USA: la Chiesa e i popoli nativi

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La Commissione canadese per la verità e la riconciliazione ha aiutato tutti i canadesi e le comunità delle First Nations ad affrontare le dolorose realtà del passato coloniale della loro nazione, in particolare l’orribile eredità delle scuole residenziali per bambini indigeni.

Queste scuole, molte amministrate da ordini religiosi cattolici e destinate a essere motori di assimilazione, divennero centri di disperazione e brutalità.

La recente scoperta di centinaia di tombe senza nome in due scuole, e la probabilità che altre migliaia siano trovate in altri siti di scuole residenziali, hanno incrementato lo sconcerto. Ma almeno in Canada una base per la guarigione è stata posta dalla Commissione per la verità e la riconciliazione voluta dal governo.

Nessun processo simile è iniziato negli Stati Uniti, anche se molti degli stessi oltraggi sono probabilmente avvenuti da questa parte del confine, nel sistema di più di 350 collegi per nativi americani nel XIX secolo che sono serviti da modello per il sistema canadese. E proprio come in Canada, la Chiesa cattolica aveva un ruolo significativo nell’amministrazione di questa “scolarizzazione”, che spogliava i bambini nativi americani delle loro lingue e culture.

A partire dal 1819 e fino al 1969, il governo degli Stati Uniti fornì le risorse e il supporto logistico per le scuole, e i gruppi religiosi, compresa la Chiesa Cattolica, furono tra i volenterosi beneficiari. Secondo la National Native American Boarding School Healing Coalition, nel 1926 c’erano 357 scuole in 30 stati con più di 60.000 bambini. Gli ordini religiosi cattolici negli Stati Uniti amministravano 84 di queste scuole. La Compagnia di Gesù ne gestiva quattro.

Il Dipartimento degli Interni è, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, guidato da un nativo americano. Il Segretario degli Interni Deb Haaland ha ordinato un’indagine sulla storia di queste scuole e una ricerca delle tombe dei bambini che potrebbero esservi morti.

Annunciando l’iniziativa, la signora Haaland ha detto di sperare di “fare luce sui traumi non detti del passato”.

“So che questo processo sarà lungo e difficile” – ha detto. “So che questo processo sarà doloroso. Non cancellerà lo strazio e la perdita che molti di noi sentono. Ma solo riconoscendo il passato possiamo lavorare verso un futuro che siamo tutti orgogliosi di abbracciare”.

Sarà difficile determinare, dopo tanto tempo, la causa della morte di molti dei bambini che saranno trovati in queste tombe. Molti dei deceduti saranno sicuramente trovati morti a causa di malattie come la tubercolosi, che allo stesso modo ha causato molte vittime tra i bambini delle scuole residenziali in Canada. Ma l’identificazione della tubercolosi e di altre forme di mortalità “naturale” tra questi bambini non ci dirà tutta la storia.

Un esame approfondito dei registri oggi ancora a disposizione sarà importante per aiutare a distinguere le storie individuali e costruire un racconto più ampio sulla mortalità nei collegi statunitensi.

La Chiesa negli Stati Uniti dovrebbe fare ogni sforzo ora per prepararsi a questa indagine del Dipartimento degli Interni e per un’impresa più ampia e completa per svelare la storia completa dei collegi e il ruolo della Chiesa nel maltrattamento di questi bambini indigeni.

Per decenni il popolo di Dio è rimasto costernato dall’offuscamento fatto da quei leader della Chiesa che hanno permesso l’emersione solo di un rivolo di documenti incompleti rilasciati dagli archivi diocesani e provinciali, mentre gli investigatori lottavano per arrivare alla verità sugli abusi dei bambini da parte dei preti statunitensi e sull’insabbiamento di quei crimini.

La Chiesa negli Stati Uniti deve dimostrare di aver imparato dalla sofferenza che tali fallimenti hanno imposto ai sopravvissuti, alle loro famiglie e ai cattolici di tutto il mondo.

Questa è l’ora e qui sta l’opportunità. All’inizio di questa indagine preliminare, la Chiesa deve portare tutto alla luce, completamente e rapidamente. I funzionari della Chiesa degli Stati Uniti dovrebbero ricercare in maniera approfondita negli archivi e condividerli insieme al materiale chiuso nelle cancellerie, negli archivi delle università e nelle soffitte delle comunità religiose.

Il perdono e la guarigione possono iniziare solo dopo aver affrontato la parte più difficile: affrontare il passato, dire la verità, rivelare il peggio.

  • Pubblicato su America, rivista dei gesuiti statunitensi (nostra traduzione dall’inglese).
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