Brasile: Teologi e accademici sulla crisi

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Consta di 13 punti un documento di riflessione e pieno di preoccupazioni che un gruppo di teologi, biblisti, sociologi e professori ha indirizzato alla Conferenza episcopale. Si fa un pressante appello perché si superi il clima di intolleranza e di odio nel dibattito politico in corso, che sta dividendo le stesse famiglie. Si ricorra al dialogo, e si eviti il prolungamento della crisi che sta mettendo in serio pericolo la società brasiliana, colpendo soprattutto i più poveri e la classe dei lavoratori. Si cerchino risposte con discernimento, serenità e responsabilità, ponendo fine alla logica del mercato e agli interessi di parte. Si interrompa la politica del patto fiscale, che genera recessione e disoccupazione. Il debito pubblico va affrontato in maniera che non ne soffrano gli investimenti, le politiche sociali riguardo alla disoccupazione, l’educazione, la salute e la lotta alla povertà. La campagna politica non venga finanziata da persone, imprese, classi corrotti e lo Stato non si sottometta alle banche e alle grandi imprese.

È necessaria una seria riforma politica, che garantisca la vera democrazia e la partecipazione effettiva. Si investighi sulla corruzione di alcune imprese e settori della Stato e si puniscano i responsabili, però si faccia attenzione alla spettacolarizzazione di azioni giudiziarie, come sta avvenendo in questi ultimi tempi. Alla luce dell’enciclica di papa Francesco Laudato si’, per uscire dalla crisi non si colpiscano i lavoratori con misure vessatorie, si faccia la riforma agraria, si rispettino le terre indigene, si esaminino con accuratezza i progetti idroelettrici e minerari soprattutto nella zona amazzonica, ascoltando la voce degli abitanti e che sia data loro una giusta compensazione. Si denunci il crescente numero di assassini di leader indigeni e di contadini e siano puniti i colpevoli. Il Brasile non interrompa i rapporti con gli altri Paesi dell’America Latina e intensifichi i rapporti di cooperazione e solidarietà. I mass media siano a servizio di tutti e sia concesso uno spazio più ampio ai media cattolici per un dibattito critico, pluralista, sereno e aperto sulla situazione economica, sociale, politica del Paese alla ricerca di vie d’uscita dalla crisi. Comunità pastorali, parrocchie, movimenti ecclesiali e scuole si dedichino a educare il popolo alla partecipazione attiva, approfondendo il rapporto tra l’essere cristiani e l’impegno politico, al fine di togliere disuguaglianze e ingiustizie, con attenzione a coloro che sono più vulnerabili. E infine, la gioventù sia animata ad esercitare il suo protagonismo nella vita pubblica, avvalendosi delle nuove tecnologie, utilizzando reti sociali per approfondire ed esercitare il suo ruolo insostituibile nella società brasiliana.

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