
Un volto somigliante alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è comparso nell’affresco della Basilica romana di San Lorenzo in Lucina sopra il monumento in marmo dedicato a Umberto II di Savoia. Lo ha realizzato durante il recente restauro Bruno Valentinetti, l’anziano sacrestano e decoratore volontario della chiesa. Un intervento di cui il Vicariato di Roma ha affermato di non essere a conoscenza e di non averlo autorizzato («è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti»). Lo si legge in una nota, datata 31 gennaio, pubblicata sul sito del Vicariato. Sempre lo stesso giorno, il card. Baldo Reina, Vicario del papa per la diocesi di Roma, in una dichiarazione pubblicata sul sito del Vicariato ha preso le distanze dalle dichiarazioni del parroco – mons. Daniele Micheletti – apparse su diversi quotidiani, e annunciato l’avvio dei «necessari approfondimenti per verificare le eventuali responsabilità dei soggetti in causa». Riprendiamo i due comunicati
Dichiarazione del Vicariato di Roma
Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma, si precisa:
1) Sia la Sovrintendenza sia l’ente proprietario (Fec), oltre all’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un’azione di restauro «senza nulla modificare o aggiungere» (dalla mail condivisa) sull’affresco in questione di recente fattura (anno 2000).
2) Pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti.
3) Il Vicariato si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative.
31 gennaio 2026
Dichiarazione del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma
Il cardinale vicario di Sua Santità, Baldo Reina, prende le distanze dalle dichiarazioni di monsignor Micheletti ed esprime la propria amarezza per quanto accaduto. Avvierà nell’immediato i necessari approfondimenti per verificare le eventuali responsabilità dei soggetti in causa.
Nel rinnovare l’impegno della Diocesi di Roma per la custodia del patrimonio artistico e spirituale, si ribadisce con fermezza che le immagini d’arte sacra e della tradizione cristiana non possono essere oggetto di utilizzi impropri o strumentalizzazioni, essendo destinate esclusivamente a sostenere la vita liturgica e la preghiera personale e comunitaria.
31 gennaio 2026






Ma quanta indignazione per una cosa del tutto irrilevante, credo che la somiglianza ci fosse ma non credo che Meloni ci avrebbe ricamato un culto della personalità era una semplice somiglianza e finiva lì. Quante storie per nulla, In tutte le epoche gli artisti hanno ritratto personalità politiche, principi e marchesi ma nessuno ha mai protestato. Se la somiglianza fosse stata con Schlein scommetto che avrebbero detto che non somigliava affatto.
Una volta pagavano per essere dipinti. Qui è pura adulazione. Anche no.
Bella questa! In pieno centro a Roma per mano di un sacrista entusiasta e come niente fosse cadono tutte le disposizioni in materia di restauro e conservazione dei beni artistico-culturali… Mah!
“Ma mi faccia il piacere” avrebbe esclamato il grande Totò
Una crosta era e una crosta resta a maggior ragione ora.
Tanto rumore per nulla, quando ci sono questioni ben più serie di cui occuparsi! Questa è una stupidaggine, basta cambiare i connotati all’immagine e la cosa sì risolve lì. Fossero tutti così i problemi del mondo!
Sarà che ricordo ancora il crocifisso con falce martello regalato direttamente a Bergoglio!
Ok non va bene, peró è iniziativa privata, fallo cancellare e amen. Giustamente lei ci ha fatto il meme perché è furba e sa che la storia è comica …
Due giorni a parlare di questa storia, ma solo a me sembra uno dei punti più bassi della politica italiana? Cioè da una parte il nazismo di qua il nazismo di là, dall’altra ogni giorno esplodono polemiche via social praticamente sul nulla. Manca completamente una scala di importanza sulla gravità o meno delle notizie, è tutto piatto, tutto esagerato allo stesso modo. Forse si vuole ottenere più attenzione ma si finisce per generare indifferenza.
A me invece pare abbastanza grave che un tizio, senza alcuna autorizzazione, pigli in mano un pennello, e piazzi la faccia del presidente del consiglio giorgia meloni, si lo ha ammesso lo stesso sagrestano, al posto di quella di un putto, ricorda un po’ quei faraoni che distrussero il muso del leone per far apparire la sfinge come fosse il faraone Chefren, poi per carità, non è stata, Pardon… Non è stato il presidente del consiglio, ricordiamo che Giorgia è un presidente, non una presidente, del consiglio, come vuoile lei… Pardon.. Lui stesso a volere il cambio, però è significativo di una dilagante ignoranza, grave a mio giudizio, che trasforma le cavolate in realtà. Possiamo far finta che l’ ignoranza sia finta e non preoccuparci, oppure prendere atto che l’ignoranza ha superato la fantasia ed è diventata realtà di fatto e preoccuparci per la deriva alla “Idiocracy”, film del 2007 di Mike Judge, che il mondo e la nostra povera Italia sta prendendo.
È una storia troppo divertente.
Mi sono fatto un sacco di risate.
L’affresco “storico” originale è stato dipinto vent’anni fa da un tizio sconosciuto.
Lo stesso tizio oggi lo ha “restaurato” ed è venuto fuori il viso di Giorgia Meloni.
Il tutto in una cappella laterale dotata del busto di Umberto II di Savoia.
In tutto questo è scoppiato uno scandalo sull’arte rovinata (quale arte?), sul luogo sacro distrutto, sulla dignità della Chiesa, ecc.
Una storia da morire dal ridere.