Thailandia-Vescovi: sull’esercizio del diritto e del dovere di voto

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I vescovi thailandesi durante una celebrazione nella Cattedrale di Bangkok (Lillian Suwanrumpha / AFP)

Lo scorso 27 gennaio la Conferenza dei Vescovi cattolici della Thailandia (CBCT), in vista delle elezioni nazionali del prossimo 8 febbraio, ha pubblicato una lettera pastorale contenente alcune linee guida per i cristiani circa l’esercizio dei diritti e dei doveri di voto in un sistema democratico. La lettera pastorale offre una guida agli elettori cattolici mentre si intensifica la campagna elettorale in vista delle elezioni che determineranno tutti i 500 seggi della Camera dei Rappresentanti thailandese, i cui membri nomineranno il nuovo primo ministro. Di seguito pubblichiamo la traduzione italiana del testo della lettera pastorale firmata, a nome della CBCT, dal presidente, il vescovo di Bangkok Francis Xavier Vira Arpondratana

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

in occasione delle importanti elezioni democratiche che si terranno domenica 8 febbraio 2026, la Chiesa cattolica cammina insieme e si unisce alla società thailandese, riaffermando la sua posizione di indipendenza da qualsiasi partito politico. Tuttavia, non possiamo ignorare il ruolo cruciale di essere una «forza morale» e una «coscienza sociale» per promuovere queste elezioni affinché possano svolgersi lungo la via della verità e della giustizia.

La Chiesa invita tutti i fratelli e le sorelle cristiani a riconoscere che il voto è un obbligo morale per il bene comune. Esercitare il diritto di voto non è semplicemente un dovere legale, ma un obbligo morale che i cittadini devono adempiere collettivamente per il bene della società, in conformità con gli insegnamenti della Chiesa cattolica (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2240).

I cittadini hanno il dovere di contribuire positivamente alla società pagando le tasse, difendendo il Paese ed esercitando il loro diritto di voto. Trascurare questi impegni costituisce un mancato rispetto della responsabilità condivisa per il «bene comune» della società. La partecipazione al voto comprende il monitoraggio, il controllo e la difesa della verità morale in ogni fase del processo elettorale. L’astensione dal voto può essere moralmente ammissibile solo in casi eccezionali in cui nessun candidato soddisfa gli standard etici minimi.

La vera democrazia non è solo il risultato di leggi e regolamenti, ma nasce dall’accettazione di valori fondamentali quali la dignità umana, i diritti umani e il bene comune. Senza questi valori la democrazia rischia di diventare una «dittatura nascosta» che alla fine può opprimere il popolo (cf. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 408).

La Chiesa desidera quindi ricordare ai fedeli di scegliere candidati che rispettino il valore e la dignità della vita umana, che diano priorità al bene comune rispetto agli interessi personali, che apprezzino il contributo dei cittadini, che incoraggino la partecipazione delle comunità e che dimostrino impegno per il benessere degli altri, in particolare dei poveri e dei vulnerabili.

Le qualità fondamentali della leadership sono chiaramente delineate nella Sacra Scrittura. Quando Dio ordina a Mosè di scegliere dei governanti, dice: «Sceglierai tra tutto il popolo uomini validi che temono Dio, uomini retti che odiano la venalità, per costituirli sopra di loro come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine» (Esodo 18,21). Questo è lo standard che Dio desidera: un leader che non consideri il potere un possesso personale, ma una responsabilità; un leader che eserciti la sua autorità secondo principi morali e come «potere di servizio» (cf. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 410).

La Chiesa ricorda inoltre ai politici e alle agenzie governative di essere onesti e sinceri, secondo l’insegnamento di Gesù Cristo: «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti» (Luca 16,10). L’acquisto di voti o anche piccoli atti di corruzione gettano il seme di una corruzione che può distruggere un Paese. La corruzione politica è un tradimento del popolo e una grave violazione della giustizia sociale (cf. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 411).

Possano queste elezioni essere una testimonianza del nostro amore per Dio e per il prossimo. Imploriamo umilmente la benedizione di Dio, affinché conceda a ogni cittadino la saggezza di scegliere leader moralmente integri e valide politiche pubbliche. Soprattutto, uniamoci tutti in preghiera per coloro che saranno eletti a governare, affinché possano guidare il nostro Paese verso la vera pace, la giustizia e la fraternità.

Dato il 27 gennaio 2026

Arcivescovo Francis Xavier Vira Arpondratana,
Presidente della Conferenza Episcopale Cattolica della Thailandia

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