
La firma della intesa tra Governo, conferenza episcopale e conferenza dei religiosi (8 gennaio 2026)
Nonostante le ricorrenti tensioni, il Governo spagnolo e la Conferenza episcopale hanno firmato lo scorso 8 gennaio una intesa che regola i risarcimenti verso le vittime degli abusi per i reati caduti in prescrizione. Il documento porta le firme del ministro della Giustizia, Félix Bolaños, del presidente dei vescovi, mons. Luis Argüello, del presidente della Conferenza dei religiosi, p. Jesus Diaz Sariego. L’altro protagonista è il difensore civico, Angel Gabilondo, autorità indipendente che presiede l’Unità delle vittime e a cui faranno riferimento le denunce e le proposte di risarcimento.
Le organizzazioni delle vittime da tempo chiedevano di poter ricorrere oltre ai tribunali civili e alle istituzioni ecclesiali a una autorità autonoma nel caso di delitti già prescritti. Alcune di esse non hanno apprezzato l’intesa perché chiedevano una legge che annullasse la prescrizione per gli abusi.
I due rapporti
Nel 2023 il difensore civico ha prodotto un rapporto di 800 pagine su 487 casi. Attraverso una proiezione statistica denunciava 200.000 casi riguardanti il clero spagnolo dal 1945, ma le vittime sarebbero salite a 400.000 considerando l’insieme del personale cattolico operante nelle istituzioni ecclesiali. Le cifre stimate sono state duramente contestate dai vescovi che nel 2024 hanno pubblicato un proprio rapporto su 1.057 casi, e 728 abusatori, deceduti per oltre la metà (delitti avvenuti in prevalenza prima del 1990).
Nello stesso anno si avvia il programma «Priva» (Piano di riparazione integrale per le vittime di abusi) un forum che riguarda i risarcimenti per le vittime giuridicamente non più coperte. Ad oggi avrebbe erogato circa 2 milioni di euro per oltre cento vittime che ne hanno fatto richiesta. Si va da un minimo di 6.000 euro ad alcuni casi con esporsi di 50.000 fino a un caso che ha ricevuto 100.000.
La resistenza iniziale della maggioranza dell’episcopato – l’allora segretario Argüello parlava di pochissimi casi – e il rifiuto di condividere il percorso successivo con le rappresentanze delle vittime associato alla dura polemica con i media e con l’esecutivo (compreso il rapporto del difensore civico) hanno reso particolarmente aspra la disputa fra le istituzioni statuale e la Chiesa. Il Governo non intendeva riconoscere il forum Priva e i vescovi rifiutavano ogni intervento statale che non prendesse in cura tutte le vittime e non solo quelle relative al mondo ecclesiale.
Grazie alla decisa spinta del Governo di Pedro Sanchez, alla dialettica interna dei vescovi e alla mediazione della Santa Sede (con un ruolo non minore) si è arrivati all’intesa.
Il percorso previsto
Questo il percorso previsto: le vittime possono rivolgersi sia le istituzioni ecclesiali sia al difensore civico (attraverso il ministero della giustizia) che proporrà varie forme di riparazione (simboliche, spirituali, finanziarie) alla commissione Priva. Questa valuterà la proposta. Se accettata si darà corso alla indicazione. In caso contrario ci si rivolgerà a una commissione di arbitrato (difensore civico – vescovi – vittime). In caso di mancato consenso la indicazione del difensore civico obbligherà le parti a procedere.
L’esito ha soddisfatto i vescovi che vedono riconosciuta la commissione Priva, accettata l’estensione all’attenzione verso tutti gli ambienti abusanti e non tassabili i risarcimenti finanziari già decisi e quelli futuri. Consente al Governo di mettere in esecuzione le indicazioni parlamentari successive alla presentazione del rapporto del difensore civico e riconosce a quest’ultimo la decisione definitiva nel caso di un mancato consenso condiviso.
Il ministro della Giustizia ha detto: «Stiamo saldando il debito morale che avevano nei confronti delle vittime» e ha ricordato il silenzio, gli insabbiamenti e le incomprensioni precedenti da parte della Chiesa. Gabilondo ha visto confermato la sua indicazione di un impegno comune fra Chiesa e stato.
Per mons. Argüello «L’accordo costituisce un passo ulteriore in un percorso già avviato da anni». Per mons. Joseba Segura, vescovo di Bilbao, molto stimato per il coraggio delle sue denunce sui ritardi ecclesiali in merito, l’accordo è ragionevole e importante. Apre la via a chi non intende rivolgersi alle istituzioni ecclesiali e aggiunge: «Ho l’impressione che il Governo abbia scoperto che in realtà le cose venivano fatte meglio di quanto pensasse». Anche perché la maggioranza degli abusati chiede più riconoscimento che risarcimenti.
Religion digital, un importante sito informativo, sottolinea che l’accordo raggiunto è il quarto di questi ultimi anni. Dopo quello relativo alla «valle dei caduti» il complesso monumentale in ricordo del dittatore Franco e dei caduti nella guerra civile, quello riguardante le registrazioni degli immobili ecclesiastici e le modifiche concordatarie relative alle imposte.





