Rimini: “Potere e poteri”, un contributo dalla teologia

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«Potere e poteri, un contributo dalla teologia». Con questo titolo l’Istituto Superiore di Scienze Religiose «Alberto Marvelli» di Rimini-San Marino e il Coordinamento delle teologhe italiane promuove un convegno di studi, che si terrà questo venerdì e sabato 27-28 febbraio 2026 presso la sede dell’ISSR di Rimini.

Sarà un’occasione preziosa per interrogarsi su ruoli, significati e prassi del potere, ed anche sul suo potenziale, a livello sociale ed ecclesiale, grazie ad una riflessione teologica condivisa tra le due istituzioni, stimolata da un precedente appuntamento in modalità di workshop, tenutosi nel mese di novembre, da cui sono scaturite le linee fondamentali delle due sessioni di lavoro, venerdì 27 febbraio al pomeriggio e sabato 28 febbraio al mattino.

Nella prima sessione, dopo un’introduzione a cura del direttore dell’ISSR di Rimini, don Marco Casadei, e della presidente del Coordinamento delle Teologhe, Simona Segoloni, si affronteranno i nodi del potere civile nei soggetti collettivi, in un tempo in cui la democrazia è fortemente messa in crisi da stili autoritari di gestione del potere politico. Saremo aiutati, in questa riflessione, da Marcello Neri, con una relazione dal titolo gestire il potere nei soggetti collettivi. Apologia della democrazia.

La logica della comunicazione globale ha infatti portato all’ascesa di modalità politiche che nulla hanno a che fare con la paziente opera di mediazione e ricerca di forme alte di compromesso per il bene comune. Viene invece apparentemente premiata la voce alzata e prepotente, il braccio di ferro basato solo sulla minaccia della forza, la negoziazione paternalistica di reti che bypassano le istituzioni sovranazionali e le spogliano di legittimità e potere d’azione. Inoltre, nell’attuale gestione dell’immigrazione globale, emerge il tentativo del potere di controllare la vita fisica degli uomini: esso si pone come sovrano dei confini e degli spostamenti delle persone, sacrificando, in nome dell’integrità territoriale, la speranza di milioni di giovani.

Tutto questo esige un ripensamento radicale delle attuali forme della democrazia, in chiave nazionale e globale, perché possano essere risignificate e sostenute da una cultura del dialogo, sensibile alla difesa dei diritti dell’uomo.

Inoltre non possiamo non citare, nell’attuale panorama globale, nonostante tutti gli sforzi di opinione e legislativi, un permanente squilibrio di genere nella distribuzione del potere e una difficoltà della donna ad attestare il proprio carisma di responsabilità a servizio dell’umano su livelli anche solo lontanamente paragonabili a quelli degli uomini. La questione di genere è ancora fortemente attuale, nella società e anche nella Chiesa, dove modelli antropologici di origine patriarcale continuano a condizionare la teologia e la prassi delle nostre comunità. Su questo ultimo aspetto ci aiuterà Lucia Vantini, con una relazione dal titolo il potere che ci stanca. Teologia, genere e democrazia.

Siamo in ogni caso fiduciosi che il frutto maturo del cammino sinodale abbia portato nella Chiesa italiana una maggiore circolazione di riflessioni, desideri, esperienze e prassi che stanno mostrando la vitalità di germogli promettenti. Tutto questo sarà alimentato da una gestione pastorale capace di accompagnare questi processi, sapendo cogliere e valorizzare l’autenticità della ricerca pastorale, per come essa si esprime anche dal basso. Ciò chiede anche di ripensare al potere nella Chiesa in una modalità capace di rispettare i diritti di tutti i battezzati, che da sudditi possano diventare soggetti pienamente corresponsabili nel cammino della comunità ecclesiale. Si tratta quindi di una sinodalità matura, quella che qui auspichiamo, capace di attivare il protagonismo e i carismi di tutti nel cammino dell’evangelizzazione. A questo riguardo saremo aiutati dalla relazione di Donata Horak, dal titolo Chiesa e democrazia. Diritti e potere nella Chiesa.

Nella sessione di sabato 28 febbraio la riflessione si sposterà verso due ambiti convergenti, biblico e sociale, per immaginare potenzialità e prassi nuove di potere.

Nella prima relazione, di taglio biblico, tenuta da don Davide Arcangeli e intitolata poteri e profezia nel Quarto Vangelo, si farà perno sul Vangelo di Giovanni, per comprendere la forma di potere tipica del logos fatto carne, secondo una particolare modalità di ristabilire la giustizia. Il Vangelo di Giovanni è opera di un testimone eminente della tradizione, identificabile con il celeberrimo Discepolo che Gesù amava (DA), colui che viene descritto al c.13 come colui che stava reclinato sul seno (κόλπος) di Gesù, in modo simile a Gesù stesso, il Figlio che è nel seno (κόλπος) del Padre. La sfumatura femminile di questa posizione rivelativa di Gesù e del DA si manifesta anche nella modalità di attuazione del potere divino e in particolare nelle prassi di ristabilimento della giustizia, fondate su processi relazionali (rîb) più che su sentenze escatologiche (mišpa). Questo porta come conseguenza una differente modalità di intendere la giustizia, non più in modo retributivo ma aperto ad una sempre possibile riconciliazione.

Anticiperà questa prima relazione un breve contributo di una studentessa dell’ISSR, avv. Valentina Broccoli, per portare l’esperienza della mediazione penale in relazione con il rîb biblico. Seguirà alla prima relazione un respondet da parte della biblista Emanuela Buccioni.

La seconda relazione offrirà un contributo filosofico sul ruolo dell’immaginazione nel ripensare concretamente la gestione del potere oggi, in un contesto di forte trasformazione sociale e di cambiamento radicale dei modelli tradizionali dell’economia e della politica. Si tratta non solo di ricostruire i fondamenti della convivenza sociale ed ecclesiale, ma anche di immaginare pratiche e movimenti capaci di riplasmare un senso di comunità e di generare narrazioni ricche di futuro e di speranza. A questo riguardo saremo aiutati dal prof. Vincenzo Rosito, con una relazione dal titolo poteri e possibilità: immaginare pratiche e movimenti. Anticiperà questa seconda relazione un breve contributo di una studentessa dell’ISSR, Anna Rita Podeschi, che descriverà la sua elaborazione di una pedagogia della relazione alla luce del Gesù lucano, per immaginare prassi educative capaci di prevenire tutte le forme di abuso.

Seguirà la seconda relazione un respondet da parte della teologa Emilia Palladino e un tempo di dibattito aperto ai docenti e agli studenti.

Infine, invitata speciale il venerdì sera, alle ore 21, presso la sala Manzoni, sarà la giornalista RAI di grande spessore ed esperienza, Giuseppina Paterniti (già corrispondente RAI da Bruxelles per sue le testate giornalistiche, nonché direttrice del TG3), in dialogo con Simona Mulazzani, direttrice di Icaro TV, ed anche docente all’ISSR. La serata sarà intitolata: potere, informazione, democrazia, sfidare la crisi guardando al futuro.

In un tempo di forte crisi dei modelli di gestione del potere, questo convegno offre un contributo di riflessione da parte della teologia, con l’obiettivo di interpretare i segni dei tempi che viviamo senza cedere alla rassegnazione e al disincanto, anzi promuovendo una sana immaginazione e incoraggianti prospettive su cui incamminarsi senza timori per il nostro futuro.

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