
La seconda giornata della visita apostolica di papa Leone XIV in Angola è stata caratterizzata da un profondo fervore popolare e da un forte messaggio di speranza, rivolto a un popolo in cerca di rinnovamento.
A Kilamba, a una trentina di chilometri da Luanda, circa 100.000 fedeli si sono riuniti per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre. In un’atmosfera vibrante di fede, canti e preghiera, il papa ha esortato gli angolani a guardare al futuro con fiducia: “Fratelli e sorelle, oggi bisogna guardare al futuro con speranza e costruire la speranza del futuro. Non abbiate paura di farlo”.
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Al centro della sua omelia, Leone XIV ha insistito sulla presenza viva di Cristo risorto, compagno di viaggio di ogni credente. Ha ricordato che Gesù “cammina con voi come con i discepoli di Emmaus e si dona come il pane”, invitando ciascuno a diventare testimone della Risurrezione nella vita quotidiana.
In un Paese segnato da sfide sociali ed economiche, questo messaggio è risuonato come un appello alla responsabilità collettiva: costruire «una nuova umanità e una nuova società», fondate sulla giustizia, la solidarietà e la fede viva.
Dopo la Messa, durante la preghiera del Regina Caeli, il papa ha esteso lo sguardo alla scena internazionale, esprimendo la sua viva preoccupazione di fronte all’”intensificarsi degli attacchi” in Ucraina. Fedele alla linea costante della Santa Sede, ha lanciato un appello urgente a far tacere le armi e a intraprendere percorsi sinceri di dialogo.
Questo momento ha conferito una dimensione universale alla sua visita, ricordando che la speranza cristiana non conosce confini e che impegna i credenti a portare la preoccupazione per la pace in tutto il mondo.
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La giornata si è conclusa in un clima di raccoglimento presso il santuario mariano di Nostra Signora di Muxima, affettuosamente chiamata “Mama Muxima” dai fedeli.
Luogo di grande spiritualità in Angola, questo santuario ha accolto il papa per una preghiera mariana improntata alla semplicità e alla profondità. In questo contesto carico di storia e di devozione, Leone XIV ha affidato il popolo angolano alla Vergine Maria, sottolineando il suo ruolo di madre che accompagna, consola e guida sui sentieri della speranza.
Concludendo questa seconda giornata, il papa ha lasciato un’impronta forte: quella di un pastore vicino alle realtà umane, attento alle sofferenze del mondo, ma profondamente radicato nella luce pasquale.
Tra lo slancio popolare di Kilamba, l’appello alla pace universale e il raccoglimento a Muxima, Leone XIV ha tracciato un percorso chiaro: quello di una speranza attiva, capace di trasformare i cuori e, attraverso di essi, un’intera nazione.
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