
Il 1° luglio 2026 a Écône si è riaperta una vecchia e mai del tutto rimarginata ferita nella comunione della Chiesa Cattolica: la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), replicando uno strappo del 1988, ha compiuto un nuovo scisma con la consacrazione di quattro nuovi vescovi.
Perseverando nel suo rifiuto del magistero del Concilio Vaticano II e ad esso successivo (oltre che della nuova Messa) ed ignorando il paterno invito di Papa Leone XIV, la FFPSX ha deciso di compiere tale atto per un presunto stato di necessità, in quanto sarebbe rimasta presto priva di “propri Vescovi”, gli unici, a loro dire, in grado di garantire la corretta trasmissione del Deposito della fede e la preservazione dell’autentica liturgia. In questo modo, con decreto del 2 luglio 2026, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha dichiarato la scomunica latae sententiae dei cinque Vescovi della FFSPX, avvertendo che pure gli altri membri e frequentatori della Fraternità sarebbero potuti incorrere nella scomunica latae sententiae, in caso di adesione allo scisma. Lo stesso Dicastero ha avvertito i fedeli che da quel momento in poi i sacramenti celebrati dal clero lefebvriano sarebbero stati illeciti ed alcuni di essi persino invalidi.
Da allora sono affiorati diversi tentativi di argomentare l’invalidità o l’inefficacia della scomunica e la persistente validità e liceità dei sacramenti celebrati nel contesto della FFSPX.
Alla luce di questo atto scismatico, che ha danneggiato i legami di comunione con la Chiesa Cattolica, sul sito del Periodico online delle Scienze Canonistiche “Vox Canonica”, che già si era occupato di questo scisma con una approfondita analisi canonistica sui presunti vizi della scomunica ai lefreviani, è stata pubblicata, da parte dei due canonisti Emanuele Tupputi e l’Avv. Marco Visalli, una guida giuridico-pastorale che contiene opportune ed utili indicazioni giuridico-pastorali circa le questioni derivanti dal recente scisma dei membri della FSSPX.
Tale testo, partendo dagli atti del Dicastero per la Dottrina della Fede, vuole fornire informazioni chiare, esaustive e corrette tanto agli operatori del diritto quanto ai fedeli semplicemente confusi od alla ricerca della verità. In questo modo, la guida giuridico-pastorale mira ad essere un ausilio di cui potrà valersi chiunque abbia la responsabilità della cura pastorale di fedeli che versino in una condizione di scisma o sull’orlo di essa.
Si tratta di situazioni che richiedono la massima sollecitudine pastorale, poiché tali fedeli rischiano, in particolare, di non potere celebrare validamente i sacramenti della confessione e del matrimonio, in mancanza dei requisiti prescritti dal diritto canonico. Ebbene, la posta in gioco è troppo alta per indulgere a leggerezze e non valersi di tutti gli strumenti tecnici disponibili, che la citata guida giuridico-pastorale tenta di rendere più fruibili.
In genere, ogni crisi ecclesiale porta con sé confusione e disorientamento, il che accade tanto più in occasione di uno scisma. Proprio in questi casi, sono quantomai necessarie tutte le conoscenze e le competenze tecniche a nostra disposizione, per non perdersi e ridurre le possibilità di errore. Come insegna la Scrittura, «[i]l mio popolo perisce per mancanza di conoscenza» (Os. 4,6) e tutti noi abbiamo il dovere di acquisire, condividere ed applicare quella conoscenza che consente di rimanere nella verità ed in comunione con Pietro.
Per scaricare e leggere il testo integrale della guida giuridico-pastorale: qui.





