Un palloncino contro la tratta

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La Chiesa sente oggi un dovere particolarmente grave di impegnarsi in modo sempre più profondo e lungimirante per la protezione dei minori e la loro dignità, non solo al suo interno, ma in tutta la società e in tutto il mondo. E ciò non da sola – perché evidentemente insufficiente –, ma dando la propria collaborazione fattiva e cordiale a tutte le forze e le componenti della società che si vogliono impegnare nella stessa direzione. In questo senso, essa aderisce all’obiettivo di «porre fine all’abuso, allo sfruttamento, al traffico e ad ogni forma di violenza e di tortura nei confronti dei minori» enunciato dalle Nazioni Unite nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 (Obiettivo 16.2). (Papa Francesco, dal discorso ai partecipanti al congresso “Child dignity in the digital world”, 6 ottobre 2017)

Martedì 18 ottobre si celebrerà l’11ª Giornata europea contro la tratta degli essere umani. Un fenomeno, quello della tratta e del grave sfruttamento, che preoccupa non poco l’Unione Europea.

Alcune recenti stime, infatti, portano a quasi un milione le sospette vittime di tratta e/o di grave sfruttamento. Numeri inquietanti che allertano per dimensione e diffusione e che rappresentano un enorme business per le reti criminali transnazionali.

Sono oltre 20 mila ogni anno le giovani donne, gli uomini e i minori che entrano nei sistemi di protezione e di assistenza, di cui circa mille in Italia.

Lo sfruttamento nell’ambito sessuale, lo sfruttamento lavorativo, l’accattonaggio forzato e le economie illegali forzate (spaccio e furti) sono fenomeni di grande portata, il cui contrasto risulta difficile e complesso.

Un evento simbolico

Giornata europea contro la tratta

Proprio per porre l’attenzione su questi numeri, il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Numero verde nazionale contro la tratta (800 290 290), in collaborazione con la rete dei Progetti italiani antitratta, hanno organizzato un semplice e simbolico evento per quella giornata.

In molte città italiane, in luoghi simbolo (stazioni ferroviarie, sedi amministrative, piazze, scuole) si terranno alcuni brevi presidi che si concluderanno con il lancio di palloncini colorati con l’hashtag/slogan #liberailtuosogno. Nell’occasione saranno distribuiti materiali informativi sul tema della tratta.

L’idea è nata lo scorso anno in occasione della 10ª Giornata europea contro la tratta che ha visto il coinvolgimento di oltre 40 città italiane e di oltre 100 tra associazioni, enti pubblici e no profit. Il lancio dei palloncini è stato fatto seguire dallo slogan #liberailtuosogno associato a quello del nome della città seguito da #nontratta.

Infine, è stato chiesto a tutti di inviare/condividere immagini e video relative al lancio in modo da raccoglierle tutte in un unico contenitore, nella speranza che quel piccolo palloncino diventi quanto più possibile virale.

Nel sito del Numero verde nazionale (www.osservatoriointerventitratta.it), nella sua pagina Facebook e nella pagina Facebook dedicata all11ª Giornata europea contro la tratta è possibile vedere tutte le città che hanno aderito e i luoghi dove si svolgerà il lancio.

È possibile aderire in vari modi: partecipando fisicamente all’evento, facendo rimbalzare la notizia attraverso i social, aderendo come associazione, inserendo l’immagine del palloncino nel proprio profilo o nel proprio sito, coinvolgendo dei testimonial sensibili al tema, pubblicando articoli, approfondimenti o post sul tema della tratta in quella giornata.

Inoltre, in molte città sono previste iniziative collaterali legate all’evento – quali convegni, spettacoli teatrali e artistici, mostre fotografiche – che saranno riportate nel sito e nella pagina Facebook istituzionale sopracitata.

Le cifre dello sfruttamento

Giornata europea contro la tratta

Si tratta di un piccolo ma significativo gesto affinché un tema così drammatico non passi inosservato e una speranza perché quei tanti sogni di donne, uomini e minori non restino per sempre chiusi in una gabbia.

Il traffico di merce umana è un business, che frutta svariati miliardi di euro. Un’industria globalizzata, che interessa tutto il pianeta e che secondo alcune stime per l’80% è legata allo sfruttamento sessuale (di cui il 20% minori).

I luoghi di maggior provenienza delle vittime sono l’Asia Orientale, il Sud America, l’Africa Occidentale e l’est Europeo. Se ci concentriamo nella sola Europa, il 36% delle vittime proviene dall’Africa (la Nigeria è capofila di questa non invidiabile classifica), il 26% dall’Est Europeo e il 9% dall’Asia.

Abbiamo l’obbligo, sia morale che giuridico, di intervenire. Dobbiamo tutti fare in modo che da domani il tema della tratta non torni solo tra le mani delle forze dell’ordine, delle associazioni e dei servizi sociali.

Dedichiamo tutti un pensiero a questo devastante fenomeno. Liberiamo il sogno di molti bambini, donne e uomini del nostro pianeta.

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