Flavio Giuseppe, santo o traditore?

di: Roberto Mela

copertina«La sua opera sopravvive eterna e con essa la sua voce, ricordo di vicende delle quali non sapremmo altrimenti quasi nulla» (p. 76). Con queste parole lo studioso di storia romana conclude il suo saggio su una figura fondamentale per conoscere l’Umwelt, l’ambiente storico-sociale-religioso di Israele che va dal 50 avanti Cristo al 100 dopo Cristo.

In un primo capitolo (pp. 13-18) Cairo riassume le vicende storiche che vanno dagli Asmonei (164 a.C.) alla presa della fortezza di Masada (73 d.C.). Analizza quindi le varie opere di Flavio Giuseppe (pp. 19-58) studiandone la datazione, il contenuto e la finalità. Riassume poi la vita dello storico ebreo (pp. 59-74), traendo infine alcune conclusioni del suo lavoro (pp. 75-78).

Nato nel 37/38 d.C. a Gerusalemme, membro di una famiglia sacerdotale, di orientamento religioso farisaico, allo scoppiare del prima rivolta giudaica contro Roma (66-70 d.C.) Yosef ben Matityahu fu inviato dal governo provvisorio moderato di Gerusalemme a reggere il governo della Galilea, assieme ad altri due capi militari e civili. Rimasto solo, allo scontro con la durissima repressione romana si arrende ai soldati che erano calati dalla Siria e, invece di uccidersi come gli altri, si arrende a Vespasiano ed è trasferito a Roma.

Cairo ritiene inverosimile la profezia attribuita a Flavio Giuseppe circa la futura carica di imperatore a Vespasiano quale motivo della sua sopravvivenza. L’imperatore aveva bisogno di un mediatore che facilitasse il ritorno della supremazia romana nella regione. Da parte sua, giunto Roma, il sacerdote ebreo continua la sua opera di storico e, più o meno ben inserito nella corte reale, dopo la Guerra giudaica (tra il giugno 79 e il settembre 81), scrisse Le antichità giudaiche (93-94 d.C.), avente come appendice la Vita. Sul finire del secolo scrisse infine Contro Apione. Flavio Giuseppe morì a Roma nel 100 d.C.

L’intento generale che lo guida nelle sue opere è quello di presentare al meglio il suo popolo e le sue tradizioni, “scusare” quasi l’operato di Tito che distrusse il Tempio e Gerusalemme, addebitando la colpa agli odiati estremisti giudei che si erano chiusi a qualsiasi trattativa con il potere di Roma. Si realizzava così giustamente – secondo Flavio Giuseppe – il giudizio di Dio sul suo popolo. Annientato militarmente (eventi raccontati nella Guerra), lo storico ricorda però la ricchezza dei valori della lunga e gloriosa storia del popolo ebraico (raccontata nei venti libri delle Antichità).

Yosef ben Matityahu, divenuto (Tito) Flavio Giuseppe dopo il suo trasferimento a Roma e dopo aver ricevuto dalla dinastia dei Flavi la cittadinanza romana, un alloggio e un contributo economico – probabilmente una tantum – per gli ebrei è un traditore, un venduto ai romani per salvarsi la vita.

Per lo storico Cairo, se Flavio Giuseppe fu un traditore lo fu nel tempo in cui fu comandante della regione della Galilea, per il suo modo di fare tirannico, per la gestione poco trasparente dell’ambito finanziario e per la sua volontà di arrogarsi il potere che lo avrebbe portato a governare in modo autonomo la Galilea.

Fatta la tara su varie esagerazioni, resta il fatto che le opere dello storico ebreo postosi a servizio di Roma coprono con il loro resoconto un’epoca storica importantissima dal punto di vista culturale e religioso.

La presenza del discusso Testimonium Flavianum in Ant. XVIII,63-64, che attesta la messianicità di Gesù, la sua divinità e la continuità della schiera dei suoi seguaci, è stato il motivo per cui i cristiani hanno fatto in modo che la sua opera venisse divulgata e protetta da volontà distruttive.

Nelle Appendici (pp. 79-90), Cairo discute brevemente le frasi probabilmente interpolate dai cristiani nel Testimonium Flavianum, oltre a studiare se la distruzione del tempio fosse voluta fin dall’inizio da Tito (Cairo è di questa opinione).

Le note scientifiche poste in fondo al volume, come è tipico della collana di riferimento (pp. 91-99), precedono la bibliografia (pp. 99-106) e l’indice dei nomi (pp. 107-110).

Un testo interessante, documentato, con discussione delle opinione dei vari studiosi di questa importante figura, molto utile per inquadrare ulteriormente, tra l’altro, i tempi della vita e dell’opera di Gesù.

Giambattista Cairo, Il santo traditore. Vita e opere di Flavio Giuseppe, EDB, Bologna 2019, pp. 112, € 8,50, ISBN 978-88-10-55556-9.

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