
La risposta di papa Leone XIV riguardo le benedizioni delle coppie cosiddette «irregolari» formalizzate in Germania può odorare un po’ di cerchiobottismo. Della serie: comunque tutte e tutti dobbiamo convertirci e comunque la benedizione a fine Messa è per tutti e tutte, quindi lasciamo sul tema tutto com’è, entro i limiti delle «benedizioni lampo» previste da Fiducia Supplicans che papa Francesco ha concesso anche a chi non è sposato sacramentalmente, purché non si confondano con il matrimonio tra uomo e donna.
Nella risposta di papa Leone XIV due punti mi paiono apprezzabili.
- La morale non riguarda solamente la sfera sessuale:
Non riduciamo il comportamento di una persona a ciò che fa sotto le lenzuola, come se fosse il metro di misura della santità o peccaminosità della sua vita. La Chiesa non è la doganiera della camera da letto, benché negli ultimi secoli si sia concentrata quasi esclusivamente su questo fronte, avendo perso presa su altri versanti, come rileva Andrea Grillo.
Leone segnala che ci sono «questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà degli uomini e delle donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità rispetto a quella particolare questione». Non derubrichiamolo però a benaltrismo.
Dopo l’ammissione di papa Francesco, in Amoris Laetitia, che alcune questioni antropologiche meritano ulteriore approfondimento in quanto la Chiesa in passato ha fornito risposte avventate, e che comunque non ci si deve sempre aspettare una risposta su ogni aspetto dal Magistero – anche perché occorre fare discernimento caso per caso – il ridimensionamento della morale sessuale a quella che veniva detta “morale speciale” è salutare.
Dopotutto, si tratta solo del «sesto comandamento» – nemmeno nella top five – e, anzi, di una sua interpretazione parziale. Ridimensionare il peso della morale sessuale significa smettere di guardare le persone attraverso il buco della serratura, permettendo alla Chiesa di recuperare credibilità su temi quali l’ecologia, le disuguaglianze socioeconomiche e la pace, dove oggi è molto più ascoltata che sulle questioni di bioetica o sessualità.
- Da minaccia (im)morale a sfida per l’unità della Chiesa
Dall’ossessione per l’atto sessuale individuale, la questione viene spostata sul piano della comunione ecclesiale. Leone XIV non nega che il tema sia importante – il 30 luglio 2025 aveva spiegato che in gran parte del mondo l’identità sessuale non è una questione così centrale quanto nel nostro Occidente, «fissato con la sessualità» – ma è consapevole che è un tema ancora troppo polarizzante.
«Oggi» – «in questo momento storico», precisa papa Leone – occorre «cambiare gli atteggiamenti prima ancora di cambiare la dottrina». «Andare oltre questo oggi, credo possa causare più disunione che unità, e che dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna». Il quale non ci ha lasciato un manuale di istruzioni eterne sulla genitalità, bensì un esempio di amore inclusivo, sino alla fine, e la preghiera perché tutti siano una cosa sola.
Oggi su certi temi un ampio consenso deve ancora emergere ovunque; riconoscere che, per adesso, intervenire in un senso o nell’altro causerebbe disunione non significa affermare che è – o che sarà – sempre sbagliato, in ogni luogo e in ogni tempo. Leone dice «non ora», non «mai». Nondimeno, tale sala d’attesa – refrigerante quanto diplomatica – alla lunga è logorante. L’unità cattolica, per non essere uniformità, deve nutrirsi pur sempre di una certa diversità interna: ma di quanta diversità, su questo tema, possiamo essere capaci come Chiesa?






Metto subito in chiaro una cosa che sarebbe il minimo sindacale in una Chiesa di battezzati-adulti. Il sesto comandamento proibisce l’adulteri;,non si riferisce a questioni di maturita’ relazionale, identita’ sessuali piu’ o meno definite, atti cosiddetti”impuri.Fino al terzo secolo avanti Cristo l’ebreo credeva che la pienezza di vita,.promessa nell’osservanza del decalogo riguardasse l’aldiqua’ non l’aldila. L’aldila’ era lo sheol per tutti. L’unica forma di sopravvivenza individuale concepita era costituita dall”avere una progenie, una perpetuazione cromosomica in cui si soppravviveva grazie al ricordo, alla “memoria.L’adulterio metteva per ovvi motivi in pericolo questa speranza riposta nell identita’ genetica.La figura del “goel”,colui che doveva dare una discendenza al fratello congiungendosi sessualmente con la cognata, e’ la dimostrazione piu’ chiara di questa “speranza”. Onan (da cui e’ derivata la parola onanismo come sinonimo di masturbazione) e’ stato condannato perche’ si rifiutava di dare una progenie al fratello, morto senza figli, praticando il coito interrotto. Va benissimo dare una educazione sessuale-affettiva ma non sproloquiamo sul Decalogo.
Si, ma nel catechismo ormai si è stratificata anche una serie di situazioni che riguardano dinamiche sociali ben più gravi: violenza, molestie, minori, la lista è lunga. Anche in ambito laico il dibattito su pornografia e prostituzione è molto aperto. Dire che il sesto non ha importanza mi pare scorretto, meglio dire che all’interno del sesto sono cambiati gli accenti.
Si può raccontare l’evoluzione morale mantenendo un minimo di metodologia razionale. Non basta dire “cambia” Perché la società cambia in bene come in male. Va anche chiarito quale cambiamento consideriamo buono e quale no ed esplicitato il criterio che ci consente di valutare il cambiamento.
La società attuale per certi versi è molto più puritana degli Anna 60/80, è solo puritana in modo diverso. (Ad esempio sul cosiddetto consenso).
Povero me sono arrivato avanti con gli anni credendo sempre nei comandamenti , cercando di rispettarli anche se non sempre ci riuscivo, e adesso sento queste novità che mi fanno rabbrividire; la graduatoria dei comandamenti e idiozie del genere. Smettetela di gettare zizzania nel popolo di Dio; I danni fatti da Francesco lasceranno un segno per molto tempo. Che tristezza.
Se qualcuno è interessato su Prime si trova ancora il Decalogo di Kieslowski, mi è capitato di vedere il sesto episodio, proprio qualche giorno fa. Altri tempi , altra sensibilità, che nostalgia..
https://youtu.be/ZsEbJm3mGPs?si=JmmoHHJnUy8WMUAI Lo vidi al cinema quando uscì, Agosto 1990 avevo 19 anni. Un film nello stesso tempo crudo e delicato, due solitudini che si incontrano, il cinismo della maturità contro l’ingenuità dell’adolescenza. Kieslowski non era credente, non era teologo, non era nemmeno un intellettuale, peró come descrive bene i sentimenti..
Era ora che qualcuno lo dicesse
Trovo molto infelice il titolo, anche perché a sua volta implica una gerarchizzazione dei comandamenti uguale e contraria a quella che postula e vuole cambiare. La scala di importanza attribuita sul criterio della “top five” è una battuta che non fa nemmeno sorridere
La morale sessuale, a mio avviso, è importantissima. Una persona non può definirsi equilibrata e sana se non ha un buon rapporto con la propria sessualità. Questo è valido per laici e religiosi. Un disordine sessuale è sintomo e causa di una serie di altri disordini nel comportamento.
Scrivendo ai Galati, San Paolo ricordava che “la carne ha desideri contrari allo spirito, e lo spirito ha desideri contrari alla carne” (Gal 5, 16-17). Dunque, possiamo ben dire che i peccati della carne spengono il gusto delle cose di Dio. I peccati della carne non avvicinano a Dio, anzi ci allontanano.
Ancora S. Paolo ci dice che chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi?
La Madonna di Fatima disse a Suor Lucia che il peccato che conduce di più all’inferno è quello contro la purezza.
Vogliamo buttare tutto alle ortiche per compiacere il “mondo”?
“carne” nel Nuovo Testamento ha una valenza che va molto oltre la sfera sessuale: al v. 19ss dello stesso capitolo di Galati, si legge: “(…) le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere”.
Mi piace l’approccio che relativizza questioni importantissime solo per chi non ha cose più importanti a cui pensare e adora una certa pruderie legate alla materia sessuale da sempre fonte di interesse morboso per la dottrina cattolica. Oggi pare non sia più così. Nessuno svaluta ma ricolloca al suo posto. Questione su cui occorre discutere e parlare ma non sono il centro del cristianesimo e non devo diventarlo. Certo che dispiacere perdere un tema così succulento e che si presta meravigliosamente a stigmatizzare il prossimo. Ma ahimè i tempi cambiano. Parola di Papa. Ci toccherà parlare di cose più importanti.
Anche, ma la chiesa ne ha sempre parlato
Di sesso sicuramente. Direi che ne ha parlato troppo e ha ottenuto l’effetto opposto facendoci detestare.
In effetti pubblicare ottanta articoli al giorno su questioni sessuali pro/ contro o indifferenti che sia, ha stancato tutto lo stancanbile. Facessero come vogliono tedeschi, tradizionalisti e pure i marziani tregua, alla fine si arriva ad odiare tutti e tutti.
Ai miei tempi, purtroppo lontani, si può dire che per la gran parte di noi l’unico peccato di cui si chiedeva conto era “quello”, con una richiesta di dettagli quasi maniacale. Come è stato possibile ridurre il Vangelo solo a questo? Un argomento del quale Gesù ha parlato ben poco è diventato la pietra d’angolo del cattolicesimo! Ma nel Giudizio Finale Gesù ci esaminerà su questo? E come mai nei confessionali non si parlava, e non si parla, quasi mai delle questioni richiamate dal Giudizio Finale?
Tanto per far capire chi è più giovane, il mio confessore mi diceva che, se proprio dovevo baciare la mia fidanzata (era il 1963), l’avrei dovuta baciare come baciavo mia sorella, “castamente”; diversamente sarebbe stato peccato mortale
Dal non c’è solo al non c’è il passo e breve. E in fondo non uccidere è solo il quinto. Dov’è l’asticella dei comportamenti gravi? E non dimentichiamo la storia degli abusi sessuali del clero, stimolati dal liberalismo sessuale tra gli anni ’60 e ’90. Ma basta una parola, e i pornificatori spuntano subito da sotto i sassi.
“Gli abusi sessuali del clero sono stati stimolati dal liberalismo sessuale tra gli anni sessanta e novanta”? (Tesi ratzingeriana). E gli innumerevoli casi precedenti a questo trentennio che stanno venendo fuori da cosa sono stati “stimolati”? Un fenomeno particolarmente presente In particolare nei seminari, dove andavano a studiare i ragazzi poveri non perché volessero diventare preti ma perché, per loro , era l unica maniera per ottenere un “pezzo di carta” ad un modico costo: dei molti miei amici (anni 50/60) che hanno frequentato seminari ,la quasi totalità è stata abusata; fortunatamente, hanno perdonato, ma è stata una esperienza che ha lasciato il segno
Dire che gli abusi sessuali sono una conseguenza del ’68 e della liberalizzazione dei costumi se non è falso è almeno impreciso e mistificante.
Persino un santo, Giuseppe Calasanzio, vissuto nel XVII secolo, nascose abusi sessuali compiuti da un suo sottoposto
https://www.theguardian.com/uk/2004/apr/15/books.religion
https://www.ncronline.org/news/british-historian-church-has-not-learned-abuse-past-centuries
Pedofilia, abusi, violenze comprese quelle del me-too però rientrano nel VI comandamento, esattamente come nel non rubare rientra anche la finanza allegra e non solo qualcuno che ruba un panino al supermercato.
La sessualità non è un aspetto dell’essere umano, identificabile da sotto la cintura in giù, accanto ad altri e da essi separabile; è una dimensione che riguarda tutto il suo essere, corpo, psiche e ragione. Così si spiegano queste parole di Francesco, che unisce il rispetto del corpo segnato della differenza sessuale a quello di tutto il creato e al riconoscimento della differenza tout court: «Al di là delle comprensibili difficoltà che ognuno possa vivere, occorre aiutare ad accettare il proprio corpo così come è stato creato, perché una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato […] Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere se stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé. In tal modo è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi reciprocamente» (AL 285). La sessualità è parte della morale speciale, certo, ma della morale speciale sociale. Infatti, in quanto è segno espressivo e attuativo della costitutiva relazionalità dell’uomo la sessualità non riguarda la sfera individuale, ma la dimensione personale, relazionale, sociale appunto. Tanto nel passato quanto nel presente è evidente a tutti la stretta connessione tra concezione e vissuto della sessualità e configurazione sociale. «Una gran parte della cultura sociale, di quella delle relazioni di ‘società’ [di buona educazione, cortesia], e di quella artistica dipende da questo. Il dialogo fra uomo e donna quale fenomeno fondamentale culturale…» (R. GUARDINI, Etica, Brescia 2001, 640s)
Secondo me “La morale non riguarda solamente la sfera sessuale” non va intesa con non riduciamo quello che fa una persona sotto le lenzuola ma non fate sempre le stesse domande sugli stessi argomenti a cui è stato già risposto.
Già il viaggio in Africa è stato oscurato dalle bizze di Trump ogni tanto rimanere sul pezzo non è male..
Se non vuoi dare importanza alla morale sessuale non dedicarci un articolo al giorno..
Il settimo è “non rubare”.
Siccome valgono soltanto i primi cinque il furto smette di essere peccaminoso.
In effetti anche sull’evasione fiscale serve un cambio di paradigma.
Anche sullo scippo e la rapina a mano armata.