
Care sorelle e fratelli della diocesi di Hildesheim, cari collaboratori e collaboratrici, cari confratelli,
dopo la mia nomina a vescovo di Münster da parte di papa Leone XIV, desidero rivolgermi personalmente a tutti voi con questa lettera. Sono stato e sono tuttora lieto di essere vescovo di Hildesheim. Non mi è quindi affatto facile lasciare il ministero di vescovo di Hildesheim.
Durante i numerosi incontri nella diocesi ho percepito quanto molte persone si sentano legate a me. Non da ultimo, mi hanno commosso le numerose reazioni provenienti dalla diocesi dopo la mia elezione a presidente della Conferenza Episcopale, nelle quali era palpabile quanto mi sosteniate e mi appoggiate nel mio nuovo incarico.
Nonostante le diverse opinioni, spiritualità e impronte culturali, nella diocesi procediamo insieme in un clima di buona convivenza. Questo non è affatto scontato. Ne sono profondamente grato.
Capisco bene che molti siano ora tristi, forse anche delusi, per la mia partenza dalla diocesi. Non ho preso questa decisione a cuor leggero. Papa Leone e tutti i responsabili coinvolti hanno preso questa decisione conoscendo la mia situazione. In questa chiamata c’è una serietà alla quale non posso sottrarmi; chiedo quindi con insistenza la vostra comprensione.
Allo stesso tempo, so che la diocesi di Hildesheim è ben preparata ad affrontare tutti gli inevitabili cambiamenti e trasformazioni. Nelle comunità locali ho conosciuto negli ultimi anni molti volontari impegnati; nei team parrocchiali intercomunitari, nelle scuole, nella Caritas, nelle istituzioni e nell’amministrazione abbiamo collaboratrici e collaboratori a tempo pieno altamente competenti.
Gli organi a livello diocesano, che abbiamo riconfigurato negli ultimi anni, sono di sicura qualità. Sono inoltre certo che il Capitolo della Cattedrale organizzerà e gestirà in modo ottimale l’imminente vacanza della sede vescovile e la nuova elezione di un vescovo.
Spero di poter incontrare nuovamente molti di voi di persona nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, fino al momento dell’addio ufficiale. In ogni caso, ringrazio tutti voi per il vostro impegno, il vostro sostegno e la vostra passione.
In Cristo, rimaniamo uniti nella grande comunità della Chiesa. Con sincera gratitudine e cordiali auguri di benedizione, vostro
+ Heiner






Avrei pensato ad un messaggio spirituale di ringraziamento a Dio e ei ben3dizione ai fedeli della Dio esi. Sembra invece una lettera di avvicendamento di un amministratore…🤨
Non è né il primo né l’ultimo. Colpisce che si consideri un atteggiamento straordinario quello che, di per sé, è un semplice avvicendamento. Certamente il vescovo era superiore dehoniano e quindi i confratelli sono portati ad esaltare la persona, con sicure belle qualità. Non so se c’è in gioco anche un vanto narcisista, come è in auge da tempo nella Chiesa. Comunque sia gli auguro buon lavoro pastorale.
La vita della Chiesa è fatta anche di cose ordinarie, ma spesso significative. Non si tratta di esaltare la persona, ma di conoscenza dei contesti – ed è ovvio che non possiamo conoscerli tutti in prima persona o attraverso testimonianze dirette. Di quelli che conosciamo o ci vengono indicati da lettori e lettrici diamo volentieri informazione, come in questo caso. Non per narcisismo, ma per raccontare la vita delle Chiese.