
A proposito del Battesimo, e di quanto così chiaramente ha scritto il professor Dianich. Anch’io ritengo debba tornare ad essere considerato “normale” il Battesimo in qualunque età venga richiesto e celebrato. Ciò che è necessario è che la catechesi, essa pure a qualunque età venga rivolta, riguardi sempre la trasmissione di annunci che si sono ricevuti, e soprattutto quelli indicati da Paolo fra “le cose principali” (1Cor 15,3): la morte e la risurrezione di Cristo (1Cor 15,3-4) e l’eucaristia (1Cor 11,23-25).
Anche un bambino assai piccolo ha diritto di accoglierli, in modo che la sua fede non sia “infantile”, nel senso di riduttiva e immatura se non addirittura sciocca ed edulcorata, ma profonda e capace di esprimersi in sintesi personalissime, testimoniando così la propria partecipazione vitale a quanto ha ricevuto (cf. F. e P. Cocchini, Sofia Cavalletti. La catechesi del buon Pastore, EDB, Bologna 2015).
Riporto, come esempio (foto sopra), ciò che un bambino di 4 anni ha fatto, lavorando sul piccolo plastico della tomba vuota che gli si era mostrato dopo aver ascoltato il brano della risurrezione in Mc 16,1-6. Ricostruendo la scena, ha posto, sulla pietra capovolta, gli arredi che conosceva: tovaglia, calice e patena, prendendoli dal piccolo diorama del cenacolo, che anch’esso gli era stato presentato qualche tempo prima e che aveva avuto modo di ricostruire.





