Nigeria: proteste contro la polizia

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“Qui a Port Harcour tutto è tranquillo. Non ci sono stati incidenti. La gente è presa dalle normali attività. Il traffico è caotico come solito. Diversa la situazione a Lagos, la capitale commerciale, e in altre aree dove la situazione è delicata”. Così Giandomenico Massari, italiano, presidente della Federazione ciclistica nigeriana, da 28 anni in Nigeria, racconta la situazione del Paese sconvolto dalle manifestazioni contro la polizia.

Questa notte scontri tra polizia e manifestanti hanno causato numerose vittime a Lagos. L’emittente britannica Bbc parla di venti manifestanti morti e altri 50 rimasti feriti. Altre fonti di un’ottantina di morti. “Difficile capire quante vittime ci siano state – continua Massari -. Ottanta mi sembra un numero eccessivo e tenderei a escluderlo. Probabilmente sono molto meno”.

I leader di #endSars puntano il dito contro gli agenti che avrebbero aperto il fuoco contro i cortei. Quattro testimoni hanno detto che i soldati avevano aperto il fuoco sui manifestanti. Uno di loro, Alfred Ononugbo, 55 anni, ha detto: “Hanno iniziato a sparare munizioni verso la folla. Stavano sparando sulla folla. Ho visto i proiettili colpire una o due persone”.

Amnesty International Nigeria ha affermato di aver “ricevuto prove credibili ma inquietanti di un uso eccessivo della forza che ha provocato la morte di manifestanti”. Il portavoce di Amnesty International Isa Sanusi ha successivamente dichiarato: “Le persone sono state uccise dalle forze di sicurezza, stiamo lavorando per verificare le notizie”.

Le autorità hanno promesso un’indagine sulla sparatoria, nel frattempo a Lagos e in altre regioni è stato imposto il coprifuoco. “Qui a Port Harcour – osserva Massari – ci sono state alcune manifestazioni. Tutto però si è svolto con tranquillità. Per prudenza, quando sappiamo che ci sono iniziative di protesta stiamo in casa o cerchiamo di non fare le strade interessate”.

In reazione alle sparatorie a Lagos, l’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton ha invitato il presidente nigeriano Muhammadu Buhari e l’esercito “a smettere di uccidere i giovani manifestanti #EndSARS”. Il calciatore nigeriano Odion Jude Ighalo, che gioca per il Manchester United, ha accusato il governo nigeriano di aver ucciso i propri cittadini. “Mi vergogno di questo governo”, ha detto.

“È strano – sottolinea Massari – che il presidente Buhari abbia fatto solo un blando intervento e non abbia invece tenuto un discorso alla nazione. Da parte mia spero che le manifestazioni rientrino e si torni al più presto alla normalità. Il Paese ha bisogno di stabilità per riprendersi dalla crisi economica”.

Le proteste sono iniziate quasi due settimane fa con la richiesta di sciogliere la Sars, che era stata accusata di detenzioni illegali, aggressioni e sparatorie. Il presidente Buhari ha sciolto l’unità l’11 ottobre. Ma i manifestanti hanno chiesto una profonda riforma delle forze di sicurezza e cambiamenti nelle politiche economiche. Il governatore dello Stato di Lagos, Babajide Sanwo-Olu, ha affermato che i criminali hanno dirottato le proteste.

  • Ripreso dalla rivista missionaria dei padri bianchi Africa.
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