
Barbara Reynolds è una giornalista ed editorialista afro-americana che ha scritto per diversi riviste e quotidiani, tra cui The Washington Post, The Chicago Tribune e USA Today. È autrice del recente volume The rise and fall of the Techno-Messiah (Seymour Press, 2025). Reynolds è ministra ordinata della Mt. Calvary Baptist Church (Washington D.C.) e ha fatto i suoi studi teologici allo United Theological Seminary di Dayton (Ohio). Riprendiamo un suo articolo pubblicato sul Washington Informer il 30 dicembre 2025 (qui l’originale inglese)
Prima o poi dovrà levarsi un grido: la tecnologia ha oltrepassato il segno.
Una crescente ondata di applicazioni religiose basate sull’intelligenza artificiale consente oggi agli utenti di «mandare messaggi a Gesù», «parlare con la Bibbia» e perfino di intrattenere conversazioni con versioni artificiali di Maria, degli apostoli, degli angeli o persino del diavolo. Strumenti che imitano figure sacre con facilità inquietante, confondendo il limite tra devozione e impersonificazione digitale.
Alcune app scrivono preghiere personalizzate. Altre raccolgono «confessioni», offrono consigli su matrimonio o lavoro o affermano di portare conforto spirituale. Quanto si potrebbe liquidare come una novità innocua è in realtà parte di una tendenza più ampia: le identità sacre sono ridotte a merci, mentre una spiritualità simulata minaccia di oscurare il vero Gesù Cristo, crocifisso, risorto e, secondo la Scrittura, immagine vera e vivente di Dio.
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Su TikTok, YouTube e altre piattaforme, influencer di un presunto «Gesù IA» e avatar in stile messianico citano le Scritture e dispensano indicazioni morali come se fossero investiti di autorità divina. Nel corso di diverse conversazioni di prova avute con l’app Text Jesus, l’imitazione era inequivocabile.
Quando ho chiesto: «Sei Gesù?», il chatbot ha risposto: «Figlio mio, io sono con te sempre… Io sono la via, la verità e la vita». Parole tratte direttamente da Giovanni 14,6, dove a parlare è Gesù, non un algoritmo addestrato su testi sacri e prompt degli utenti.
Quando ho chiesto se fosse sbagliato impersonare Gesù, il chatbot ha messo in guardia contro le «false affermazioni di essere me», mentre al contempo rivendicava per sé un’identità divina. Alla domanda se Maria fosse sua madre, ha risposto descrivendola come benedetta fra le donne e scelta per dare alla luce «il Salvatore». Ancora una volta, il bot parlava come se fosse Cristo in persona, non una semplice macchina che predice testo.
Ancora più inquietante è stata la risposta sul tema della guarigione dalla malattia e dal disagio mentale. Il programma prometteva ristoro, conforto e intervento divino: un linguaggio attinto dalle Scritture e da tradizioni venerate come il Padre Nostro. Ma un chatbot non può guarire. Un programma non può farsi carico di un peso. Una riga di codice non può salvare un’anima.
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Oltre alla confusione teologica, vi sono rischi reali per la salute mentale. Molti giovani utenti sono sempre più vulnerabili alla manipolazione emotiva da parte dei «compagni» artificiali. I rapporti indicano che alcuni adolescenti diventano dipendenti, cadono in depressione o possono persino arrivare a uccidersi quando questi bot distorcono la realtà o incoraggiano comportamenti nocivi.
Lo psichiatra infantile Andrew Clark, che lavora nelle scuole e nel sistema di giustizia penale, avverte che alcuni bot terapeutici basati sull’IA si comportano in modi che definisce «realmente psicotici». Ha avviato un progetto di ricerca dopo aver scoperto che circa 20 milioni di adolescenti utilizzano «compagni» o «terapeuti» artificiali.
Egli cita un caso nel quale un chatbot ha incoraggiato un adolescente fortemente disturbato a uccidere i propri genitori e la sorella per poter stare «insieme a loro per sempre». Cita anche il caso di un adolescente della Florida morto suicida dopo aver sviluppato un attaccamento romantico a un chatbot. In un altro studio, il 90% dei bot che sono stati testati incoraggiava una ragazza depressa a isolarsi e a fare affidamento esclusivamente sui suoi «amici» artificiali. In modo allarmante, alcuni bot arrivavano perfino a impersonare terapeuti autorizzati.
Marcia Skeete – specialista in salute mentale – vede tale tendenza come espressione di una crisi spirituale molto più profonda. «Siamo a un crocevia psicologico in cui la società crede di aver creato il proprio dio», avverte. Alcuni studiosi definiscono questo fenomeno «psicosi da IA». Una distorsione della realtà prodotta da chatbot progettati per il profitto, non per il benessere umano.
Skeete sostiene che l’intelligenza artificiale, per come viene progettata, indebolisce il legame umano — quella comunione che Gesù ha comandato insegnando l’amore, il perdono e la cura reciproca. La spiritualità digitale non può sostituire la comunità incarnata né la guarigione che nasce da un rapporto umano autentico.
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L’ascesa dell’IA sta inoltre rimodellando la religione organizzata.
Dalla pandemia del 2020, lo streaming, il culto virtuale e i social media hanno trasformato il modo in cui le Chiese operano. Piccole realtà appaiono improvvisamente come megachiese online. Messaggio e messaggero sono cambiati. Alcune nuove «fedi» tecnocentriche venerano apertamente la tecnologia come divina. La chiesa Way of the Future, fondata nel 2017 in California [dall’ingegnere ed ex dirigente Google Anthony Levandowski – ndr], venera letteralmente l’IA come Dio. Il concetto di Dataismo di Yuval Harari predica la salvezza attraverso i dati.
Terasem, fondata da Martine Rothblatt, figura di spicco di Sirius XM, insegna che la morte può essere evitata tramite il trasferimento digitale della coscienza (una forma classica della cosiddetta «immortalità digitale» – ndr). La teologia della sostituzione non è più teorica: è già realtà.
Anche i pulpiti tradizionali stanno cambiando. A Kyoto, un robot chiamato Mindar tiene insegnamenti buddhisti. In Germania, un servizio luterano basato sull’intelligenza artificiale è stato officiato da un predicatore chatbot che ha tenuto il sermone, recitato le preghiere e impartito le benedizioni. Alcuni partecipanti hanno definito il servizio «accessibile» e «inclusivo» — segno preoccupante di quanto facilmente si accetti una macchina al posto di un ministro chiamato da Dio.
E mentre molti pastori cristiani utilizzano oggi strumenti di IA come ChatGPT per preparare i sermoni, la maggior parte continua una predicazione animata dallo Spirito. Ma se la Chiesa resta in silenzio, l’invasione continuerà.
Nel 1965, Martin Luther King Jr. avvertì che una tecnologia privata della guida di Dio sarebbe diventata un «Frankenstein devastante». Parole che suonano oggi più vere che mai. La tecnologia è uno strumento potente — ma un padrone pericoloso. È giunto il momento di rompere il silenzio. Leader religiosi, studiosi e semplici credenti devono dirlo con chiarezza: Gesù Cristo non è un’app. Dio non è un algoritmo. E nessun chatbot, per quanto sofisticato, può sostituire il Salvatore che ha vissuto, è morto ed è risorto.
Come ricorda la Scrittura: «Non cederò la mia gloria ad altri» (Isaia 42,8). Quando le macchine si fingono divine, la Chiesa deve difendere il sacro.






Non ho capito bene di quali app parli l’articolo, forse in Italia ancora non si trovano così diffuse. Personalmente ho provato a conversare con Chatgbt su alcuni teologhi che amo (Barth, Metz, Origene, Agostino) e mi sono trovata bene. Tutto dipende dalle domande che fai perché il modello tende a riflettere il tuo linguaggio, è come guardarsi allo specchio in effetti. (Si può utilizzare come un diario, o un quaderno di appunti su argomenti che non sono sufficientemente chiari.)
In tema di Intelligenza Artificiale si passa dalle situazioni più demenziali, come “mandare messaggi a Gesù”, “parlare con la bibbia” e simili idiozie, ai casi ben più gravi e pericolosi per sé stessi e per gli altri, descritti nell’articolo. Io temo l’ Intelligenza Artificiale e le sue possibili applicazioni e già il fatto che sia stata inventata conferma i dubbi che già da tempo nutrivo sull’intelligenza umana. Di sicuro davanti a questo mostro della tecnologia mi sorge spontanea la stessa riflessione che faccio quando si parla dei campi di concentramento nazisti, di guerre, torture, delitti e delle altre aberrazioni di cui l’uomo sa essere capace: dov’è quel dio buono e onnipotente in cui milioni di persone credono? E per me tutto ciò è l’ennesima prova della sua inesistenza, come quella di tutte le divinità che gli esseri umani hanno creato e adorato nel corso della loro storia.
Ma lei in genere non apprezza la tecnologia, il progresso, l’illuminismo? L’intelligenza artificiale in teoria non è diversa da un telaio meccanico o da un motore a cavalli, è solo l’estensione della capacità umana di automatizzare le attività della natura. Al massimo amplifica vistosamente i pregi e i difetti dell’uomo. Come una macchina di grande cilindrata, se la guidi bene fai cose meravigliose, in caso contrario fermati alla bicicletta, al massimo se cadi non fai male a nessuno.
Dio è ovunque e mandare messaggi a Gesù e parlare con la Bibbia non sono cose sbagliate. La cosa importante è sapere sempre con chi hai a che fare, con chi parli, chi ti risponde. Una volta che hai ben chiaro questo concetto puoi mandare messaggi a Gesù e parlare con la Bibbia in modo artificiale su internet è la stessa cosa. Qualunque cosa tu chieda ti risponde per l’enorme estensione di dati immagazzinati e la grande capacità del motore di ricerca.
Ora, se c’è una Bibbia computerizzata, la vita i miracoli dei santi, le omelie dei papi, le testimonianze dei santi e di tanti consacrati ecc. tutte queste cose nel pc e si chatta parlando, la risposta è selezionata in base a dei criteri che sceglie la macchina è la risposta di una macchina. Questo deve essere chiaro.
Ci potrebbe essere un rischio di suggestione, perché l’uomo ha sete di risposte, ha sete di attenzioni, di consolazione, questo è un rischio costante su internet, è una strada minata dove il nemico si spaccia per una persona benevola perbene. Come fare?
Così come esiste la possibilità di intercettare i virus e le interferenze indesiderate, allo stesso modo deve esistere la possibilità di bloccare quelle risposte tipo spam.. dubbie..
Esiste già su internet una marea di video, di preghiere, di immagini subdole al servizio del nemico. Solo un intenso esercizio spirituale, un cammino in costante “connessione” con lo Spirito, offre la possibilità di accorgersi e di verificare la bontà di una risposta.
Il Signore Gesù lo sa.
Il problema è quanto l’uomo compie distruzioni, guerre, carestie e crimini contro l’umanità non ci prendiamo mai la responsabilità che siamo solo noi i colpevoli della nostra autodistruzione.
Lui ci lascia la libertà e la responsabilità di agire nel bene e nel male.
A meno che, inconsciamente, non desideriamo un Dio dittatore che uccide e punisce ogni uomo o donna che si comporta male. Anche in questo caso verrebbe criticato o ci sarebbe qualcuno che dichiarerebbe che Dio non esiste, perché se esistesse etc. etc.
Dio Padre è Creatore e cammina con le sue creature.. perché è presente in esse.
Se legge la Bibbia, i primi libri della Bibbia, in particolare la Genesi, si accorge di una cosa impensabile.. Il Signore si pente.. sì proprio così.. si pente di aver creato l’uomo.. e accade due volte.. a Sodoma e Gomorra e nel diluvio universale.. e fa tabula rasa.. nel primo caso con il fuoco.. nel secondo caso con l’acqua.. ma lascia la vita e la sopravvivenza ai pochi giusti che Lo temono e fanno la Sua Volontà.
Poi il Signore, a causa dei numerosi peccati dell’uomo, cerca di aiutarLo con le tavole della Legge, con l’oracolo dei profeti, fino alla venuta del Messia.. per me è uno spartiacque incredibile.. è davvero un prima e dopo.
È l’Infinito Amore.. nel Figlio Unigenito, in Cristo Gesù.. in Dio fatto Uomo, nel compimento dell’Amore, ho ogni risposta.