Germania: insegnare religione in tempo di trasformazioni

di: Marcello Neri (a cura)

I processi di trasformazione in atto a livello europeo (società, culture, religioni) chiedono un ripensamento e una nuova configurazione anche dell’insegnamento della religione. Un gruppo di esperti tedeschi del settore ha redatto un testo propositivo teso a delineare alcuni capisaldi per un insegnamento della religione nella scuola pubblica all’altezza delle sfide dell’ora presente e capace di prospettive future, che offriamo ai lettori in una nostra traduzione dal tedesco (qui l’originale). L’educazione religiosa è vista come tratto culturale imprescindibile in uno spazio pubblico che diventa sempre più pluriforme e frammentato. Si riafferma l’ancoramento confessionale dell’insegnamento della religione, perché così si può garantire la connessione del sapere religioso ai vissuti concreti delle comunità di fede. Sul solco dell’esperienza ecumenica si sottolinea il carattere cooperativo, che permette l’intreccio tra diverse religioni e discipline umanistiche. Infine, si rimarca la necessità di un insegnamento della religione contestuale, capace di cogliere fenomeni e forme del religioso che gli studenti incontrano personalmente nel loro vissuto quotidiano. Sul tema – per quanto riguarda la situazione italiana – SettimanaNews ha già offerto uno sguardo panoramico alla prossima riforma degli Istituti superiori di scienze religiose (qui).

Snodi per il futuro

I processi di trasformazione in atto a livello sociale, politico e religioso in Germania pongono l’insegnamento della religione davanti a nuove sfide. Le appartenenze alle confessioni e religioni si modificano: diminuiscono gli studenti cattolici ed evangelici, mentre aumenta il numero di quelli senza confessione e musulmani. Al tempo stesso la religione è tornata a essere un tema pubblico. In una prospettiva che guardi all’insieme della società si pone la questione decisiva su come possa riuscire una buona coesistenza tra persone che hanno un diverso retroterra culturale, religioso e di visione del mondo. Si tratta di qualcosa che tocca anche l’esistenza dei bambini e dei giovani, che però guardano al futuro in maniera ottimistica e si caratterizzano, anche per ciò che riguarda l’aspetto religioso, per la loro disposizione sostanzialmente pragmatica.

Formazione ed educazione religiosa giocano in questo quadro un ruolo importante. Alle scuole in particolare, con un apprendimento inter-culturale e interreligioso, spetta una specifica responsabilità. L’insegnamento della religione tiene desta la questione di Dio e contribuisce, mediante un confronto basato sulla ragione, a rendere capaci gli studenti a disporsi verso la religione in maniera riflessiva contrastando così tendenze fondamentalistiche. Attraverso l’insegnamento della religione si mostra come persone illuminate possono vivere oggi con la religione e la fede. Esso sostiene inoltre la capacità di scambio e di comprensione con gli altri, con persone di altre fedi, all’interno di una pluralità religiosa, culturale e sociale. Nel cuore della domanda su ciò che vale, sul senso e sulla felicità, gli studenti vengono presi sul serio in questo loro movimento di ricerca: non sono lasciati da soli, ma trovano sostegno e accompagnamento. Ottengono così, in un mondo che diventa sempre più plurale, aiuto per l’orientamento e sono resi capaci di trovare la propria posizione in uno scambio con gli altri.

Per corrispondere a queste mete anche in futuro, e rafforzare l’insegnamento della religione quale luogo di apprendimento, è necessario svilupparlo ulteriormente sia dal punto di vista della concezione, sia da quello organizzativo. In questo sono coinvolti tutti gli attori legati all’insegnamento della religione: i vertici delle Chiese come gli officiali delle scuole e dello stato, la pedagogia della religione accademica e gli insegnanti di religione nel loro contesto di lavoro, gli studenti e i genitori.

Poiché un insegnamento della religione capace di futuro dipende anche da quali sono le concezioni e gli accertamenti empirici a disposizione, come accademici e cultori scientifici della materia ci sentiamo in dovere di dare ancor maggior peso a tali aspetti nel nostro lavoro di ricerca. Quali snodi per un insegnamento della religione capace di futuro si profilano i seguenti elementi che, nella loro connessione, definiscono al tempo stesso delle prospettive di sviluppo della disciplina:

L’insegnamento della religione del futuro è confessionale

Nell’insegnamento della religione confessionale, legato a un tratto confessante, questioni e temi religiosi circolano in un modo che è corrispondente a quello che essi occupano nelle religioni con la loro specificità quali persuasioni di vita. Incontrando e confrontandosi con insegnanti che, nel corso delle lezioni, vi apportano la loro posizione religiosa gli studenti possono imparare a comprendere come sia possibile l’essere cristiano nelle condizioni di vita odierne. Possono interrogare la fede cristiana quale possibile interpretazione del senso per il loro posizionamento religioso, da un lato, e possono fare esperienza di un sostegno nell’elaborazione delle questioni esistenziali che sorgono in essi, dall’altro. Nell’insegnamento confessionale della religione si rispecchia il fatto che il cristianesimo è contrassegnato dalle diverse confessioni, e che anche i riferimenti individuali al cristianesimo (siano questi consci o meno) si agganciano comunque ad accentuazioni di carattere confessionale. In questo ambito si deve tenere desta una percezione della molteplicità del cristianesimo come una ricchezza, senza cadere in modelli tradizionali di confessionalizzazione.

L’insegnamento della religione del futuro è cooperativo

A motivo del percorso ecumenico del cristianesimo, della necessità di una collaborazione dialogica tra le religioni e delle mutazioni religiose in atto, la cooperazione confessionale nell’insegnamento della religione già in atto vantaggiosamente presso molte scuole deve essere ulteriormente sviluppata, sostenuta, e istituzionalmente rafforzata. Attraverso diversi formati di insegnamento cooperativo si devono trovare risposte comuni e condivise alle questioni urgenti dell’ora presente. Questo richiede anche un più marcato collegamento e una cooperazione creativa con le cosiddette discipline alternative all’insegnamento della religione e con l’insegnamento di altre religioni nella scuola. La meta è quella di dare avvio a processi di insegnamento dialogico e condiviso e di elaborare temi all’interno di un quadro interreligioso.

L’insegnamento della religione del futuro è contestuale

La situazione dell’insegnamento della religione varia da luogo a luogo, da regione a regione, e addirittura da scuola a scuola. Per questo è necessario percepire e dare riconoscimento a concezioni regionali già esistenti e a risposte contestualizzate a condizioni pluriformi. Altrettanto importante è sviluppare concezioni dell’insegnamento della religione e forme della sua organizzazione che rendono possibile un’aderenza effettiva alla situazione locale. Una concezione che, in primo luogo, si pensa vincolata esclusivamente alla rappresentazione dei grandi gruppi confessionali, deve essere ritenuta insufficiente a partire sia da una prospettiva formativa sia da quella della già indicata esperienza ecumenica.

Questo triplice profilo dell’insegnamento della religione richiede cardini e standard comuni diffusi su tutto il territorio tedesco, ma anche la possibilità di uno spazio libero che garantisca di poter dare forma a un insegnamento confessionale della religione con orientamento cooperativo e condiviso contestualmente a livello locale.

Il nostro contributo

I firmatari di questo testo propositivo vedono nei seguenti punti la forma del loro contributo per realizzarne gli spunti:

  • Sviluppare ulteriormente e rafforzare a livello delle politiche scolastiche differenti modelli di un insegnamento della religione che sia confessionale e cooperativo al tempo stesso, in grado di prendersi in carico in maniera seria gli aspetti contestuali effettivi a livello locale.
  • Mettere mano a un’attività di ricerca che permetta di individuare i cardini e gli standard per quanto concerne la concezione e l’organizzazione di un insegnamento della religione confessionale, cooperativo e contestuale, da un lato, e renderli operativi nella formazione degli insegnanti come nella prassi scolare, dall’altro.
  • Dove possibile, cooperare in maniera più marcata, nella prima fase della formazione degli insegnanti presso le università e gli istituti accademici, con i docenti delle altre confessioni e comunità religiose, da un lato, e con quelli delle cosiddette discipline alternative all’insegnamento della religione nelle scuole (etica e filosofia, ad esempio).
  • Costruire e sviluppare forme di collaborazione con la pedagogia della religione ebraica e musulmana, con gli istituti di pedagogia della religione di altre comunità religiose che stanno facendo il loro ingresso nelle università statali, e con i docenti di pedagogia dell’insegnamento delle discipline alternative (etica, filosofia, e così via).
  • Prendere in considerazione, per quanto riguarda lo sviluppo di un insegnamento della religione confessionale, cooperativo e contestuale, il fatto del numero in aumento di studenti che non appartengono a nessuna confessione e religione.

Gruppo coordinatore:

Prof. Dr. Konstantin Lindner, Universität Bamberg

Prof. Dr. Elisabeth Naurath, Universität Augsburg

Prof. Dr. Mirjam Schambeck sf, Universität Freiburg

Dr. Hans Schmid, direttore emerito della formazione pedagogico-religiosa iniziale e permanente presso il seminario vescovile e la curia diocesana di Bamberg

Dr. Peter Schreiner, Direttore del Comenius-Instituts di Münster

Prof. Dr. Henrik Simojoki, Universität Bamberg

Dr. Winfried Verburg, Direttore del dipartimento Scuole e Università presso la curia diocesana di Osnabrück

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