
Nel contesto contemporaneo, segnato da profonde trasformazioni geopolitiche e culturali, il dialogo tra cristiani e musulmani rappresenta una delle sfide più rilevanti per le religioni e per le società pluralistiche.
In questo quadro si colloca l’iniziativa “Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi”, promossa dall’Arcidiocesi di Lucca e la Fondazione Metamorfosi ETS insieme a numerose istituzioni culturali e accademiche che hanno concesso il Patrocino a tale progetto, tra le quali il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, il Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove chiese particolari), e le associazioni musulmane italiane Coreis, Ucoii, Cii. Numerose sono le persone che formano il Comitato d’Onore e il Comitato Scientifico, che avvalorano lo spessore culturale ed ecclesiale del progetto (cf. il programma delle iniziative).
Il progetto propone una mostra con un percorso storico e teologico che collega due momenti emblematici della storia dei rapporti tra le due tradizioni religiose: da un lato l’opera dello studioso lucchese Ludovico Marracci (1612-1700), autore della prima traduzione filologica integrale del Corano in latino; dall’altro il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi nel 2019 da Papa Francesco e dal grande imam di al-Azhar Ahmad al-Tayyeb.
Questa prospettiva permette di rileggere la storia del rapporto tra cristiani e musulmani non soltanto come una successione di conflitti religiosi e politici, ma anche come un lungo processo di conoscenza reciproca, nel quale lo studio dei testi, la riflessione teologica e le trasformazioni ecclesiali hanno progressivamente aperto nuove possibilità di dialogo.

Marracci e lo studio del Corano nell’Europa moderna
Il primo polo simbolico del percorso proposto da “Coranica” è rappresentato dalla figura di Ludovico Marracci, religioso dell’Ordine della Madre di Dio e docente di lingua araba presso il Collegio della Sapienza a Roma. Dopo oltre quarant’anni di lavoro filologico, egli pubblicò nel 1698 a Padova il monumentale Alcorani Textus Universus, opera che presentava il testo arabo del Corano, la traduzione latina e un ampio apparato critico.
L’opera si inseriva in una tradizione europea di studio dell’islam che risaliva almeno al XII secolo, quando l’abate Pietro il Venerabile promosse la prima traduzione latina (anche se non integrale) del Corano realizzata da Roberto di Ketton nel 1143. Tuttavia, il lavoro di Marracci segnò un passaggio decisivo per il rigore filologico con cui il testo coranico veniva analizzato e commentato.
Il suo intento rimaneva in larga misura apologetico: l’autore concepiva la traduzione come strumento per confutare l’islam. Nondimeno, il metodo adottato – fondato sulla conoscenza diretta della lingua araba e sul confronto con i commentatori musulmani – contribuì a porre le basi di un approccio più scientifico allo studio del Corano.
In questa prospettiva, Marracci rappresenta una figura di transizione: ancora inserito nel clima polemico della controversia religiosa dell’età moderna, ma già protagonista di quella stagione erudita che avrebbe dato origine all’orientalistica moderna.
Molto di più di un altro approfondimento su Marracci
Nel corso degli ultimi decenni, la figura di Ludovico Marracci è stata oggetto di una rinnovata attenzione da parte della ricerca storica e islamologica, come testimoniano alcuni importanti convegni scientifici dedicati alla sua opera e al suo contributo allo studio del Corano in Europa.
Un primo momento significativo fu il convegno internazionale svoltosi a Padova nel 1998, organizzato in occasione del terzo centenario della pubblicazione dell’Alcorani Textus Universus (1698). L’incontro riunì storici delle religioni, orientalisti e filologi, mettendo in luce il ruolo di Marracci nella nascita dell’orientalistica moderna e nel passaggio da una conoscenza polemica dell’islam a un approccio più rigorosamente filologico allo studio delle fonti islamiche (Il Corano. Traduzioni, traduttori e lettori in Italia, 2000).
Un secondo momento di riflessione si ebbe nel 2012, anno del quarto centenario della nascita dello studioso lucchese, quando furono promossi due convegni complementari: uno a Lucca, città natale di Marracci, e uno a Roma, dove egli aveva svolto gran parte della propria attività accademica e istituzionale, anche in relazione alla Congregazione di Propaganda Fide. Questi incontri permisero di approfondire non solo l’aspetto filologico della sua opera, ma anche il contesto ecclesiale e culturale in cui maturò la sua ricerca, evidenziando il rapporto tra studi orientalisti, missione cattolica e controversia teologica con l’islam nell’età moderna (Il Corano e il Pontefice. Ludovico Marracci fra cultura islamica e Curia papale, 2015),
Più recentemente, un ulteriore convegno internazionale si è svolto nel 2024 a Roma, rilanciando il dibattito storiografico su Marracci alla luce degli sviluppi contemporanei degli studi islamici e del dialogo interreligioso. In quell’occasione, studiosi provenienti da diverse discipline – storia della Chiesa, islamistica, filologia araba e teologia delle religioni – hanno riletto la figura del religioso lucchese non soltanto come autore di una monumentale traduzione del Corano, ma anche come protagonista di una fase cruciale nella storia dell’incontro intellettuale tra Europa cristiana e mondo islamico, come analizzato dal progetto di ricerca The European Qu’ran. In questo senso, tali convegni hanno contribuito a collocare l’opera di Marracci entro una prospettiva più ampia, che collega la nascita degli studi europei sul Corano con le attuali prospettive del dialogo islamo-cristiano (The Qur’an in Rome: Manuscripts, Translations, and the Study of Islam in Early Modern Catholicism, 2024)
Islam e cristianesimo nei testi sacri
La possibilità di un dialogo tra le due tradizioni religiose trova un fondamento significativo anche nei rispettivi testi sacri.
Nel Corano si incontrano infatti numerosi riferimenti positivi ai cristiani e alla figura di Gesù. Un passo spesso citato nel dialogo interreligioso afferma: «Troverai che i più vicini nell’affetto ai credenti sono coloro che dicono: “Noi siamo cristiani”» (Corano 5,82).
In un altro versetto si invita esplicitamente al dialogo teologico tra le comunità religiose: «Dite: “O Gente della Scrittura, venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo altri che Dio”» (Corano 3,64).
Anche la tradizione cristiana antica, pur segnata da un contesto storico differente, offre spunti interessanti per comprendere l’atteggiamento dei cristiani nei confronti dell’islam nascente. Uno dei primi autori a confrontarsi con la nuova religione fu Giovanni Damasceno (VII-VIII secolo), il quale descrisse l’islam come una forma di eresia cristiana nel suo De haeresibus. Sebbene la sua interpretazione sia fortemente polemica, il testo testimonia il primo tentativo sistematico di comprendere teologicamente il fenomeno islamico.
Più tardi, nel XIII secolo, figure come Francesco d’Assisi offrirono un esempio diverso di relazione con il mondo musulmano. Il celebre incontro con il sultano al-Malik al-Kamil durante la Quinta Crociata (1219) è spesso ricordato come uno dei primi gesti simbolici di dialogo spirituale tra cristiani e musulmani.
Il cambiamento di paradigma del Vaticano II
Nel mondo cattolico una svolta decisiva nei rapporti con l’islam si verificò con il Concilio Vaticano II (1962-1965). In particolare, la dichiarazione Nostra aetate segnò un cambiamento radicale nell’atteggiamento della Chiesa verso le religioni non cristiane. Il documento afferma: «La Chiesa guarda anche con stima i musulmani, che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente» (Nostra aetate, 3).
Per la prima volta in un documento magisteriale di tale importanza veniva riconosciuta la vicinanza monoteistica tra cristianesimo e islam e si invitavano i fedeli delle due religioni a collaborare «per la difesa e la promozione della giustizia sociale, dei valori morali, della pace e della libertà».
Questo cambiamento di paradigma inaugurò una nuova stagione di dialogo teologico e culturale, sviluppata nei decenni successivi attraverso iniziative accademiche, incontri interreligiosi e istituzioni dedicate allo studio dell’islam.
Abu Dhabi e la fraternità umana
Uno dei momenti più significativi di questo percorso è rappresentato dalla firma del Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, avvenuta ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019.
Il testo, sottoscritto da Papa Francesco e dal grande imam Ahmad al-Tayyeb, afferma che le religioni non devono mai essere utilizzate per giustificare violenza o terrorismo e invita i credenti a riconoscersi reciprocamente come fratelli. In uno dei passaggi più significativi si legge: «La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare».
Il documento propone quindi una visione del dialogo interreligioso non limitata al piano teorico, ma orientata alla costruzione di una fraternità concreta tra le comunità religiose.
Coranica: Giornata di studio e dialogo del 21 marzo 2026
All’interno dell’iniziativa “Coranica”, un momento centrale è rappresentato dalla Giornata di studio e dialogo del 21 marzo 2026 a Lucca, pensata come spazio di confronto accademico e interreligioso.
La giornata riunisce studiosi di storia delle religioni, teologi, esperti di islamistica e rappresentanti delle comunità musulmane presenti in Italia. L’obiettivo è riflettere sul significato storico e culturale dell’opera di Marracci e, allo stesso tempo, interrogarsi sulle prospettive del dialogo islamo-cristiano nel contesto contemporaneo. Sono previste tre sessioni e una tavola rotonda: 1) Ludovico Marracci, un lucchese, l’arabo e l’Islam, con relazioni di Luigi Piccolo e Wasim Salman; 2) Cristiani e musulmani dal Marracci al Documento di Abu Dhabi, con relazioni di Anna Canton, Michael Louis Fitzgerald e Pietro Lorenzo Maggioni; 3) Il Corano, dal Marracci ai nostri giorni, con relazioni di Federico Stella, Valentino Cottini e Nadjia Kebour.
Accanto alla dimensione accademica, la giornata include momenti di testimonianza e confronto tra credenti delle due tradizioni religiose, in linea con lo spirito del Documento sulla fratellanza umana.
In questo modo, l’evento intende mostrare come lo studio storico e filologico dei testi sacri possa diventare anche un’occasione concreta di incontro e di reciproca comprensione.
La Tavola Rotonda, infatti, sarà occasione di dialogo tra esponenti delle principali associazioni musulmane italiane: Massimo Abdallah Cozzolino (Cii), Yahya Pallavicini (Coreis), Izzeddin Elzir (Ucoii), esperti di dialogo interreligioso: Michael Louis Fitzgerald e Renata Bedendo, esperti in diritto come Giuseppina Scala e in filosofia come Adriano Fabris. Questa conversazioni sarà moderata dalla prof.ssa Luisa Locorotondo, incaricata regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Toscana.
Si tratta della prima volta nella storia che a Lucca viene vissuta una tavola rotonda di dialogo tra cristiani e musulmani, con rappresentanze nazionali.
Le Schede per conoscere l’Islam (CEI-PISAI, 2025)
Un utile strumento di approfondimento nel contesto italiano del dialogo islamo-cristiano è rappresentato dalle “Schede per conoscere l’Islam”, elaborate congiuntamente dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI).
Si tratta di una serie di brevi dossier tematici pensati soprattutto per operatori pastorali, insegnanti, studenti e quanti desiderano avvicinarsi alla religione islamica con criteri di rigore scientifico e di correttezza teologica. Le schede affrontano in forma sintetica ma documentata alcuni nodi fondamentali della tradizione islamica: la figura del profeta Muhammad, la struttura del Corano, i cinque pilastri dell’islam, la varietà delle correnti teologiche e giuridiche, nonché il rapporto tra religione, società e politica nei diversi contesti storici.
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa non è soltanto informativo, ma anche formativo: offrire strumenti affidabili per superare stereotipi e semplificazioni, favorendo una conoscenza dell’islam fondata sullo studio delle fonti e sull’ascolto delle tradizioni interpretative musulmane. In questo senso, il lavoro congiunto di Cei e Pisai si inserisce pienamente nella prospettiva aperta dal Concilio Vaticano II, che invita i cristiani a promuovere una conoscenza più profonda delle altre religioni come base indispensabile per un dialogo autentico e rispettoso.
La mostra come strumento di conoscenza e dialogo
La mostra “Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi” è uno strumento per far conoscere le Schede CEI-PISAI, e propone un percorso storico e culturale dedicato alla conoscenza dell’Islam e al dialogo tra cristiani e musulmani. Attraverso circa trenta pannelli illustrati, l’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio che parte dal lavoro dello studioso lucchese Ludovico Marracci – autore della prima traduzione integrale del Corano in una lingua occidentale nel XVII secolo – fino alle prospettive contemporanee del dialogo interreligioso, simbolicamente rappresentate dal Documento sulla Fratellanza Umana firmato ad Abu Dhabi nel 2019.
La mostra intende favorire una conoscenza approfondita e libera da stereotipi, offrendo strumenti culturali utili per comprendere la storia, la spiritualità e le relazioni tra le due tradizioni religiose.
Il percorso espositivo è organizzato in cinque sezioni tematiche:
- Conoscere l’Islam – una sezione dedicata ai fondamenti della religione islamica, alla figura del Corano e agli elementi principali della fede e della cultura musulmana
- Cristiani e musulmani nella storia – uno sguardo ai rapporti storici tra le due comunità religiose, tra incontri, conflitti e scambi culturali nel corso dei secoli.
- L’orientalistica e Ludovico Marracci – approfondisce la figura dello studioso lucchese e il suo lavoro pionieristico nello studio del Corano e dell’Islam in Europa.
- Cristiani e musulmani in cammino verso il dialogo – racconta il progressivo sviluppo del dialogo interreligioso, soprattutto a partire dal Novecento.
- Cristiani e musulmani in Italia – una riflessione sul presente e sulla convivenza tra le due comunità nel contesto italiano contemporaneo.
La mostra si presta a essere allestita nelle scuole di ogni ordine e grado, in biblioteche, università, centri culturali, conventi e monasteri, come proposta culturale di formazione al dialogo.
Il cammino continua
Il percorso simbolicamente tracciato dal Marracci ad Abu Dhabi evidenzia come la storia dei rapporti tra cristianesimo e islam sia attraversata da tensioni e incomprensioni, ma anche da momenti significativi di dialogo e collaborazione.
Se l’opera di Ludovico Marracci testimonia la nascita di uno studio filologico rigoroso del Corano nella cultura europea, il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune rappresenta uno dei tentativi più espliciti, nel mondo contemporaneo, di fondare teologicamente e culturalmente una cooperazione tra credenti di diverse religioni.
In questa prospettiva, iniziative come “Coranica” non sono soltanto eventi culturali, ma contribuiscono a mantenere viva la memoria storica di un cammino di dialogo che, iniziato secoli fa, continua oggi a rappresentare una delle sfide più importanti per le religioni nel mondo globale.
Per approfondire
- Su Marracci
Bevilacqua Alexander, “The Qur’ān translations of Marracci and Sale”, Journal of the Warburg and Courtauld Institutes 76 (2013), 93-130.
Borrmans Maurice (et alii eds.) Il Corano traduzioni, traduttori e lettori in Italia, Milano: IPL 2000.
—, “Ludovico Marracci et sa traduction latine du Coran”, Islamochristiana 28 (2002), 73-86.
D’Errico Gian Luca (ed.), Il Corano e il pontefice. Ludovico Marracci fra cultura islamica e Curia papale, Roma: Carocci editore 2015.
Levi della Vida Giorgio, “Ludovico Marracci e la sua opera negli studi islamici”, in G. Levi della Vida, Aneddoti e svaghi arabi e non arabi, Milano – Napoli: Ricciardi 1959, 193-210.
Malvezzi Aldobrandino, L’Islamismo e la Cultura Europea, Roma: Libreria Editrice Aseq 2017.
Nallino Carlo Alfonso, “Le fonti arabe manoscritte dell’opera di Ludovico Marracci sul Corano” in C. A. Nallino (ed.), Raccolta di scritti editi ed inediti. Vol. II, Roma: Istituto per l’Oriente 1940, 90-134
Pedani Maria Pia, “Ludovico Marracci e la conoscenza dell’Islam in Italia”, Campus Maios: Rivista di Studi Camaioresi 2004, 6-23.
—, “Intorno alla questione della traduzione del Corano”, in Liliana Billanovich – Pierantonio Gios (a cura di), Gregorio Barbarigo patrizio veneto vescovo e cardinale nella tarda Controriforma (1625-1697). Atti del convegno di studi Padova 7-10 novembre 1996, Padova: Istituto per la storia ecclesiastica padovana 1999, I, 353-365.
Stella Federico – Tottoli Roberto, The Qur’an in Rome. Manuscripts, translations, and the study of Islam in early modern Catholicism, Berlin – Boston: De Gruyter 2024.
- Sul dialogo tra cristiani e musulmani
Ambrogio Bongiovanni, La Croce e l’Islam. Sfide e riflessioni per l’incontro tra cristiani e musulmani, Emi, Bologna 2024.
Felix Körner, Religione politica. Come cristianesimo e islam configurano il mondo, Queriniana, Brescia 2023.
Pierre Claverie, Un vescovo racconta l’islam, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2018.
Fadi Daou – Nayla Tabbara, L’ospitalità divina e la fraternità umana, Qiqajon, Bose 2022.
Adnane Mokrani – Brunetto Salvarani, Dell’umana fratellanza e altri dubbi, Edizioni Terra Santa, Milano 2021.
Michael Louis Fitzgerald, Lodate il nome del Signore. Meditazione sui nomi di Dio nel Corano e nella Bibbiai, Qiqajon, Bose 2017.
Christian de Cherghé, Più forti dell’odio, Qiqajon, Bose 2010.
Christian W. Troll, Domande islamiche, risposte cristiane, Queriniana, Brescia 2010.
Christian W. Troll, Distinguere per chiarire. Come orientarsi nel dialogo cristiano-islamico, Queriniana, Brescia 2009.
Adel Theodor Khoury, Vivere in pace con i musulmani. Potenziali di pace nell’islam, Queriniana, Brescia 2004.
Augusto «Tino» Negri, Cristiani e musulmani. Fratelli in dialogo, Effatà, Torino 2025.





