Grecia: panorama postelettorale

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2019: Nuova Democrazia (ND) è al primo posto con il 39,85% e 158 seggi. Al secondo posto la coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) con il 31,53% e 86 seggi. Al terzo posto si situa il Movimento di Cambiamento (Pasok) con l’8,10% e 22 seggi, mentre, al quarto, il Partito Comunista di Grecia con il 5,30% e 15 seggi. In quinta posizione figurano: Soluzione Ellenica con il 3,70% e 10 seggi e il Fronte della Disobbedienza Realistica Europea con il 3,44% e 9 seggi (“Mera 25” di Varufakis tanto per capirci!).

Le elezioni del 21 maggio 2023 si sono tenute con il sistema elettorale “proporzionale semplice”, basato sulla legge elettorale varata nel 2016 dal governo formato da Syriza (sinistra) con l’appoggio di Anel (=Greci Indipendenti, estrema destra).

L’obiettivo di Tsipras (Syriza) era di essere votato dai 2/3 del Parlamento, vale a dire insieme con i partiti all’opposizione, cioè Potami (= “Fiume”, partito che si professava del centro liberale) e Pasok.

Questa legge elettorale era stata votata per essere applicabile già nelle elezioni del 2019. La “proporzionale semplice” era un cinico stratagemma per tornare al potere dopo una pausa di quattro anni trovando nuovi partner elettorali. Alla fine, Tsipras non è riuscito a imporsi nelle elezioni del 2019 e solo a fare azioni di disturbo in quelle di quest’anno.

Secondo la legge elettorale del 2016, ai partiti che superano la soglia del 3% vengono assegnati proporzionalmente 285 dei 300 seggi del Parlamento in base alla percentuale proporzionale dei loro voti. Altri 12 seggi vengono assegnati come “bonus” al primo partito e i restanti tre seggi sono decisi dai risultati delle votazioni che, per la prima volta, vengono effettuate dai greci all’estero.

I risultati del 21 maggio 2023: ΝD (Centrodestra): 40,79%, Syriza (Sinistra): 20,07%, Pasok (Socialdemocratici): 11,45%, ΚΚΕ (Partito Comunista Greco): 7,23%, ΕL.LΥ. (Soluzione greca, a destra del centro destra… gli aderenti a questo partito non vogliono essere etichettati come estrema destra, minacciando ricorsi ai tribunali. Si professano patrioti): 4,45%. Sono rimasti fuori dal Parlamento alcuni piccoli partiti per un totale di 16,01%.

Non potendo formare Governo, si è dovuto procedere ad una seconda tornata elettorale, il 25 giugno, dove si è votato con il “sistema proporzionale rafforzato”, che era stato votato dal Parlamento nel 2020. In questo caso, il primo partito, se ottiene più del 25%, riceve un “bonus” di 20 seggi, che aumentano in base alla percentuale, con un massimo di 50 seggi se la sua percentuale sale al 40%.

I risultati del 25 giugno 2023: Nuova Democrazia: 40,55%, 158 seggi, Syriza: 17,84%, 47 seggi, Pasok: 11,85%, 32 seggi, ΚΚΕ: 7,69%, 21 seggi, Spartani: 4,44%, 12 seggi, Εlliniki Lysi-Kyriacos Velopulos, (Soluzione Greca): 4,44%, 12 seggi, Νiki (Vittoria): 3,69% e Pleusi Eleutherias (Rotta di Libertà – Konstantopoyloy): 3,17%, 8 seggi.

Ci siamo imbarcati in questa storia di numeri e di percentuali per mostrare il progressivo avanzare di Kyriakos Mitsotakis che ha portato il distacco, rispetto a Syryza, dal -7,36 % del settembre del 2015 al + 22,5% del 25 giugno 2023 e ad essere maggioranza in tutte le periferie elettorali. Impressiona il fatto che abbia conquistato tutte le periferie di Creta che, tradizionalmente, sono delle roccaforti del Centro sinistra e della sinistra. Solo in una regione, la Rodopi Thracia (nord-est), dove il consolato turco ha un influsso determinante, Syriza è arrivato primo.

La Nuova Democrazia

Cosa ha portato Nuova Democrazia ad una vittoria così schiacciante? Il governo di Kyriakos Mitsotakis, durante il suo mandato dal 2019 al 2023, ha dovuto affrontare tre crisi del tutto imprevedibili e su larga scala: la crisi delle immigrazioni, la pandemia di coronavirus e la crisi energetica come conseguenza dell’invasione illegale dell’Ucraina da parte della Russia. E, come conseguenza di queste crisi, si è trovato di fronte ad un aumento galoppante dell’inflazione con l’ascesa delle bollette energetiche. Ha dovuto quindi prendere alcune misure per rimettere in sesto un’economia disastrata. Come se non bastasse, ha dovuto affrontare una crisi dell’ultimo minuto: il disastro ferroviario in zona Tembi, qualche mese prima delle elezioni, che le opposizioni hanno cercato in tutti i modi di strumentalizzare per il loro tornaconto.

Nel bel mezzo della crisi, Mitsotakis e Nuova Democrazia sono riusciti a ridurre il carico fiscale di tutti i contribuenti e delle imprese fin dal primo anno di governo e ad avviare uno sviluppo economico sostenibile in base al Piano nazionale di sviluppo e stabilità (programma Grecia 2.0).

Quest’ultimo è uno dei maggiori successi del governo. Esso riguarda principalmente l’economia, ma anche lo sviluppo delle nuove tecnologie e delle competenze digitali. Ha avviato, con grande successo, l’enorme progetto di trasformazione digitale del Paese che, secondo i suoi piani, sarà portato a termine nel secondo mandato, grazie sempre al programma Grecia 2.0.

Un’altra importante conquista del governo Mitsotakis è la riduzione della disoccupazione. Va anche sottolineato che le promesse con le quali Kyriakos Mitsotakis ha affrontato le tre sfide elettorali sono state fatte dentro i limiti della logica del senso comune e con dati alla mano, a differenza dei suoi oppositori, le cui promesse pre-elettorali non avevano alcuna logica in tema di fisco.

Con questo atteggiamento responsabile, Mitsotakis ha dimostrato la serietà della proposta politica di Nuova Democrazia e l’irresponsabilità dei suoi oppositori, che, ancora una volta, lo hanno osteggiato proponendo una politica distruttiva e irresponsabile e anche con invettive al limite della volgarità.

La Fondazione Konrad Adenauer di Atene (Rappresentanza per la Grecia e Cipro), in una prima valutazione delle elezioni del 25 giugno 2023, firmata dal suo direttore, Marian Wedt, individua le ragioni del successo elettorale di Kyriakos Mitsotakis nei punti seguenti: Mitsotakis e ND hanno avvicinato un ampio strato di elettori, che spazia sino al centro-sinistra, presentando proposte operative concrete con posizioni conservatrici, socialmente ed economicamente liberali:

  • Proposte liberali per l’economia: riforma fiscale e riduzione dei contributi, digitalizzazione e semplificazione dell’amministrazione, apertura agli investimenti esteri. La Grecia adesso si trova in una traiettoria economica ascendente con una crescita economica del 3-5% (sopra la media europea) e sta tornando sui mercati finanziari internazionali. Infine, ha lavorato per una grande riduzione della disoccupazione.
  • Proposte per il sociale: aumento graduale del salario minimo da 780 a 950 euro con l’obiettivo di aumentare il reddito medio da circa 1.170 euro di oggi a 1.500 euro. Aumento delle pensioni tra il 3-4%. Aumento salariale per i dipendenti statali.
  • Proposte conservatrici: garanzia di sicurezza interna ed esterna. Ampliamento delle strutture di protezione delle frontiere sull’Evros (che ha avuto grande accoglienza nei comizi), controlli severi su chi non ha il permesso di entrare nel Paese, procedure hotspot, una posizione netta contro le minacce della Turchia, ma con toni moderati. Sforzo di accrescere il prestigio della Grecia nel mondo.

Mitsotakis ha creato intorno alla sua persona e alla ND un alto valore culturale che consiste nel non utilizzare la vita politica per prendere di mira sino allo sterminio morale chi non è d’accordo. L’aria che si respira nella ND di Mitsotakis va dalla sinistra dell’estrema destra alla destra estrema della sinistra. Questi cittadini sono stati chiamati “fronte della ragione” ma da Syriza sprezzantemente definiti «centristi estremi». Una parte importante della società greca ha reagito al discredito della ragione, all’appiattimento della società e dei valori e allo spirito di divisione che hanno prevalso nel paese dopo il 2010.

Il 10 gennaio 2016, quando Mitsotakis, contro ogni pronostico è stato eletto presidente di Nuova Democrazia, il Paese era appena uscito dalla traumatica era dei “memorandum” del 2015, e si era all’apice dell’era della tossicità, della divisione, dei tribunali popolari e dell’imperversare delle accuse di ogni genere secondo la logica del “butta fango e qualcosa sempre resterà attaccato”.

Il governo Syriza (sempre in buona compagnia con il partito degli Indipendenti Greci, partito di estrema destra che andava a pari passo nella parola non solo tossica ma anche oscena) mirava a distruggere le personalità politiche insieme ai loro familiari scagliando accuse senza badare alla loro verità, allestendo tribunali “popolari”…

Di fronte a tutto questo, molte persone hanno sentito il bisogno di resistere allo stile “della prima sinistra al governo” – era il motto compiaciuto di Tsipras – e del cosiddetto “primato morale della sinistra” non meglio specificato. Purtroppo, questo era, sino a poco tempo fa, lo stile del comportamento (quasi messianico) di Tsipras e compagni, espresso nel populismo, nella cruda demagogia e nel tentato annientamento morale (non aveva difficoltà a strumentalizzare perfino la giustizia!) nei riguardi di tutti coloro che dissentivano o disturbavano. A questo stile ha reagito la gente, che mai si sarebbe aspettata di vedere che tutto questo potesse succedere sotto l’ombrello e in nome della sinistra.

Tutta questa gente aveva della sinistra un’alta considerazione. Sono i giovani democratici di sinistra degli anni ’60 e ’70 e, in molti casi, i loro figli. Una generazione di sinistra (allora giovane, ora anziana) aperta alle correnti più progressiste del tempo di allora e di adesso e soprattutto aperta al dialogo. Persone che accettano il punto di vista contrario e credono che esso debba essere tutelato, senza imbandire processi accusatori.

Sono strani questi centristi, centrosinistra e veterani del KKE Esoteriko (partito è nato dalla scissione dal KKE, partito comunista greco, rivendicando la sua autonomia e indipendenza da Mosca)! Mitsotakis ha portato e tenuto nel partito persone che danno grande importanza al modo di governare con un comportamento politico aperto ai valori quotidiani. Nel suo governo ha chiamato e ha dato posti di grande responsabilità a persone di questa area.

Il Pasok

Questo partito ha avuto il suo momento di gloria, dopo aver pagato l’epoca dei “memorandum”. Pian piano è arrivato all’attuale 11,85%, di poco inferiore al 17,84% odierno di Syriza.

Il nuovo assetto dei quadri del Pasok, prima della sera del 21 maggio, puntava ad un risultato elettorale degno del suo passato glorioso cioè ad un numero a due cifre, e, se possibile, ad essere la terza forza politica che avrebbe determinato il formarsi di un governo il quale, con la sua presenza, avrebbe inciso nel suo operato in modo determinante.

Il ricordo di essere stato un partito di governo, imperante ai tempi di A. Papandreu, è ancora adesso nei suoi pensieri, ma si è lasciato andare ad alcune espressioni di arroganza. La gente però si ricordava delle malefatte e del proverbiale detto di Giorgio Papandreu (figlio di A. Papandreu) che con il suo slogan “I soldi ci sono!” – gridato durante la campagna elettorale – li aveva portati dritti dritti all’“amorevole abbraccio” con il Fondo Monetario Mondiale…

Se i suoi nuovi quadri non avessero mostrato segni di arroganza e fossero stati più chiari sul da farsi dopo le elezioni, forse avrebbero ottenuto risultati migliori. Purtroppo si erano focalizzati sul problema se andare o no al governo con ND o con Syriza. A risolvere il loro problema, con loro grande dispiacere, ha provveduto Mitsotakis con la sua maggioranza assoluta.
Nel Pasok, tuttavia, hanno festeggiato per i piccolo distacco rispetto a Syriza e sperano molto presto di guadagnare il secondo posto. Guardano con speranza al rientro di molti quadri e di quelli elettori che, in massa, nel passato sono emigrati nel Syriza. Se non cadrà di nuovo nel laicismo di un tempo, imperante nel suo interno, se riuscirà a presentare un volto di seria socialdemocrazia e resistere a tutti i tipi di sirene del populismo, credo che il Pasok in prospettiva, in un non lontano futuro, sarà giudicato per la sua capacità di esprimere autenticamente la tendenza della socialdemocrazia liberale europea nel nostro paese.

Gli altri partiti

Il Partito Comunista Greco. È un partito “vintage” di vecchio stampo comunista, che con la sua dogmatica di stampo marxista (qualche tempo fa ha riabilitato Stalin), ha raggiunto il 7,69% e ha così guadagnato qualcosina dal crollo di Syriza, dato che il suo standard sta tra il 5 e il 6%. Si deve riconoscere che ha avuto una “parola sobria”, lontanissima da ogni forma di decadenza. Critica dura ma non volgare come Syriza… Vorrebbe qualcosa di più, ma è il partito del tempo che fu.

Nel prossimo parlamento è entrata l’estrema destra, nelle sue varie declinazioni (fondamentalista di ispirazione cristiana, filorussa, socialfascista e nazista…). Sarà rappresentata da tre partiti: Gli Spartani, Soluzione Ellenica, Niki (= Vittoria) insieme con il partito Pleussi Eleftherias (= “Rotta di Libertà”, di ideologia non tanto specificata, politicamente viene identificato nella personalità della sua Presidente). Questi partiti hanno oltre quaranta 40 seggi. Adesso anche in Grecia si sta verificando la rapida ascesa elettorale di diversi movimenti di estrema destra e populisti. È interessante notare che gran parte della loro forza elettorale proviene dalle aree a basso reddito e più deboli dei grandi centri urbani della Grecia settentrionale e di alcune isole dell’Egeo.

Gli Spartani. Sono un partito nazionalista. I suoi oppositori e molti altri lo caratterizzano come fascista o nazista. Il suo fondatore ritiene che «gli Spartani rappresentano tutti gli ideali dell’ellenismo e i valori che mancano al nostro Paese». Il suo fondatore, Vassilis Stigas, era un personaggio peregrinante tra diverse formazioni conservatrici e di estrema destra, e ha fatto un’apparizione anche nel partito dell’“Unione dei Centristi”.

Nel giro di pochi giorni questo partito, che non aveva partecipato alle elezioni del 21 maggio 2023, si è presentato alle urne il 25 giugno 2023 ed è così entrato nel Parlamento, con una percentuale del 4,64% e 12 seggi. È interessante notare che gli Spartani in nessuna periferia elettorale sono scesi al di sotto del 3%.

Gli Spartani, a prima vista, sembrano sbucati dal nulla, ma non è così. Il numero dei loro voti corrisponde all’incirca ai voti che ha avuto in cinque battaglie elettorali nazionali, dal 2012 al 2019, un altro partito di estrema destra nazionalista nazista, l’“Alba Dorata”, che ora è un partito fuori legge in quanto dichiarato organizzazione criminale.

L’8 giugno, Ilias Kasidiaris, uno dei capi duri e autorevoli di “Alba Dorata”, dall’interno delle carceri Domokos, dove è rinchiuso in quanto dirigente di un’organizzazione criminale – “Alba Dorata” appunto –, è riuscito ad aggirare tutti gli ostacoli che gli hanno frapposto affinché non avesse nessun influsso nella campagna elettorale. Dal carcere ha dichiarato che il partito degli Spartani è di suo gradimento e ha il suo sostegno. In poche settimane è riuscito a risvegliare i nuclei di “Alba Dorata” e a mandarli in Parlamento con 240 mila voti, tanto che il capo fondatore del partito, Vassilis Stigas, lo ha ringraziato pubblicamente per il suo sostegno e ha riconosciuto che «è stato lui il carburante che ci ha dato la spinta per raggiungere questo risultato».

Haris Katsivardas, deputato degli Spartani, ha dichiarato: «Voglio ringraziare Ilias Kasidiaris che è diventato un protagonista e un catalizzatore degli affari politici del nostro Paese in un momento critico».

Alcuni hanno notato che gli Spartani assomigliano al partito dell’Epen che, nelle elezioni del 1977, ricevette il 6,8% e rappresentava la dirigenza della giunta dei colonnelli che stava in carcere.

La Niki (“Vittoria”). A capo di questo partito si trova Dimitris Natsios, 30 anni, teologo e docente, militante – come dichiara lui stesso – nel campo cristiano e sociale a favore dei meno abbienti. Da non confondere con i teologi della liberazione. Vanta referenze da parte della Chiesa e trova forti appoggi negli ultraconservatori, nei monasteri e nei monaci del Monte Athos. La sua forza si concretizza nei voti del Nord della Grecia.

Ha dichiarato che «è la prima volta che la fede cristiana della gente comune viene alla ribalta politica e potrà esprimere in modo sistematico il suo no a tutto ciò che dissolve i principi e i valori senza età che non invecchiano della nostra nazione. (…) Con il timore di Dio marceremo combattendo per la vittoria dell’ellenismo, la vittoria della dignità umana, la vittoria della gente comune».

“Fede Patria e Famiglia”: questo è ciò che Niki vuole riportare in auge. «A causa di influenze straniere importate, abbiamo perso i nostri valori e abbiamo raggiunto l’orlo del precipizio. Abbiamo perso le nostre radici, il Cristo! Questa è la missione di Niki: ricordare alla nostra gente ciò che ha dimenticato!… Non abbiamo paura di nessuno. Chiedo la tua fiducia. Combatteremo!
La luce sta arrivando! La luce dei “romii” (“romii” è un altro nome per indicare gli “ortodossi”)».

Un piccolo esempio del suo pensiero religioso politico: «no all’educazione sessuale nelle scuole specie in quelle elementari, si all’educazione della purezza».

Una sua candidata, che ha avuto la maggioranza dei voti del partito nel suo collegio elettorale, in un post così recitava: «Vi supplico e vi chiedo la vostra preghiera e il vostro digiuno, come due atti di fede, in modo che possiamo attrarre la Grazia e la Misericordia del Santo Dio, Uno e Trino, per dare una soluzione ai problemi della nostra Grecia. Desidero che la Sua verità e il Suo amore prevalgano». Questo il post di Vasiliki Ziaka.

La base di questo partito si trova nei circoli ultraconservatori della Chiesa ortodossa, negli ambienti monastici del Monte Athos e in quelli filorussi. C’è chi sostiene che sia finanziato da questi ultimi. Il primate della Chiesa Ortodossa Greca, tuttavia, insieme a non molti altri metropoliti, in modo indiretto ma chiaro, ha preso le distanze da questo partito, il che, però, non gli impedisce di avere molti simpatizzanti nei settori della Chiesa Ortodossa Greca e dei vecchio-calendaristi.

La Soluzione Helenica. Dallo stesso bacino nazional-religioso cerca di pescare voti anche “La Soluzione Helenica” di Velopoulos. Non sopporta di essere chiamato partito di estrema destra, si difende minacciando di far ricorsi e denunce alla giustizia. Vuole essere chiamato semplicemente Partito Patriottico.

Velopoulos è un televenditore di diversi preparati paramedici estratti da erbe ma anche editore e venditore di libri. È rimasto famoso per aver pubblicato e venduto Le lettere autentiche di Gesù Cristo, ritrovate nel Monte Athos. Certo che esistono degli Apocrifi con questo titolo! Ma, allora, o il monaco che glieli aveva indicati o oppure lui stesso non aveva capito di che cosa si trattasse! Forse non hanno capito niente tutti e due!

Un’altra sua uscita clamorosa e comica, puntando ai voti delle pie donne anziane: in un dibattito televisivo ha presentato due immagini della Madonna tratte da un libro scolastico con la Madonna dipinta come una donna giapponese e come una madre indiana, gridando allo scandalo, all’oscenità, alla cristianomachia… e chi più ne ha, più ne metta!

“Rotta della Libertà” (= Pleusi eleftherias). È un partito atipico che ha pescato i suoi voti dalla delusa sinistra di Syriza. La sua presidente fu un membro eminente di Syriza. Anzi, da quel partito fu proposta ed è stata eletta Presidente del Parlamento greco. Venuta in conflitto con il suo partito, è uscita da esso e si è impegnata nel sociale come attivista.

Subito dopo l’annuncio dei risultati elettorali, ha dichiarato cosa voglia dire «siamo 8 o 9 deputati, io faccio per 100 e ciascuno degli altri per 20». E, con molta arroganza, alla tv Skai ha dichiarato che ai parlamentari «“cambieremo le loro luci” (è un’espressione greca per dire che non andremo per il sottile), non li lasceremo in pace». Ha dichiarato che intende sfruttare al massimo le possibilità che le offrono le regole del Parlamento, dato ne è stata la Presidente. «È una grande responsabilità costruire una degna opposizione nel 21° secolo, quella che merita la nostra società, quella che meritano i cittadini, quello che il Parlamento si merita ma che non ha avuto in tutti questi anni… Faremo un’opposizione dinamica in Parlamento. Mi avvarrò del mio diritto di ex presidente della Camera di intervenire per 12 minuti in qualsiasi momento, con precedenza e su ogni disegno di legge urgente». E ha aggiunto: «Se la “Rotta della Libertà” entrerà nel Parlamento, i cittadini entreranno in Parlamento. Il sistema questo lo capisce, ecco perché stiamo ricevendo un attacco così furioso».

Il 25 giugno 2023 segna la fine dell’era dell’odio durata 13 lunghi anni, essendo iniziata nel 2011. La sua caratteristica principale era quella che Evangelis Venizelos chiamava imbarbarimento della vita politica con i suoi discorsi tossici e le divisioni.

Nel quadriennio 2019-2023, ossia nel quadriennio del governo Mitsotakis, i fomentatori della divisione e del populismo di sinistra hanno combattuto una battaglia di retroguardia, minacciando, durante la campagna elettorale, che, se fossero saliti al potere – intendendo dopo le recenti elezioni – avrebbero agito senza guardare in faccia nessuno, controllando tutte le articolazioni del potere e minacciando punizioni esemplari. I cittadini hanno voltato loro le spalle. La vittoria elettorale della Nuova Democrazia è stata una vittoria del cittadino comune desideroso di stabilità, di moderazione e di progresso.

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