
Si è svolta lunedì 16 marzo 2026 alle ore 16.00, presso l’Aula Magna del Seminario Regionale Pio XI, Ancona, la presentazione del volume del prof. don Giovanni Frausini, Preti usa e getta? Le comunità e i loro preti (EDB 2025) patrocinata dall’Istituto Teologico Marchigiano e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Marche “Redemptoris Mater” (cf. il volume è stato presentato anche qui su SettimanaNews).
A proposito del titolo, che intende provocare una riflessione profonda oltre che intercettare un malessere ecclesiale diffuso, Frausini scrive: «Preti usati semplicemente per i sacramenti o solo per iniziative sociali non sono quelli di cui ha bisogno la Chiesa oggi! Preti usa e getta non sono utili per edificare la Chiesa di Cristo, quella che Gesù ha consegnato a noi e a tutte le generazioni come Chiesa apostolica» (p. 22).
Ospite di rilievo è stato mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e Presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, il quale ha curato la prefazione del libro ed è profondo conoscitore della teologia del ministero ordinato.
L’evento, moderato dal prof. Gian Luca Pelliccioni, ha registrato una buona e motivata partecipazione. Ha dato spazio, innanzitutto, a mons. Castellucci, che, con affabilità e competenza, ha delineato l’orizzonte teologico nel quale si colloca la riflessione attuale sul ministero ordinato nella Chiesa, ferito da numerosi fattori come la frustrazione, il sovraccarico di impegni e delle strutture da mantenere, gli scandali degli abusi.
Dopo un excursus sui modelli interpretativi del ministero ordinato e la proposta del Concilio Vaticano II, mons. Castellucci ha affermato come oggi occorra un modello di ministero «integrato-sinodale», in cui l’agire faccia sì che sia decentrato in modo che emerga l’autorità vivente del Cristo Gesù; questo, ovviamente, ha delle ricadute sulla formazione iniziale e permanente che dovrebbe sposare più che il modello pastorale quello che mette al cuore reti di relazioni più o meno strutturate e istituzionali.
Occorre – prosegue ancora Castellucci – che venga recuperata la dimensione profetica del ministero ordinato, che è attenta e in ascolto dello Spirito Santo laddove già Egli è all’opera e per seguirlo con tutte le forze.
Il dialogo è proseguito con l’intervento dell’autore, don Frausini, che, riprendendo le parole del vescovo di Modena, ha sintetizzato la posizione espressa nel suo saggio con la domanda: come interpretare il ministero ordinato oggi? Sono da superare, perché non più adeguati, diversi modelli di ministero ordinato (sacrale, pastorale ecc.) per ritrovare la chiave di volta interpretativa nella successione apostolica per l’apostolicità della Chiesa intera.
Le conseguenze di questa visione collocano il ministero ordinato nella Chiesa come popolo di Dio e per la sua edificazione in linea con quanto papa Francesco disse nel discorso per il 50° dell’istituzione del Sinodo dei vescovi: «La sinodalità, come dimensione costitutiva della Chiesa, ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico».
Gli interventi che sono seguiti hanno dato vita ad un dialogo lieto e franco su temi di attualità quali anche il celibato dei presbiteri e l’ordinazione delle donne. È possibile rivedere l’intervento di mons. Castellucci sul canale YouTube dell’Istituto Teologico Marchigiano.





