; Lucia Vantini; Roberto Maier; Anna Carfora; Brunetto Salvarani; Marinella Perroni; Simona Segoloni; Stefania Baglivo; Fabrizio Bosin; Stefano Sodaro; Elza Ferrario; Manuela Terribile; Pietro Busti; Margherita Bertinat; Mariangela Tassielli; Vincenzo Rosito; Rocco Pititto; Debora Rienzi; Marco Ronconi; Fabrizio Mandreoli; Giovanna Olivini; Gianni Geraci; Giancarla Codrignani; Zeno Carra; Antonello Siracusa; Sergio Tanzarella; Paola Franchina; Giovanni Gaiera; Fabrizio Mastrofini; Martin Lintner; Sauro Scarabattoli; Grazia Villa; Giordano Remondi; Romano Cappelletto; Antonio Autiero, Münster-Germania; Paola Colombo, Francoforte-Germania; Manuel Belli; Paolo Gamberini; Simone Morandini; Fausto Giuseppe Gianfreda; Roberto Oliva; Luca Castiglioni; Alessandro Cortesi; Serena Noceti; Emanuela Buccioni; Renato Borrelli; Franca Feliziani Kannheiser; Selene Zorzi; Franco Ferrari; Umberto Rosario Del Giudice; Giovanni Panettiere; Giovanni Martini; Maria Teresa Ferrari Lehnus; Martino Mortola; Marzia Cattaneo; Davide D’Alessio; Maria Bianco; Adele Cammarata; Maria Cristina Bartolomei Derungs; Valentina Rotondi; Luigi Testa; Madre Rosa Lupoli e le Monache cappuccine di Napoli del monastero Santa Maria in Gerusalemme; Eraldo Cacchione; Paolo Russo; Lorenzo Barni; Daniela Elli; Antonio Pagani; Adriana Rosa; Gianni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisgnano; Luciano Mauri; Youhyung Park; Emmanuel F. Durand, Fribourg-Svizzera; Stefania De Nardis; Sanghyeon Ryu, Sud Corea; Giuseppe Turani; Paolo Cugini, Manaus-Amazzonia; Romano Piccinelli; Alfonso Colzani; Vanda Giuliani; Sergio Ventura; Giovanna Mantellassi; Maria Pina Rizzi; Luca Niccheri; Federica Bettonte; Lucia Gabrielli.
Firme dopo la pubblicazione della Lettera aperta:
Luigi Zaccaro; Mauro Castagnaro; suor Myriam, madre Noemi e il monastero delle Benedettine di Sant’Anna; Eleonora Merlo; Ilaria Fiorese; Elisabetta Scapin; Alessandra Cappelletti; suor Valentina Conti; Jana Ďurišová; Francesca Geria; Mariangela Maraviglia; Paolo Molteni; Luisa Cristina Martini; Irma Bertocco; Adriana Valerio; Lucia Fontana; Daniela Davoli; Agostino Greco; Massimo Pieggi; Emanuela Davolio; Emanuela Ersoch; Ricardo Perez Marquez; Ernesto Borghi; Salvo Coco; Stefano Bucci; Norberto Fasoli; Mariateresa Govi; Maria Carmen Cangiano; Martina Ferri; Sara Cangiani; Valentina Cangiano; Francesca Cucuzza; Gino Aiello; suor Laura Masiero; Angelo Magnano; Franchina Sebastiano; Sara Catanzaro; Maria Rosaria Coppola; Sonia Leurini; Patricia Parraguez Núñez fma; Silvia Sanchini; Giancarlo Martini; suor M. Andreina Alfero; Ezio Molinari; Stefano Buttinoni; Romano Gambalunga; Roberto Del Buffa; Giuseppe Forle; Elisabetta Moccia; Pietro Pisarra; Renata Merlo; Maddalena Celano; Filomena Piccolantonio; Giuseppe Lusignani; Pietro Paolo Lissignoli; Daniela Conti; suor Filomena Rispoli; suor Daniela Rizzardi; Andrea Lebra; Liliana Lipone; Stefano Zecchi; Fortunato Romeo, Trans-Ekulu-Nigeria; Cristiana Gualtieri; Gianni Musella; Adelaide Baracco Colombo, Manresa-Spagna; Maria Rosa Ghidotti; Daniel Mauri Trezzi, Huaicán-Perù; Teodora Tosatti, vescova della Chiesa cristiana vetero-cattolica; Riccardo Bosi; suor Manuela Romano ocd e Comunità delle Monache Carmelitane Scalze di Lucca; Luigi Mariano Guzzo; Annalisa Picardi; Enzo Cicero; Federico Campanella; Michele Aramini; Amedeo Angelozzi; Giuseppe Giosmin; Laura Verrani; Margherita Bonanate; Ivo Seghedoni; Martin Werlen osb; Teresa Bartolomei; Nadia Toschi Vespasiani; Giovanni Lupino; Luca Palazzi; Francesco Strazzari; Giacomo Casarini; Francesca Cocchini; Paola Ferretti; Giuliano Paltenghi; Berni e Marco Spotorno; Roberta Viani; Pio Manici; Carla Bottinelli; Franco Annichiarico sr; Francesca Avitabile; Vincenzo Marras; Riccardo Borgonovo; Ottavio Pirovano; Miriam Milanese; Enzo Biemmi; Alberto D’Incà; Giorgio A. Pisano; Michele Cerasa; Renata Bedendo; Emilia Palladino; Stefania Di Terlizzi; Angelo Biscardi; Gabriela Graziadei; Bruna Maria Pestrelli; Paola Spagnolo; Francesco Morgese; Miriam Francesca Bianchi; suor Chiara Francesca Lacchini e suor Michela Argiolas insieme al Monastero delle Clarisse cappuccine di San Bartolomeo; Libera Carbone; Agnès Thery; suor Alice Reuter; Carolina Toso; Anna Maria Contursi; Valter Casse; Giandomenico Cova; Cristina Tabacchi; Emilia Cera; Lucia Romanengo; Fulvio Falleni; Gioia Parisi; Christian Sabbatini; Francesco Santoro; Marta Romanengo; Matteo Cavani; Christof Betschart; Federica Franceschini; Marilena Manenti; Giandiego Carastro; Anna Quinterio; Sergio Di Benedetto; Giovanni Castiglia; Adriana Somigli; Serena Ionta; Mauro Pandimiglio; Fabio Volpato; Andrea Camplani; Lino Klamert; Giulio Osto; Giovanna Currarino; Marco Barabino; Rosa Capone; Fiorenza Pizzamiglio; Annamaria Fulloni; Irene Pilotto; Paolo Trotta; Antonio Bortone; Stefano Pepe; Emilio J. Martínez González ocd; suor Azia Ciairano; suor Maria Rosaria Fatone; Paolo Aglietti; Renato Marangoni, vescovo di Belluno-Feltre; Franco Pavesi; Fabrizio Rinaldi; Antonella Adani; Flavia Vezzaro; Anna Staropoli; Andrea Pontico; Maria Pia Bozzo; Patrizia Casarini; Donatella Bignardi; Alessandra Marcuccini; Paola Pasqualini; Anita Prati; Lucia Gatto; Franco Garelli e Leonarda Ramelli; Livia Calani; Giovanni Polidori; Pier Luigi Granata; Enrico Müller fsc; Jessica Trombatore; Massimo De Luca; Nicoletta Degli Innocenti; Marta Cascia; Eleonora Mineo; Eugenia Romano; Marco Cioni; suor Patrizia Pasini; Concetta Licitra; Federica Tassi; Lello Licenziato; Elena Tealdi; Francesca Pellarin; Michela Latini; Anna Santoro; Gabriele Venturelli; Antonio Caschetto; Francesca Pellarin; Daniela Rossi; Giovanna Pastorino; Gabriele Venturelli; Paola Pavan; Alberto Genzerli; Sandro Periotto; Enza Guazzi; Paolo Iannacone; Olinda Curia; Orietta Cagnana; Maria Bisceglie; Emanuela Cigni; Simone D’Agostino; Fabio Bilancioni; Elisabetta Castelli; Laura Saroglia; Francesca Scotton; Rossana Ragonese; Viviana Martinez; Daniela Redolfi; Lucia Capuzzi; Federica Spinozzi; Cristina Cecchini; Chiara Codardini; Eugenio Lenardon; Chang Suhee, Corea del Sud; Attilia Franchi; Rolando Covi; Otello Galassi; Grazia Papola; Maria Gabriella Martino; suor Patrizia Pasini; Margherita Pasini; Margherita Brondino; Grazia Grappoli; Valentina Conti; Anna Bigi; Fabio Marchetti; suor M. Lorenza Cossolo; Ilaria Schincaglia; Giuseppe Berlangieri; Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta; Marco Sergio Narducci; Marco Casadei; Arwen Emy Sfregola; Ignazio Bonzi; Paolo Spina; Manuela Cervi; Stefano Giudici mccj; Jacek Olczyk sj; Giusi Santagati; Alessia La Piera e Davide Cicolini; Francesca Giani; Filippo D’Andrea; Letizia Mosca; Lucia Olini; Carlo Pertusati; Aurora De Luca; Elpidio e Marta Caroni; Marco Franchina; Maddalena Tirloni; Carolina Tirloni; Carlo Belardi; Manuela Baroni; Luca Balugani; Patrizia Cocchini; Tibor Veres; Rossana Cavallari; Sofia Urbani; Giuliana Babini; Roberto Pavanello; Federica Cornacchia; Danila Bergamasco; Pietro Cocco; Alfonso Langella; Raffaela D’Este; Antonio Padula; Luciana Ruatta; Cristiano Vannucchi; Vincenzo Romano; Roberto Rizzoli; suor Armanda Debbi e la Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata di Palagano; David Jafrancesco; suor Rita Zaninelli; Simonetta Pirani; suor Elena Balatti; Giovanna Pirani; Massimo Ferè; Bruna Velcic, Croazia; Antonella Cattorini Cattaneo; Paola Casarini; Maurizio Rossi; Danilo Palladi; Branco Jurić, Bosnia-Erzegovina; Piera Savino; Pierluigi Consorti; Catia Tugnoli; Luca Roti; Giuseppe Costa; Maurizio Gentilini; Costanza Boccardi; Elena Granata; Silvia Palazzini; Deborah Sutera; Federico Rossi; Laura Venturelli; Sara Vatteroni; Maria Gasparini; Attilio Cantoni, Turchia; Antonella Meneghin; Jang Sohyeon Deborah, Sud Corea; Marcello Del Verme; Lena Residori; Chiara Marcocci; Elisa Panato; Associazione Presenza Donna; Angelo Raponi; Chiara Merlo; Giuseppe Coha; Margit Eckholt; Roberto Casini; Marinella Adami; Domenica Coratti; Jieun Choi, Sud Corea; Domenico Malmusi; Laura Muraro; Ludovica Cucuzza; Eugenio Cucuzza; Eletta Cucuzza; suor Antonietta Pellegrino; Antonio Mottana; Gabriella Dogliani; Massimo Sandrinelli; Enzo Petrolino; Maria Luisa Fappiano; Gaetano Tortorella; Anna Codemo; Teresa Benedini; Giulio Barbarossa; Leo Lestingi; Raffaele Schipani; Marco Bassani; Guia Sambonet; Loris Cozzolino; Annalisa Gabriele; Francesco Lodi; Antonella Da Rin; Grazia Marchese; Maurizio Volpi; Gianluca Brescianini; Salvatore Mancino ofmcap; Vittorio Moscatelli; Maria Luisa Santamaria; Pietro Farioli; Daniela Tuscano; Danilo Castellari; suor Lea Montuschi; Luigi Casiglio; Giulia Cirillo; Elisabetta Gorrieri; Rosalia Mazzola; Geraldine Meyer; Cristina Mettini; German Pickelny; Renato Esposito; Alessandra D’Alessandro; Luca Di Sciullo; Monica Colombo; Alessandro Barban osb; Valentina Gaudiano; Paolo Selmi; Operatori di Caritas Ambrosiana; Operatori della Casa della carità “A. Abriani”; Paolo M. Cattorini; Giuseppe Busani; Beatrice Iacopini; Dario Busolini; Gennaro Ferrara; Carlo Toninello; Mario Imperatori; Maria Vittoria Longhitano, vescova della Inclusive Anglican Episcopal Church; suor Francesca Venturelli fma; Daniela Ropelato; Angelika Ritter-Grepl; Mario Ghidoni; Giuditta Bonsangue; Federica Mattiello; Paola Gandin; Carla Mantelli; Elena Vallara; Claudia Leal; Luigi Sandri; Raffaella Capetti; Roberto Fiorini; Giuseppina Perrucci; Leslye Sandigo; Sara Chierici; Alfredo Jacopozzi; Carmine Miccoli; Davide Baraldi; Cristina Crestani; Maria Pia Mantelli; Gabriella Cecchetto; Carlo Francesco Ridolfi; Noi Siamo Chiesa, Italia; Maria Frattin; Stefania Mazzocchi; Elena Rastello fma; Marta Baraldini; Alex Cogliati; Maria Adele Castiglioni; Giuseppe Motta; Antonella Bullo; Roberto Mozzi; Francesco Barberini; Lucia Scrivanti; Emanuela Giuffredi; Alberto Scerbo; Domenico Laruffa; Annamaria Marchi; Francesca Innocenti; Elisabetta Benedetto; Anna Repanati; Andrea Fedeli; Sandro Sanna; Paola Guazzi; Michele Pitino; Ombretta Filippi; Anna Proserpio; Nicoletta Dentico; Alessandro Amprino, Izmir, Turchia; Vera Giacomin; Lara Gobbi; Gianluca Sgaravato; Caterina Borrello; Paola Della Ciana; Valerio Mattioli; Fabio Mirandola; Elisabetta Campanini; Fernanda Di Monte; Andrea Girardi; Fernando Fiorini; Sara Biscaro.






Messaggio di suor Francesca Venturelli:
Buongiorno.
conosco personalmente sr Linda ed è una cara amica, non condivido tutte le sue posizioni ma l’intervento in cui è stata attaccata è davvero becero e non accettabile come modo di porsi, oltre che strumentale per una visione di Chiesa e di donna molto miseri.
sr Francesca Venturelli fma
Messaggio di Mario Imperatori:
Pur non condividendo le motivazioni espresse da Linda Pocher ed essendo sensibile ad alcune istanze espresse dal testo di Silere non possum, firmo la petizione in quanto dissento totalmente dagli attacchi bassi, gratuiti e personali lì pure espressi contro Linda Pocher, che non fanno certo onore a chi li ha scritti.
Mario Imperatori
Se è possibile vedere pubblicato un commento vorrei poter aggiungere una cosa. Al netto dei toni utilizzati (da entrambe le parti perchè Silere è quello che è, ma Andrea Grillo è notoriamente molto focoso nelle sue invettive, con l’aggravante di non essere un signor nessuno ma uno stimato e citatissimo docente di una università cattolica) secondo me è vero che l’intervista di Pocher si limitava ad una discussione culturale. In effetti lei stessa ha detto che si tratta di un problema culturale, perchè offendersi se lo si fa notare?
Casualmente mi era capitato di sfogliare un suo testo su Maria (sempre per Dehoniane, che in teoria è la stessa casa editrice legata alla pagina sulla quale stiamo tutti commentando) e mi era sembrato di percepire una certa originalità rispetto al femminismo mediatico, nell’intervista non ha detto nulla in più di quello che dice normalmente Repubblica. Magari dipende dal giornale e dall’intervistatore, poco interessato alle sfumature teologiche.
Detto ciò la sintesi conclusiva del sinodo ammette che esistono due scuole teologiche antitetiche, tra le quali al momento è ben lontana una sintesi. Se ne deduce che entrambe hanno il diritto di esistere, buone motivazioni ecc.
Mi è venuta in mente la Controversia de auxillis sul rapporto tra grazia e libero arbitrio, nel 1606 Paolo V, sfinito dai continui litigi tra gesuiti e domenicani, suggerì ad entrambi di continuare a insegnare secondo la propria sensibilità rispettando quella di altri gruppi.
https://it.wikipedia.org/wiki/Congregazione_de_Auxiliis_divinae_gratiae
Si arriva ad un punto che anche scrivendo 10, 100, 1000 articoli al giorno sullo stesso argomento uno salta e smette di seguire, perchè dopo anni e anni che si può dire di nuovo? Peace and love..
Intervengo anche qui per esprimere solidarietà alla prof. Pocher e disgusto per la becera aggressione di Silere non possum (!), contro la quale non si può, effettivamente, tacere, ma gridare sui tetti.
Sono rimasto molto meravigliato, amareggiato e deluso di fronte a questa presa di posizione con un’alzata di scudi, quasi si trattasse di “lesa maestà”, contro chi ha “osato criticare” il contenuto di un’intervista giornalistica del documento sul diaconato alle donne redatto da una commissione e presieduto da un cardinale e consegnato al Papa, il quale, quando avrà tempo di esaminare questa questione, si esprimerà in merito. Qui però sorge un equivoco: uno può fare le sue osservazioni su un documento (e ha tutta la libertà di farlo) ma guai a chi si permettere di dissentire su quello che lui afferma al riguardo, quasi si trattasse di una verità di fede. Dov’è allora la libertà del confronto e anche di dissentire su argomenti aperti alla discussione?
Personalmente, prima ancora di conoscere quanto pubblicato su Silere non posum, avevo letto direttamente su Repubblica (giornale che “per principio” non leggo) quello che mi è stato segnalato da una persona chiedendomi un parere sull’intervista rilasciata da una suora, definita ”teologa”, perché il contenuto lo aveva lasciato alquanto perplesso… Ho cercato di leggere quindi con attenzione dovendo rispondere in modo adeguato a chi mi aveva chiesto delucidazioni sull’argomento. E subito mi ha insospettito il titolo “si perpetua una discriminazione” e poi “frenata sul diaconato”, e di seguito, cito direttamente: “Sono sempre più convinta che sia un problema culturale più che teologico”, C’è dietro “l’idea che l’ordinazione riservata agli uomini sia l’ultimo baluardo della differenza di genere: finché c’è qualcosa che le donne non possono fare, si conserva l’unicità maschile -. qui si pretende che Gesù abbia salvato l’umanità perché maschio…:e avanti su questo tono. Mi fermo qui perchè penso che tutti l’abbiano letto. Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno preceduto nei commenti, ma personalmente non ho trovato niente di originale in quell’intervista, se non la ripetizione ad oltranza dei soliti argomenti “friti e rifritti”, che la teologa aveva già esposto in un suo precedente libro in cui sostiene la necessità di «smaschilizzare la Chiesa».
Io non sono né un teologo, né un biblista (e mi guardo bene dall’attribuirmi questo titolo), ma per quattro anni e poi altri due di specializzazione, ho studiato teologia sacramentaria e storia della Chiesa (e questo durante lo svolgimento del Concilio Vat. II° e negli anni successivi), e ho imparato che le fonti a cui attingere sono La Sacra Scrittura e la Tradizione: ora in nessuna di queste due fonti sicure si trovano degli indizi, anche minimi a cui appigliarsi, di un ordine diaconale, come sacramento, dato a donne. Ma questo non significa affatto che si tratti di una “discriminazione” o “una scelta culturale” o “un baluardo di difesa della differenza di genere”, fino ad arrivare ad affermare che “Gesù abbia solo voluto salvare i maschi”…affermazioni ridicole che una “teologa”, degna di questo nome, non può permettersi di affermare, per serietà professionale. Questi non sono argomenti con cui si deve difendere o proporre una tesi, se non perché, mancando idee sicure, si ricorre alle suggestioni di…moda.
Allora anche l’uomo di strada o il semplice buon cristiano che legge queste affermazioni su Repubblica (che va a nozze quando può pubblicare il dissenso su questioni, anche marginali come questa, all’interno nella chiesa), si chiede se i problemi urgenti della vita della chiesa siano quelli di mettere le donne attorno all’altare con” la stola traverso” o altri molto più impellenti e sono tanti, ma di cui non si parla.
Ma allora e lo chiedo a voi, come dovevo rispondere alla domanda che mi ha fatto quella persona? Che deve aprire gli occhi, aggiornarsi, che il mondo è cambiato e che anche la chiesa deve mettersi al passo coi tempi? Che purtroppo in Vaticano ci sono gli… “indietristi” che sono il “baluardo di difesa della differenza di genere”? e quindi sono contro il Concilio che “se ha ripristinato il diaconato permanente per uomini sposati”, non si può impedire che vi accedano anche le donne”? ecc…ecc…
Perciò torno all’equivoco inziale: perché la “teologa” può permettersi di criticare ma nessun altro può eccepire su quanto lei afferma, e salta fuori una schiera di sostenitori che accusano chi “osa” contraddire “la professoressa”: dov’è la libertà di potersi confrontare e anche di criticare certe affermazioni arbitrarie o perlomeno imprecise e personali. Anch’io e lo dico con chiarezza, non condivido quanto affermato in quell’intervista, perché sono frutto di una mentalità femminista influenzata da certe correnti di pensiero che vogliono indurre la chiesa a pensare come vogliono loro, frutto di una cultura che si respira nei circoli “radical chic” che sta influenzando certi settori della chiesa cattolica. (è quel “fumo di Satana” di cui parlava il Papa San Paolo VI°, che sta addormentando e avvelenando gran parte della Chiesa). Allora vorrei suggerire alla “teologa” e a tutti i suoi difensori e sostenitori del diaconato alle donne, di approfondire il significato della parola “diacono” e domandarsi: quante sono le persone che nella storia hanno vissuto questa dimensione sociale ed ecclesiale. La prima è Maria (di cui ieri abbiamo celebrato la sua Immacolata Concezione) che “conservava tutte queste cose e le meditava nel suo cuore”.: Lei è stata la prima “diaconessa” in senso pieno (speriamo che il cardinale prefetto della dottrina della fede non abbia qualcosa da ridire in merito), Nel vangelo è detto che “c’erano con Gesù e i suoi discepoli, alcune donne che li assistevano con i loro beni”, tra di esse la Maddalena, l’apostola degli apostoli. Nella chiesa, lungo i secoli troviamo: Santa Teresa d’Avila, Santa Caterina da Siena, Santa Teresa di Lisieux e Santa Ildegarda di Bingen. Aggiungiamo le fondatrici di ordini religiosi e movimenti fino a Santa Teresa di Calcutta e Chiara Lubich, tanto per fare solo qualche esempio. Queste sono state tutte “diaconesse” che hanno veramente dato un aiuto alla chiesa e alla comunità cristiana, ma non hanno mai pensato o desiderato di ricevere l’ordine diaconale… che non le avrebbe certo arricchite, anzi avrebbe sminuito il loro “essere quello che sono state”…
La chiesa, circa questo problema, un domani potrà pronunciarsi a favore o dire anche di No, portando però giustificazioni serie, non discriminanti, ma oggi chiede che non si perda tempo in discussioni inutili e sterili, fomentate da una mentalità malata di protagonismo e visibilità, e ci si concentri sulla situazione di una società “postcristiana” che non può essere affrontata e salvata con l’introduzione di sovrastrutture ma, come ci sollecita il Santo Padre Leone, a ritrovare l’unità della fede nella prassi pastorale e nella testimonianza della carità: “in illo uno unum”.
ho imparato che le fonti a cui attingere sono La Sacra Scrittura e la Tradizione: ora in nessuna di queste due fonti sicure si trovano degli indizi, anche minimi a cui appigliarsi, di un ordine diaconale, come sacramento, dato a donne.
Poi si ritrovano nei testi antichi testi di ordinazioni di diaconesse paralleli a quello del diacono maschio, per esempio nelle Costituzioni Apostoliche o nel Codice Barberini.
Gli armeni poi ordinano ancora oggi le diaconesse con lo stesso rito usato per gli uomini.
Quindi la questione è meno chiara di quello che sembra, ed è fuorviante per i primi secoli parlare di ‘ordinazione sacramentale’
Il testo della lettera aperta non si riferisce alla critica dei contenuti sostenuti dalla prof.ssa Pocher, ma alla denigrazione della sua persona. Il tema è quello dello stile di comunicazione nella Chiesa, niente di più niente di meno.
Piena solidarietà da parte mia a questa grande donna.
Vale la pena di dedicare attenzione a “Silere non possumus”, un sito di gente maldicente e in malafede, come posso attestare personalmente per esserne stato denigrato e calunniato?
L’attenzione è data alla persona della prof.ssa Pocher, al tema dell’accesso delle donne al diaconato, al modo in cui si comunica nella Chiesa – e più ampiamente al bersaglio vero e proprio dell’articolo denigratorio. Credo che ogni tanto si debba prendere la parola davanti a queste forme di comunicazione e di creazione dell’opinione nella Chiesa. Come ogni tanto non è cattiva cosa far sentire la solidarietà a una collega.
Sinceramente mi sembrate abbastanza ridicoli. ti hanno calunniato in malafede, hai denunciato? Immagino si 😂
Ho letto l’intervista rilasciata da Suor Pocher e da donna laica,credente e praticante ho condiviso pienamente ciò che dice e le osservazioni critiche che fa sulla chiusura al diaconato alle donne;per curiosità e per un minimo di informazione ho cercato e letto il commento che fa SILERE NON POSSUM,non ho conoscenze teologiche per giudicare le critiche che le vengono mosse ma da semplice donna/lettrice trovo inqualificabile che per argomentare e criticare si arrivi a toni tanto arroganti e offensivi…Mi chiedo sarebbero stati usati gli stessi toni se sul medesimo argomento e sullo stesso giornale ci fosse stato il commento di un teologo uomo? Grazie per l’iniziativa che sottoscrivo con convinzione! Nadia
Tutte dichiarazioni legittime tra l’altro molto diplomatiche
Commento di Anna Santoro:
Basta con questa violenza, per di più volgare e priva di reale conoscenza!
Da donna, cristiana, consacrata, missionaria e credente in un Dio amante, sottoscrivo ogni parola! Grazie del servizio!
Anna Santoro
Commento di Nicoletta Degli Innocenti:
Per quanto la mia firma valga poco (sono una semplice laica) desidero esprimere la mia solidarietà alla prof. Pocher e ribadire il concetto fondamentale che una qualunque discussione, e una discussione teologica ancora di più, non può in nessun caso includere la denigrazione dell’avversario.
Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere la mia opinione!
Nicoletta Degli Innocenti
Per essere obiettivi bisognerebbe avere la possibilità di leggere l’intervento della teologa, ma qui non è dato farlo per ovvi motivi di non riproduzione di articoli di giornale. Mi fa tuttavia molto piacere che il clima culturale sia cambiato a tal punto che oggi si possa manifestare apertamente stima per una persona attaccata per quello che pensa, dice e scrive. È indubbiamente un segno di civiltà.
L’articolo si può leggere in una delle pagine di Silere non ricordo se sito o social. Grillo non so perché mi ha bloccato come suo solito.
Piuttosto: ma Badilla scrive ancora da qualche parte?
Commento di Maddalena Celano
Riflessione Critica e Atto di Solidarietà
La mia posizione nei confronti dell’Istituzione Ecclesiastica è di assoluta e totale estraneità laica. Da parte mia non sussistono più legami di fede (me ne sono allontanata molti anni fa e non ho la benché minima intenzione di ritornarci); non sussiste da parte mia alcuna pratica religiosa, inclusa la frequentazione liturgica o la preghiera. Qualsiasi frequentazione del mondo cattolico, da parte mia, è interrotta. Qualsiasi mia interazione con gli ambienti ecclesiastici è circoscritta esclusivamente a esigenze di natura professionale o di studio.
È proprio da questa prospettiva esterna e critica che, dopo aver letto le affermazioni diffamatorie contenute nell’articolo dal titolo “Le bugie di suor Pocher…” pubblicato da Silere non possum, l’attacco personale rivolto a Suor Linda Pocher appare particolarmente riprovevole e alimenta un senso di profondo disgusto.
La critica mossa, focalizzata sulla sua asserita preferenza per “salotti e case editrici,” tradisce un tentativo mirato a delegittimare l’azione intellettuale della donna nella Chiesa. Non è una valutazione teologica, ma un attacco alla sua visibilità e alla sua competenza.
Una figura plurilaureata e impegnata nel dibattito, come Suor Pocher, ha il dovere di essere presente nei luoghi dove si modella la cultura e si forgia l’opinione. Suggerire che tali frequentazioni siano sintomo di “mondanità” o di ricerca di “appoggi” non è altro che un velo moralistico. Sotto questa patina, si cela la resistenza al fatto che una donna possa esercitare un ruolo di potere e influenza intellettuale, sottraendosi all’aspettativa di una femminilità religiosa destinata al silenzio e all’invisibilità.
La mia solidarietà a Suor Pocher, benché provenga da una posizione critica e non allineata all’istituzione, è totale. Essa si fonda sulla condanna inequivocabile di un metodo diffamatorio e sull’affermazione dei principi di meritocrazia e dignità intellettuale, che dovrebbero essere universali e inviolabili, a prescindere dal contesto ecclesiale.
Maddalena Celano
Ottima iniziativa. Mi sembra indispensabile reagire perchè le posizioni retrograde, becere, disinformanti, vanno ridotte. Ottima iniziativa. Ho sottoscritto con convinzione e con forza!