Donne per l’Africa

di: Massimo Leone - Flaviana Robbiati

8 marzo 2019, centro di Milano, un salone allestito con eleganza per una serata dal titolo “Donne per l’Africa” a sostegno del progetto DREAM della Comunità di Sant’Egidio per la lotta all’aids in 11 paesi del continente africano.

Dalle cucine entrano ed escono Geneza, Garofita, Mara, con i vassoi ricchi di pietanze che hanno preparato per gli ospiti. Sistemano i tavoli, intrattengono gli ospiti nell’attesa di ascoltare in diretta dal Malawi le voci di donne che hanno vinto la malattia e l’emarginazione provocate dall’HIV.

Geneza, Garofita e Mara sono donne rom, fino a pochi anni il loro destino era vivere in baracca, emarginate. L’amicizia con i volontari di Sant’Egidio ha dato loro la possibilità di cambiare e ora hanno una casa e un lavoro.

Le loro figlie frequentano le scuole superiori e stasera aiutano le mamme preparando rametti di ulivo e mimose per accompagnare foto di bimbi e mamme africane da donare agli ospiti. Sono loro, donne rom giovani e giovanissime, che introducono la voce di Jane dal Malawi.

Jane, grande sorriso, non ha vergogna di raccontare la sua storia di malata di aids. Dopo tanti momenti bui, ora grazie alle cure ricevuta dal programma DREAM ha una vita felice e attiva; anche i suoi figli ora stanno bene. Jane racconta con orgoglio la sua rinascita: «Non ricordo quando sono nata la prima volta, ma la seconda la ricordo bene», e di una nuova famiglia fatta di tanti malati di aids ora non più soli, di bambini orfani per l’aids, di volontari pieni di entusiasmo, di medici, di amici che dall’Europa (e non solo) si recano in Malawi a sostenere il progetto. Così Jane da paziente è diventata responsabile di un importante centro di salute DREAM, a Blantyre, in Malawi, dove migliaia di malate (in Africa il 70% dei malati di aids è donna) ritrovano la forza per ricostruire una vita serena.

Nel racconto di Jane la parola “io” lascia via via il posto al “noi”, un “noi” dove cambiare diventa possibile, reale, per lei come per tante altre donne rese vulnerabili dalla malattia e dall’isolamento.

Scorrono le immagini dell’Africa di Jane, baracche senza luce né acqua corrente. Le donne rom attente annuiscono, conoscono bene quella povertà fatta di esclusione, di acqua da andare a prendere a chilometri di distanza, un futuro che difficilmente si riesce ad immaginare diverso, per sé e per i propri figli.

Anche per loro, oggi la parola “noi” è diventata uno stile di vita. Da oltre un anno Geneza, Garofita e Mara e tante altre donne rom raccolgono fondi per aiutare le donne africane, le sentono vicine, le capiscono.

A noi, milanesi doc, l’8 marzo ha regalato queste donne, Jane e i suoi racconti africani, e le donne rom, tutte con una nuova vita.

Geneza, Garofita e Mara sognano di raggiungere e abbracciare le loro “sorelle” in Africa. Una serata di storie difficili, che queste donne rendono leggera. Jane e le altre, ora possono davvero sognare. Con l’augurio che sia 8 marzo ogni giorno. (Comunità di Sant’Egidio)

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Un commento

  1. Chicco 18 marzo 2019
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