
Il prossimo 6 ottobre, all’Università Sapienza di Roma, si terrà il convegno Per una convivialità delle differenze. Verso un nuovo insegnamento della religione a scuola, promosso in collaborazione con la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Noi Siamo Chiesa e l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana. Si tratta di una giornata di confronto che nasce da una domanda da tempo al centro di un acceso dibattito: l’attuale modello di insegnamento della religione è ancora adeguato alla scuola e alla società italiana di oggi?
Sono trascorsi più di quarant’anni dalla revisione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica che ha definito l’attuale configurazione dell’Insegnamento della religione cattolica. Quarant’anni nei quali la società italiana è diventata più plurale e, parallelamente, sono aumentate le persone che non si riconoscono in alcuna appartenenza religiosa o che vivono forme di spiritualità lontane dalle istituzioni tradizionali.
Quel che non è accaduto, invece, è la scomparsa della religione dalla scena pubblica. Al contrario, essa continua a incidere sulla politica, sui conflitti, sulle identità collettive e sul dibattito sociale. Conoscere il fenomeno religioso non significa dunque soltanto possedere gli strumenti per comprendere una parte decisiva della storia, dell’arte e della cultura italiana; significa anche disporre di un alfabeto indispensabile per leggere il mondo contemporaneo.
La questione posta dal convegno, allora, non è semplicemente come “salvare” l’ora di religione di fronte al calo degli avvalentisi, né come ampliare, all’interno dell’IRC, lo spazio dedicato alle altre tradizioni. Si tratta, più radicalmente, di domandarsi quale sapere religioso debba offrire oggi la scuola pubblica.
L’orizzonte nel quale si muovono gli organizzatori è quello di un insegnamento pubblico, aconfessionale e pluralista, rivolto a tutti, capace di tenere insieme la conoscenza del patrimonio cristiano, lo studio delle altre tradizioni religiose e delle convinzioni non religiose, la comprensione del ruolo pubblico delle religioni e l’educazione al confronto. Dunque, non meno religione nella scuola, ma una conoscenza del fenomeno religioso più solida e adeguata al contesto contemporaneo.
Il convegno romano vuole riaprire questo confronto mettendo in dialogo prospettive disciplinari diverse. La mattinata sarà dedicata soprattutto al contesto nel quale oggi si colloca l’insegnamento della religione: Maria Chiara Giorda affronterà il nuovo pluralismo religioso, Gaetano Sabetta la teologia del dialogo e l’educazione alla diversità, mentre Luca Diotallevi rifletterà sul rapporto tra laicità, libertà religiosa e società post-secolare. Pierluigi Consorti e Roberto Mazzola approfondiranno poi il rapporto tra Stato e Chiese, mentre Flavio Pajer allargherà lo sguardo al panorama europeo dell’insegnamento della religione.
Nel pomeriggio il confronto si sposterà sull’analfabetismo religioso e biblico, sulla prospettiva pedagogica e sulla storia del dibattito italiano, con gli interventi di Paolo Naso, Marinella Perroni, Carlo Macale e Giuseppe Deiana. Filippo Binini, Giuseppe Bizzi e Patrizia Menozzi proveranno a mettere a fuoco le ragioni che rendono necessario un ripensamento dell’IRC; Marco Dal Corso, infine, concluderà facendo un appello alle Chiese e alla politica per un nuovo insegnamento scolastico di cultura religiosa in Italia.
Il convegno non pretende naturalmente di chiudere un dibattito che tocca questioni pedagogiche, culturali, giuridiche ed ecclesiali complesse. Vorrebbe piuttosto contribuire a rilanciarlo. Perché, a quarant’anni dalla revisione concordataria, domandarsi come insegnare religione significa interrogarsi anche su quali strumenti offrire alle nuove generazioni per comprendere e abitare una società plurale e su come contribuire alla costruzione di una reale convivialità delle differenze.
- Volantino e programma del Convegno (PDF): con possibilità di iscrizione





