Belgio: una Chiesa in transizione

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Un rapporto molto ampio analizza la situazione della Chiesa belga. I punti problematici attuali e i punti di forza in vista del futuro.

Per la seconda volta la Chiesa che è in Belgio ha pubblicato un rapporto esauriente, con dati statistici, grafici e fotografie. Il rapporto è composto da 93 pagine e mostra al grande pubblico i passaggi principali di una Chiesa in evoluzione.

Il rapporto va letto alla luce di quanto si sta realizzando nelle diocesi, nelle associazioni, nelle istituzioni di cura, come anche nella vita consacrata, anche se non si può certo racchiudere in dati statistici quanto si realizza per la formazione dei credenti e per l’aggiornamento strutturale delle parrocchie e dei vari istituti.

Il rapporto pone l’attenzione su alcuni elementi principali:

  1. La donna nella Chiesa: il 55% dei volontari che si dedicano all’incremento della vita cattolica è femminile. Compiti di rilievo sono affidati alle donne, come l’accompagnamento del processo di malattia, della morte e la guida dei funerali, la catechesi nelle parrocchie, il servizio della carità, la visita ai malati. Un numero sempre maggiore di donne è in posizione di governo, partecipa ai consigli episcopali e dirige vicariati e uffici centrali sia nelle diocesi sia nei consigli parrocchiali.
  2. Laici impegnati: le diocesi contano 1.940 sacerdoti ordinati dai vescovi, accanto a 2.038 laici impegnati nelle istituzioni. Nei consigli parrocchiali i laici e i sacerdoti operano condividendo la responsabilità. I consigli di decanato e delle parrocchie sono composti da una decina di persone, tra cui un sacerdote e un diacono. L’uguaglianza tra laici (laiche) e sacerdoti si nota chiaramente nella programmazione e nella realizzazione pastorale. Si contano inoltre 64 seminaristi, 39 uomini si preparano al diaconato e sono 297 tra uomini e donne coloro che riceveranno un mandato pastorale.
  3. Nelle città aumentano le comunità di credenti stranieri. 155 comunità cattoliche sono di varia origine, 9 sono di rito orientale, caldeo, greco, ucraino, siriano… Dei 2.260 sacerdoti pagati dal ministero di Giustizia, il 20% è di origine straniera.
  4. La parrocchia in prospettiva futura si vede costretta a unire le proprie forze. Non tutte le vecchie parrocchie sono in grado di gestirsi autonomamente. Qui soprattutto si fa sentire la crisi della fede. Comunità sempre più ridotte non possono più pretendere un servizio a tempo pieno. Il calo di numero dei sacerdoti costringe i fedeli a frequentare le parrocchie più vicine. Ciò causa molto disagio, specialmente alle persone che faticano a muoversi. Anche se nelle parrocchie c’è chi si dedica a offrire un servizio di trasporto, non è sempre possibile servire tutti.
  5. La frequenza ai sacramenti si riduce constantemente. A messa la domenica – anche se 50% si dichiara cattolico – partecipa tra il 5 e il 7% della popolazione. Circa 100.000 persone seguono l’eucaristia in televisione. Giornate speciali come le grandi festività attirano moltissima gente. Lo scorso anno, la giornata dedicata ai grandi monumenti della Chiesa ha visto interessate 400.000 persone. Un aspetto positivo sono anche le visite ai monasteri, le giornate di ritiro, le visite ai santuari mariani. Lungo il corso dell’anno, ogni giorno più di 600 persone pernottano in un convento. La ricerca di spiritualità è senz’altro grande. I sacramenti sono in calo, i battesimi sono scesi dell’11,83%, la cresima del 4,33%, i matrimoni in chiesa del 13,92%. Sono in crescita i battesimi amministrati all’interno dell’eucaristia domenicale.
  6. Molte chiese parrocchiali sono di proprietà dei comuni o delle amministrazioni cittadine. Mentre il numero di praticanti diminuisce, si tratta con le autorità civili sull’uso delle chiese. Non tutte le chiese servono ancora alla comunità locale e non possiamo addossare alle autorità il restauro di chiese che non sono più o sono poco utilizzate. Nell’anno 2018 la gestione di 31 chiese cattoliche è stata lasciata ai comuni.
Un popolo di laici

In sintesi, possiamo affermare che in Belgio esiste una crisi di fede, e ciò è dovuto sia alla secolarizzazione sia alla tendenza della politica favorevole ad una società laica. Temi etici sono ben presenti nei progetti del governo, ma spesso si ha l’impressione che si voglia reagire contro il predominio cattolico degli anni passati. Nonostante questo, la Chiesa è in buona salute, perché in questi tempi si stanno formando moltissimi laici, anche giovani, nella fede.

Il compito principale della Chiesa oggi è dare al maggior numero di persone una più profonda conoscenza e chiedere una più convinta pratica della fede cattolica, così da poter contare su molti per guidare verso un futuro più sicuro la Chiesa, fondata sulle Scritture e sui sacramenti.

Riferendomi alla decisa reazione di papa Francesco contro tutte le forme di clericalismo, mi pare di poter affermare che la parità e la responsabilità condivisa presenti nella Chiesa che è in Belgio garantisce, anche per il futuro, una maggiore consapevolezza di essere “popolo di Dio”.

 * Luc van Looy è vescovo emerito di Gent (Gand).

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