Cure Palliative in Italia: idee e aggiornamenti

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La Pontificia Accademia per la Vita e la Conferenza episcopale lombarda, in collaborazione tra loro, hanno pubblicato da poco Il Libro Bianco per la Promozione delle Cure Palliative in Italia (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2026, pp. 175, euro 17).

Nel 2019, dopo due anni di lavori di un gruppo di 14 specialisti a livello internazionale, la Pontificia Accademia per la Vita aveva pubblicato il Libro Bianco per la promozione e la diffusione delle Cure Palliative nel mondo, in edizione inglese, poi con traduzione in italiano, tedesco, spagnolo, francese, portoghese.

Di occuparsi delle Cure Palliative, era una richiesta di papa Francesco, nel discorso alla Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita del 5 marzo 2015 (qui).

Per l’Italia si è fatta strada l’esigenza di applicare al nostro contesto le 13 «raccomandazioni» che gli esperti suggerivano per altrettanti stakeholders: i politici, i media, i medici, le Università, il volontariato, le famiglie, i farmacisti e altri. Ne è nata la costituzione di altrettanti gruppi di lavoro, i cui risultati sono appunto adesso pubblicati a cura di una triade di curatori (Tullio Proserpio, cappellano all’Istituto Tumori; Augusto Caraceni, direttore della Scuola di specializzazione in cure palliative dell’Università di Milano, la prima in Italia; Fabrizio Mastrofini giornalista).

Come sottolinea l’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini nell’Introduzione, siamo di fronte a una «sintesi sistematica di proposte» perché le cure palliative «concentrano l’attenzione non sulla malattia ma sul malato e sul suo soffrire». Mons. Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, nota dal canto suo che il criterio-guida di questa opera è che «solo nella relazione e nella prossimità, la cura trova la sua verità».

Giampaolo Fortini, presidente della Società italiana di cure palliative, rileva che le cure palliative sono «espressione di una medicina che riconosce la pluralità dei vissuti, delle culture e delle convinzioni spirituali o religiose».

Tania Piccione, presidente della Federazione Italiana Cure Palliative, introduce il lavoro parlando delle cure palliative nei termini di «un’assistenza globale integrata» per «perseguire sempre il miglior controllo del dolore» in «contesti di cura integrati secondo modelli organizzativi, capaci di garantire l’accesso equo e tempestivo alle cure palliative».

Dopo le introduzioni, seguono le raccomandazioni, divise per temi. Alle 13 originarie del Libro Bianco del 2019, in questa edizione e applicazione all’Italia si sono aggiunte alcune specifiche: per la Terza Età – un tema esploso in anni recenti soprattutto dopo il Covid – e sulle cure palliative pediatriche. È quest’ultimo un aspetto delicato dal punto di vista medico e psicologico e di grande impatto, come dimostra il caso di cronaca del piccolo Domenico Caliendo a Napoli.

Nella conclusione don Renzo Pegoraro, oggi presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ribadisce che «anche nella malattia e nel morire si può custodire il senso della vita e nel tempo del limite, l’umanità non si spegne ma si rivela nella sua verità più profonda».

Il testo verrà presentato il 29 aprile mattina a Roma, alla Camera dei Deputati. Un momento pubblico per richiamare l’attenzione sulle Cure Palliative e sulla necessità di una migliore applicazione della Legge 15 marzo 2010, n. 38 (qui). È la normativa fondamentale in Italia che tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. Essa sancisce l’accesso alle cure come parte dei Livelli Essenziali di Assistenza, garantendo dignità e supporto al malato cronico in fase avanzata e alla sua famiglia.

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