Appello per la pace del Consiglio Direttivo dell’A.T.I.
Lunedì 16 marzo 2026
Nel Vangelo di Luca, giunto in vista di Gerusalemme, Gesù piange sulla città pronunciando parole cariche di amarezza: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!» (Lc 19,42).
La scena è commovente, e nel pianto del Figlio di Dio c’è tutto il dispiacere nei confronti di chi fa il male e la compassione nei confronti di chi soffre.
In questo tempo drammatico, vogliamo unirci al moto del cuore di Cristo. Siamo addolorati di fronte alle scelte di chi vuole la guerra e affranti per i popoli e le nazioni che piangono i loro morti, tra cui donne e bambini innocenti.
Per questi motivi, il Consiglio Direttivo dell’Associazione Teologica Italiana (A.T.I.) sente la responsabilità di unirsi a tutti coloro che rifiutano la violenza. Ribadiamo che la guerra va ripudiata «come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana) e che «ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità» (Gaudium et spes, n. 80).
In quanto teologi e teologhe abbiamo lo strumento fragile e mite della parola per ribadire il nostro no ad ogni violenza, e vogliamo impegnarci, nelle nostre riflessioni e nel nostro insegnamento, a sostenere una cultura della pace.
Nelle assemblee cristiane di tutto il mondo, da secoli riecheggia il saluto del Risorto: «Pace a voi!» (Lc 24,36; Gv 20,21). Essa è la promessa del nostro Salvatore, che vuole trovare, anzitutto in noi, figli e figlie capaci di divenire autentici «operatori di pace» (Mt 5,9).






