9/10 marzo: 24 ore per il Signore

di: Giampietro Brunet

L’iniziativa “24 ore per il Signore”, promossa dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, ha avuto per tema “Presso di te è il perdono” (Sal 130,4) e prevedeva l’apertura straordinaria di molte chiese, dalla sera di venerdì 9 marzo fino a notte inoltrata, per consentire a quante più persone possibile la partecipazione all’adorazione eucaristica e alla confessione.

Sulla spinta di papa Francesco

«Invito soprattutto i membri della Chiesa a intraprendere con zelo il cammino della Quaresima, sorretti dall’elemosina, dal digiuno e dalla preghiera» scriveva Papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima 2018. «Se a volte la carità sembra spegnersi in tanti cuori, essa non lo è nel cuore di Dio! Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare».

Un’occasione propizia dunque anche quest’anno l’iniziativa «24 ore per il Signore», con al centro il sacramento della riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. In ogni diocesi, almeno una chiesa è rimasta aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della confessione sacramentale. E non è poco un coinvolgimento così globale in tempi di frammentazione e a volte di smarrimento per i più svariati motivi.

E così in diverse diocesi italiane c’è stata una risposta corale, con la partecipazione di molti giovani, da sempre sensibili a simili appelli, tanto più in questo anno si preparazione al Sinodo dei giovani voluto e indetto da papa Francesco.

Si possono citare tra le tante: Altamura, con la presenza dell’arcivescovo in centro diocesi, ad Acquaviva delle fonti, S. Eramo in colle, Gravina; Cesena che convergeva nel santuario di S. M. del Suffragio; Como al santuario diocesano Santissima Trinità Misericordia, a Colico e altri centri; Lecce, chiesa centrale di san Lazzaro col vescovo M. Seccia che, tra l’altro, ha affermato: «Sull’esempio di Nicodemo, anche noi dovremmo, ripensando alla nostra vita, ripercorrere i deserti, le solitudini, la sofferenza e individuare il momento preciso nel quale è iniziata la nostra ricerca e la nostra conoscenza del Signore. Se ciò non fosse mai accaduto, questo è il tempo giusto per rinascere. E anche se il peccato frena la nostra voglia di risalire la china, sappiamo bene che Dio non ci lascia mai soli».

O ancora nella diocesi di Massa-Carrara, nella chiesa concattedrale di Pontremoli e in altri centri dei vicariati; nell’arcidiocesi di Pisa, dove l’arcivescovo ha sollecitato i vicari foranei perché nella città di Pisa questo possa realizzarsi almeno in una chiesa e ha scritto: «Voglio sperare che questi inviti del papa trovino generosa accoglienza e che il digiuno e la preghiera di ogni credente valga a vincere il male che sta dilagando nel mondo e a ridonare calore interiore al cuore dell’umanità che rischia di essere congelata dal gelo dell’odio e della violenza».

E poi a Genova nella chiesa di Santa Marta, a Trento in qualche vicariato e in cattedrale, con un’animazione serale da parte di religiosi e religiose, come pure di vari giovani che partecipano a tanti altri momenti di riflessione e preghiera nel corso dell’anno; a Palermo (Mondello), Livorno e in tantissime altre diocesi e chiese.

A indicare che gli appelli del papa stanno avendo un notevole ascolto, sia da parte delle Chiese locali, sia – e soprattutto – da parte del mondo giovanile, che sta manifestando da tempo interesse a queste proposte forti «per il Signore».

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