
Dopo il decreto con cui don Massimo Biancalani era stato sollevato dalla rappresentanza legale della parrocchia di Vicofaro, e quello riguardante il suo trasferimento in un ufficio della curia diocesana di Pistoia, emanati dall’attuale vescovo mons. Augusto Mascagna, il prete aveva fatto ricorso alla Santa Sede. Quest’ultima ha confermato le scelte del vescovo, in una vicenda in cui tensioni pastorali e pressioni politiche si sono mischiate a tal punto tra di loro da rendere praticamente impossibile un discernimento evangelico rispetto a questa esperienza. Dopo l’esultanza di Salvini e dei rappresentanti locali della Lega, nella messa da lui celebrata nella parrocchia di Vicofaro domenica 23 agosto, mons. Mascagna ha detto quella che è probabilmente l’unica verità oggi disponibile: “Questa storia ha avuto un esito in cui abbiamo tutti perso” (Redazione).
Sono stato diverse volte a Vicofaro grazie all’invito dell’amico e collega Mauro Matteucci. Vi sono andato sempre per far qualcosa non certo in visita turistica. Ed è stata sempre una esperienza luminosa di straordinario insegnamento. Lì ho visto in atto il senso più autentico dell’ispirazione al Vangelo che non si occupa di categorie di appartenenza in base al passaporto e alle identità nazionali, ma guarda esclusivamente alla persona non per quello che crede o pensa o ha fatto ma per ciò che è e che aspira a diventare.
Se mi chiedete se vi era un po’ di confusione, certo che ve ne era come vi è nei luoghi dove la vita palpita di bisogni, di emergenze, di dolori, di nostalgie e anche di gioie, di solidarietà, di sogni e soprattutto di riconoscimento di dignità. Oggi si proclama la parrocchia come famiglia di famiglie, e per quelli che la famiglia non l’hanno più o l’hanno a decine di migliaia di chilometri c’è posto?
Parrocchia famiglia di famiglie ma poi la si vorrebbe linda, asettica e silenziosa come certe case perfette ma disabitate o come i corridoi e le sale di un obitorio. Ma per quel che ho capito il Cristo non abita in un cimitero anche se alcuni vorrebbero rinchiudercelo e confinarlo lì perché non faccia danni, perché si sa un Cristo che attraversa mercati e strade e che si china a rialzare coloro che sono stati fatti cadere e abbandonati rischia di sovvertire strutture sociali e codici di separatezza che tranquillizzano perfino molti ottimi cristiani, fedeli di una religione civile impeccabile che ha imparato a fare a meno del Vangelo e che dinnanzi alla ingiustizia sociale sistemica utilizza mille pretesti a cominciare dal culto dell’identità e della difesa dei confini nazionali.
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A Vicofaro ho visto un parroco come Massimo Biancalani che si è limitato a leggere e comprendere il Vangelo senza sonniferi e calmanti e invece di proporre un liturgismo appagante e disincarnato ha preso sul serio l’invito che il vescovo Romero fece nell’omelia della domenica prima di essere ammazzato: «E ora vi invito a guardare fuori da questa chiesa che cerca di essere il regno di Dio sulla terra e che pertanto deve illuminare le realtà che ci stanno attorno. Abbiamo avuto una settimana tremendamente tragica» e continuò con l’elenco degli assassinati dagli squadroni della morte organizzati dal Governo.
Biancalani e la sua comunità (certo non composta da atei devoti o da cattolici moderati) hanno compiuto questo atto di illuminare la realtà, atto che resta sempre rivoluzionario. Essi hanno avuto l’ardire di guardare fuori dal perimetro del tempio e si sono accorti che il mondo era messo male e che vi era bisogno di aprire le porte il luogo di chiuderle.
Hanno guardato fuori oltre le nebbie artificiali dell’incenso e hanno scorto tanti senza casa, senza un tetto, senza cibo, senza lingua italiana, senza diritti. Questo è stato il loro grave reato, orrore per i benpensanti ordinaria fedeltà al Vangelo per il Cristo.
Il fatto è che i benpensanti vorrebbero le chiese vuote, quasi deserte stanno infatti diventando, Biancalani ci ha fatto ritornare il Cristo ma questi non corrisponde all’immagine tranquillizzante, ieratica e trionfante che per secoli abbiamo costruito ponendola a servizio di un regime di cristianità e di un sempre nuovo costantinismo.
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Il numero degli accolti è stato eccessivo? Sarà anche così, ma il problema non è Massimo Biancalani e la sua pastorale, ma il perché le pubbliche istituzioni, i partiti politici, le comunità parrocchiali e quelle religiose non hanno fatto come lui e la sua comunità. Cosa avrebbe dovuto fare?
Mettere il cartello tutto esaurito come si fa negli alberghi o nei ristoranti? Dire “per voi che siete il Cristo non c’è posto”. Per anni la comunità è rimasta sola e questo ha permesso ogni sorta di aggressione e calunnia nella complessiva indifferenza, essa e divenuta segno di contraddizione di tutti i poteri intesi come dominio e interessati solo al consenso e a proclamarsi devoti di un cristianesimo senza Cristo.
Oggi in nome del diritto canonico Biancalani non è più parroco di Vicofaro e Ramini. Soddisfatti si dichiara che le parrocchie torneranno finalmente alla normalità della pastorale ordinaria. Ma cosa sarà questa pastorale? La semplice distribuzione a richiesta dei sacramenti, l’oratorio, il parroco funzionario del sacro?
Questo desiderano i benpensanti devoti al culto dell’indifferenza, tornare alla normalità mentre “fuori da questa chiesa” il mondo è in fiamme. Fossi in loro oggi mi preoccuperei molto dell’entusiasmo con cui il ministro Salvini e i suoi ascari hanno salutato la decisone che conferma l’allontanamento di Biancalani dalla parrocchia da lui definito con scherno “il prete dei clandestini”.
Perché ogni cristiano dovrebbe sapere che nessuno è clandestino alla vita e che quando Salvini e la Lega sono soddisfatti il fatto certo è che il Vangelo è negato.






Da sempre mi chiedevo perché molti vogliono venire da noi? l politicanti del nostro Paese anni fa si pronunciavano dicendo aiutiamoli a casa loro,….. non mi risulta che nessuno abbia fatto nulla di tanto dire. Nell’anno 2004 decido di andare a casa loro. Africa. Nella mia formazione scolastica vigeva l’insegnamento della lingua francese, così scelgo un Paese con tale lingua, Congo Brazeville città di Pointe Noire. Ci rimango per 3 settimane, mi comporto come un inviato speciale approfondendo tutte le tematiche, alla fine sono arrivato ad una determinazione, se io ero nato da quelle parti avrei fatto di tutto per venire in Europa. Di professione faccio l’architetto e come tale mi chiedo cosa posso fare? Il mio progetto. Guardando le coste dell’Africa poste di fronte al mediterraneo e alla tanto agognata Europa esempio golfo della Sirte o altra ubicazione. Proposta acquisto da parte dell’Europa di 40km lungo la costa e per la stessa profondità, 1600kmq su questo sedime e far partire la costruzione di una città. Creare un enclave europea con le nostre regole, cosi come nacque Hong Kong, enclave Inglese. Gli immigrati con la voglia di imparare a lavorare diventerebbero proprietari delle proprie abitazioni e terreni, multiproprietari dei vari servizi che la città ha bisogno per vivere e diventare autonoma. Ospedali, scuole, porti, aeroporti, chiese, attività sportive, artigianali, industriali ecc. L’impegno economico da parte dell’Europa è dare all’inizio l’intelligenza e la fornitura dei mezzi, i materiali e l’assistenza fino all’auto sufficienza. In una superficie tale si possono ospitare fino a 4.000.000 di abitanti.
Di questo mio progetto venti anni fa, ne ho parlato con la politica a tutti i livelli, con la Chiesa, non ho mai avuto una risposta, dopo venti anni la politica ha partorito le galere in Albania Bene i ragazzi dell’africa continueranno a fare di tutto per arrivare fino da noi, senza arte ne parte, mentre la città nascente sarebbe stata una scuola di lavoro di comunità per tutti.
Premesso che non avevo seguito più di tanto, facendo una ricerca mi sembra di aver capito che ci fossero due criticità.
In primo luogo la precarietà igienico sanitaria, e relativa alle norme di sicurezza, del posto.
In secondo luogo la perdita totale della originaria funzione parrocchiale dei locali.
Nella nostra diocesi la Caritas ha creato una struttura molto buona, compreso poliambulatorio totalmente gratuito (è gestito da ex primario di ginecologia in pensione, persona davvero molto competente) con i fondi della Cei. Accoglienza, alloggio, cibo, cure mediche. Insomma, al netto che gli abitanti protestano uguale, perchè i tempi sono quelli che sono, non mi sembra impossibile creare strutture di accoglienza che funzionino bene nel rispetto delle norme.
Si può dire tutto al Vaticano ma non che negli ultimi anni abbia avuto un atteggiamento di ostilità verso il tema dei migranti.
Apprezzo l’articolo. Questo governo, in particolare Salvini, ha impostato.la propria politica sul rifiuto degli immigrati. Gli iniziali Centri di Accoglienza, in cui si insegnavano italiano, leggi base, usi e costumi italiani per favorirne l’inserimento nella nostra società sono stati chiusi per volontà della Lega e sostituiti con specie di galere e col famoso vuoto centro in Albania. La maggior parte delle istituzioni locali si sono adeguate. Purtroppo, visto il caso Biancalani e non solo, la Chiesa nei fatti è venuta a patti con la politica. Aveva ogni possibilità di intervenire con concretezza per aiutare i ragazzi accolti a Vicofaro come pure quelli di Ramini, anche senza clamore, ma non ha fatto niente. Ha lasciato completamente solo don Massimo e i volontari che cristianamente cercavano di aiutarlo nell’assistenza. Una contraddizione enorme con i criteri del Vangelo, e spiace dirlo, insanabile.
Ecco la verità finalmente.
Parole sagge. In questa vicenda un laico-ateo illuminato come F. Guccini avrebbe detto: “Dio è morto”. Il Vangelo è stato calpestato da chi avrebbe dovuto testimoniarlo. Il samaritano non si limitò a dare le prime cure, ma soprattutto a provvedere a quanto necessario per la totale guarigione. Don Biancalani è stato lasciato solo in un opera più grande di lui di cui certamente non aveva i mezzi. Il degrado igienico-sanitario, l’assenza di sistemi di sicurezza e quant’altro dovevano certo essere una preoccupazione per il Don ma chi doveva aiutare ha voltato le spalle come proprio come il “sacerdote” e il “levita”. Don Biancalani (il samaritano) ha fatto tutto quello che poteva fare per aiutare il suo prossimo. Il suo esempio sarà un seme che germoglierà perché è vero che Dio a Vicofaro è morto ma è anche vero “Che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge, In ciò che noi crediamo, Dio è risorto, In ciò che noi vogliamo, Dio è risorto. Nel mondo che faremo Dio è risorto.”
Mi scusi, a Biancalani era stato detto che le strutture parrocchiali non erano in grado di accogliere tutte quelle persone, ma il reverendo é andato avanti per la sua strada creando la situazione problematica che anche lei riconosce.
Peró la colpa non é del don, ma di chi non lo ha aiutato a risolvere i casini che aveva creato (e che ha creato disagi infiniti sia agli ospiti che alla comunitá locale).
Quello che scrive è veramente talmente assurdo da farmi dubitare che lei davvero sia stato davvero a Vicofaro. Lei parla che certo c’era un po’ di “confusione”. Si vada a leggere i verbali dei Vigili del Fuoco e della ASL che hanno portato alla chiusura del centro. Narrano di una realtà orrenda, sporcizia indicibile e colonie di ratti. Ma la cosa peggiore era il rischio sistematico di incendio, vista la mancanza delle più elementari norme di sicurezza in tema di antincendio. Ancora peggio, aggiungevano i VV FF, che in caso di incendio poteva essere una strage, essendo ostruite tutte le vie di fuga da materiale vario. Vicofaro non era un centro di accoglienza ma un carnaio dove le persone venivano ammassate senza una regola con la conseguenza di risse continue tra gruppi appartenenti a diverse etnie , con numerosi episodi accoltellamenti. Vicofaro ha fatto solo danni a queste persone, avendo oltretutto contribuito con questa gestione scellerata all’aumento del razzismo e della diffidenza verso i migranti
Lei può dire ciò che vuole ma non può permettersi di insinuare che io non sia stato a Vicofaro e che quindi abbia fatto una affermazione menzognera.
Non è facile dare un giudizio sulla vicenda. Sicuramente molto problematica.
É strano che sia così cauta nel giudizio. Di solito i suoi giudizi morali sono perentori. Forse che c’è di mezzo la destra in questo caso?
O la non-sinistra
Battuta arguta.
Soprattutto ha perso Cristo. E di questo qualcuno dovrà rendere conto a Dio visto che se Salvini é felice si é evidentemente grattato la pancia al diavolo.
Il meglio é nemico del bene, questo ci ha insegnato Papa Francesco. Ma vedo che il decoro é ancora più importante delle persone e questo pensiero borghese non é cristiano. Gesù non era un borghese.
Sono tutti caritatevoli con le parrocchie, i quartieri e le case degli altri.
La parrocchia é la casa di tutti. Si legga Don Tonino Bello va là, che i poveri se li era portati in episcopio.
Una casa per tutti non è casa per nessuno. Non credo che Don Tonino Bello abbia ospitato centinaia di persone in condizioni precarie (perché è di questo che stiamo parlando: oppure, pur di andare contro il pericolosissimo nemico [la Destra, addirittura!] val bene anche ammucchiare le persone?). Accoglienza non è impilare le persone in ambienti ridotti, creando situazioni non solo di degrado, ma anche di pericolo (si legga il rapporto dei vigili del fuoco su Vicofaro). Ospitalità non è avere qualche africano da sbandierare (perché è a questo che siete arrivati, voi corifei di una sinistra senz’anima).
Fatto sta che mons. Tonino Bello é venerabile. Veda lei. E sa perché é venerabile? Perché invece di fare mille calcoli e poi non fare nulla come voi di destra, ha fatto qualcosa. Il meglio é nemico del bene. Dovrebbe essere la regola di ogni cristiano.
“Voi di destra” lo dice a qualcun altro. Tonino Bello è venerabile, Biancalani, fino a prova contraria, e malgrado lei, non lo è. Ma si rende conto che classifica come “mille calcoli” il mettere scriteriatamente in pericolo quelle stesse persone che, in teoria, si dice di voler ospitare?
Mi scusi lei ha tirato fuori la sinistra. Ho risposto per le rime. Quindi non faccia troppo il sostenuto e si legga quanto ha scritto Grazia. La verità é tutta lì.
“Il numero degli accolti è stato eccessivo? Sarà anche così, ma il problema non è Massimo Biancalani e la sua pastorale”
No, il problema é proprio il numero eccessivo di persone accolte, talmente eccessivo da rendere impossibile lo svolgimento delle normali attivitá parrocchiali, molte delle quali sono anche fonte di aggregazione e vita comunitaria. Farle saltare per trasformare la parrocchia in un campo profughi penso sia stato il motivo per cui tanti abitanti sono diventati ostili al progetto.
Accoglierne un numero minore per volta e integrarli nel tessuto sociale* sarebbe stato un progetto meno divisivo e probabilmente anche più efficace, e sarrebe stato un esempio da imitare, invece ha voluto strafare e ha dato materiale propagandistico a iosa ai razzisti.
Rimango poi basito dalla descrizione delle altre parrocchie come ‘linde, asettiche, silenziose’: fortunatamente non lo sono, ma sono luogo di rumore, festa e condivisione. E sono anche luogo dove si tenta di dare una mano alle persone in difficoltà, perché sfortunatamente non ci sono solo i migranti: anziani soli, persone abbattute da un lutto, gente con problemi familiari…
* come fanno senza far rumore molte parrocchie e anche singoli cristiani, spesso con successo
Guardi sarà come dice lei ma io non vedo nulla né a Milano dove vivo né nella mia parrocchia in Emilia da dove vengo. Tutto pulito e silenzioso e nulla più. Non so se in segreto il parroci fanno e aiutano. Ma farlo in segreto perché? Per paura dei benpensanti?
Il rumore invece andrebbe fatto.
Sono silenziose perchè per lo più vuote. Se non ci sono parrocchiani chi vuoi accogliere? Da noi funziona bene la caritas diocesana, e comunque si può contribuire anche privatamente.
Penso che quello che dice Gesù in Mt 6,1-4 sia la ragione della non pubblicità…
Poi molte delle persone con problemi vari spesso fanno anche fatica a chiedere aiuto perchè si vergognano, figurarsi se mettiamo i loro problemi sulla pubblica piazza!
Complimenti per l’articolo. In questi giorni mi domandavo come, nelle omelie, commenteranno il brano di Matteo sui criteri del giudizio finale dopo questa vicenda. Senza contare che anche il buon samaritano si trovera’ spaesato e senza “lavoro” nelle nostre parrocchie dedite ad una pastorale ordinaria tanto cara al Dicastero per il clero.