I giovani e la felicità

di: Pietro Parolin

copertinaI giovani cercano la felicità. Lo fanno con l’esuberanza e la vitalità tipiche della loro età. Con quell’immediatezza e quella spontaneità che li caratterizzano, anelano a vivere in pienezza. Non si accontentano di mezze misure o di surrogati. Talvolta, vengono distratti dal traguardo tanto ambito dalle lusinghe di certi modelli fuorvianti o privi di valori. Ma hanno delle potenzialità e delle ricchezze interiori che permettono loro di proseguire il cammino anche quando diventa faticoso e accidentato. Hanno, cioè, dentro di loro gli anticorpi per proteggersi dalle distrazioni lungo il percorso, basta solo attivarli. Come fossero dei viandanti, il Signore mette a loro disposizione dei mezzi particolari: la Bibbia e i sacramenti.

Essi sono la bussola del viaggiatore, sono il GPS per orientarsi e giungere nel modo più celere e sicuro alla meta. Ai giovani spetta, quindi, sintonizzarsi sulle frequenze di Cristo, sul suo vangelo. Non dovrebbe mai mancare l’attivazione della funzione «localizzazione» per i nostri cuori come la inseriamo sui nostri smartphone. Dobbiamo lasciarci trovare da Dio che è sempre alla ricerca del nostro bene e vuole renderci felici. Sì, perché c’è un cammino che porta alla felicità, ed è quello che solo Gesù Cristo può offrire all’uomo. Non possiamo assolutamente perdere l’occasione di rimanere esclusi da questa felicità!

Aggiungiamo, quindi, Cristo tra i nostri amici, anzi, mettiamolo al primo posto. Ai giovani, i termini come follower, chat, lista amici, sono familiari. Usiamoli nel migliore dei modi per farci amici di Gesù e in lui di tanti fratelli. Anche i nuovi mezzi di comunicazione sociale e i social network possono aiutarci nel collocare Dio al primo posto. Possono esserci utili per diffondere i valori del vangelo e per costruire un mondo più giusto. Basta rimanere in amicizia con Gesù, basta seguirlo, basta incontrarlo nei sacramenti della Chiesa e nell’eucaristia domenicale e in tutti i fratelli che incrociano il nostro cammino. In particolare, quelli feriti dal peccato, dalla malattia, dalla stanchezza, i poveri, gli abbandonati, i sofferenti nel corpo e nello spirito. I giovani sono chiamati a conoscere il Signore, perché solo lui riempie veramente il cuore e l’animo di ogni gioia e di ogni consolazione. Andare verso Cristo significa volgersi verso quell’amore che le nuove generazioni ricercano con caparbietà.

Un’importante occasione per orientarsi in questa ricerca della verità e del bene è senza dubbio la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (ottobre 2018) dedicata a «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», un’occasione particolarmente importante per riflettere, discutere, dialogare e proiettarsi verso il futuro. Lo ha spiegato papa Francesco durante la veglia in preparazione alla Giornata mondiale della  gioventù, nella basilica di Santa Maria Maggiore, sabato 8 aprile 2017: «Nel Sinodo, la Chiesa, tutta, vuole ascoltare i giovani: cosa pensano, cosa sentono, cosa vogliono, cosa criticano e di quali cose si pentono. Tutto. La Chiesa ha bisogno di più primavera ancora, e la primavera è la stagione dei giovani». In quella veglia, il pontefice ha anche fatto riferimento al cammino che tutti siamo chiamati a percorrere: «Noi siamo in cammino, verso il Sinodo e verso Panama (dove si svolgerà la XXXIV Giornata mondiale della gioventù, ndr). E questo cammino è rischioso. Ma se un giovane non rischia, è invecchiato. E noi dobbiamo rischiare. Voi giovani dovete rischiare nella vita, rischiare. Oggi dovete preparare il futuro. Il futuro è nelle vostre mani. Il futuro è nelle vostre mani».

Per questo, cari giovani, il volume che avete tra le mani vi dischiude nuovi orizzonti, vi introduce in una nuova dimensione, più aperta alla vita e al mondo. Vi aiuta conoscere i valori del vangelo e a considerarvi inseriti in una comunità. Vi mette in guardia dal rischio d’isolarvi e di rimanere estranei alla vita sociale. Voi giovani avete la possibilità di diventare protagonisti della vostra esistenza. Per farlo non c’è cosa migliore che mettervi alla scuola di Gesù e seguire i suoi insegnamenti. Accogliete l’invito di Gesù rivolto al giovane ricco, di cui parla il Vangelo di Marco, ma non fate come lui, che si chiuse nel suo egoismo. Gesù Cristo vuole rendervi partecipi della sua vita che non tramonta mai. D’altronde, tutti siamo chiamati a seguirlo, perché il cristiano è colui che segue Gesù Cristo. Ognuno secondo la propria vocazione, secondo il suo stato di vita e la sua situazione personale. Lasciatevi perciò interpellare dalla parola di Dio e dalla sua forza di provocazione.

In questo senso, il volume offre degli spunti di riflessione che i due autori – Carmelo Rigobello e Francesco Strazzari – hanno ordinato per voi, in modo da aiutarvi ad accogliere l’invito di papa Francesco: «Andate, raggiungete tutte le periferie! Andate, e là siate Chiesa, con la forza dello Spirito Santo» (Discorso all’Azione cattolica italiana, 30 aprile 2017).

Il testo che qui riprendiamo costituisce la Prefazione firmata dal cardinale segretario di stato, Pietro Parolin, al volume di Francesco Strazzari – Carmelo Rigobello, La vocazione alla felicità. Riflessioni per giovani, EDB, Bologna 2018, pp. 80, € 9,00.

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