I re d’Israele, arpa e fionda

di: Roberto Mela

L’apprezzato conferenziere ed evangelizzatore freelance valdostano, dopo aver dedicato un volume ai patriarchi di Israele, ripercorre in quest’opera i libri biblici riguardanti i re di Israele (1-2Sam, 1-2Re). Il prossimo sforzo sarà dedicato alle figure decisive dei profeti.

Il cinquantaduenne studioso si occupa di evangelizzazione, di comunicazione e di formazione pastorale. Curtaz è apprezzato per il suo approccio di esegesi narrativa e per il suo stile accattivante, moderno, profondo ma “leggero” di scrivere le sue notazioni.

Curtaz ripercorre le vicende dell’instaurazione della monarchia in Israele, soffermandosi molto sulle figure di Samuele, di Saul e di Davide. Molto stringata, invece, la trattazione riguardante Salomone.

Lo studioso riassume, rielabora, esplicita il racconto biblico presentando i fatti salienti e cercando di illustrare il loro senso complessivo nella trama della storia più generale e nella strategia narrativa dell’autore biblico, oltre a far vedere il cammino della storia della salvezza realizzato da YHWH anche attraverso le righe storte e le miserie degli uomini da lui scelti per questo compito.

Il problema dell’instaurazione della monarchia in Israele è dato dal fatto che Israele non è un popolo come gli altri popoli, e quindi anche il re che il popolo chiede al profeta Samuele non dovrà essere come i re degli altri popoli della terra. Anzi non sarà neppure un re (melek), ma sarà un nagîd, un capo, un principe. Re di Israele è solo YHWH.

Curtaz scava a fondo nei retropensieri degli attori principali del racconto. Si intravede, per esempio, nel profeta Samuele, contrario alla monarchia, anche un sottofondo di narcisismo, di attaccamento al ruolo e al prestigio personale, di opposizione al saper farsi da parte al momento opportuno, al rinunciare al suo compito per lasciar spazio al nuovo protagonista.

In Saul domina la tragicità della contraddizione. La sua fede superficiale e magica, unita a un’iniziale irruenza bellica generosa, si evolverà sempre più verso un avvitamento depressivo che giunge fino al rifiuto di essere stato rimosso da YHWH dal ruolo di consacrato nagîd e melek del popolo.

La depressione patologica di Saul si intreccia con l’ascesa al trono di Davide “il piccolo”. Egli assomma in sé decisione, coraggio, capacità bellica e astuzia politico-diplomatica, capacità di farsi ben volere dal popolo, grandezza d’animo e senso dell’amicizia. Da fuggiasco, bandito, capo mafioso, venduto ai nemici filistei, diventerà re di tutte le tribù, riunendole ancor più fra di loro con la conquista di Gerusalemme, che diventa la capitale del regno. La sua vita conoscerà delicatezza d’animo, rispetto della vita del consacrato, anche se indegno e ormai rimosso, ma anche la bassezza dell’adulterio, la schifezza odiosa di un omicidio premeditato, il declino dovuto anche a uno dei suoi punti deboli (“ereditato” anche da Salomone): le donne.

Curtaz segue con affetto e senso di fede lo svolgersi delle vicende dei personaggi biblici, sottolineando continuamente la loro attualità e il loro rispecchiare l’animo, le indecisioni, le grandezze o le miserie anche dei lettori contemporanei.

La Bibbia non è un libro per bambini buoni. È la storia delle nostre vite, con le sue miserie e le sue grandezze, dentro le quali abita Dio che le accompagna, le rispetta, le rilancia, le perdona, le scuote. Questi libri biblici, che all’apparenza sono lontani dalla nostra sensibilità odierna, sono uno specchio del nostro cammino, delle nostre difficoltà a coniugare il servizio di Dio e l’esercizio corretto del potere politico ed economico.

La Bibbia non pronuncia giudizi morali ad ogni piè sospinto sulle singole vicende. Segue le storie, ne sottolinea i momenti nei quali il personaggio si rivela infedele a YHWH, al suo patto, al suo dovere di non essere come gli altri popoli.

Curtaz sottolinea molte volte come solo col nagîd definitivo, il davidico Gesù di Nazaret, la regalità giungerà alla sua espressione più vera, esplicitandosi come servizio disinteressato del popolo, fino al dono generoso della vita per amore.

Un libro accattivante, che fa venir la voglia di rileggere tutte le pagine dei libri biblici a cui si riferisce. L’esegesi narrativa di Curtaz, basata su un lungo studio previo dei risultati dell’esegesi moderna (unito alla meditazione orante), è intrisa di realismo, sensibilità per la vita dell’uomo di oggi, fede sincera che intende crescere nutrita dalla Parola.

Paolo Curtaz, L’arpa e la fionda. I re d’Israele (Dimensioni dello Spirito s.n.), San Paolo, Cinisello B. (MI) 2017, pp. 288, € 18,00

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